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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - AL 79° LOCARNO FILM FESTIVAL TRIONFO DEL FILM RUMENO NU E LOCUL TAU AICI DI FLORIN ȘERBAN. E 2 SUCCESSI ITALIANI: A MONICA BELLUCCI PARDO "MIGLIOR INTERPRETAZIONE" CON KETTICÈ E PARDINO A MARCO CAVAZZIN PER MUTRION
(2026-08-15)
Dopo undici giorni carichi di emozioni, preceduti da due giornate di proiezioni Prefestival, Locarno79 si è concluso oggi con il trionfo del film romeno Nu e locul tau aici (You Don't Belong Here) di Florin Șerban, vincitore del Pardo d’Oro nel Concorso Internazionale. LOC_2605401
Con un programma ricco e articolato, Locarno79 ha esplorato ancora una volta la straordinaria varietà del cinema internazionale, riunendo autori affermati e nuove voci, opere capaci di sorprendere e momenti di visione condivisa. Uno spazio in cui il cinema contemporaneo si racconta, si interroga e continua a reinventarsi.
I titoli premiati a Locarno79 raccontano un cinema vitale e generoso, inquieto e proiettato verso il futuro. Un cinema che invita il pubblico a entrare nel dialogo, a farsi parte attiva del racconto, creando legami e intrecci che vanno oltre lo schermo." ha dichiarato Giona A. Nazzaro, direttore artistico di Locarno79
Per quanto riguarda l'Italia due i premi al Locarno 79, il Pardo per la migliore interpretazione va a Monica Bellucci per Ketticè l’opera seconda di Giovanni Tortorici, in concorso al Festival (selezionato con Alberi erranti di Salvatore Mereu).
Mentre Mutrion di Marco Cavazzin, ha vinto il Pardino per la migliore regia WeShort per il Concorso Internazionale Pardi di Domani, un premio che porta anche una dotazione di 5.000 CHF.
Due importanti riconoscimenti arrivano per il cinema italiano, ha dichiarato Antonio Saccone, Presidente di Cinecittà: ‘L’interprete e la diva più rappresentativa del nostro cinema nel mondo, e un giovane regista under 30, premiati in uno dei più prestigiosi festival internazionali come Locarno, una bellissima circostanza che dà l’idea della vitalità del cinema d’autore italiano, che sa abbracciare personalità, stili, generi diversi. Un cinema che parla la lingua più profonda del paese, dei territori, e allo stesso tempo parla europeo. Cinecittà ha accompagnato questi e altri magnifici titoli italiani a Locarno, dalle selezioni alla proiezione, e questi premi sono anche in parte il risultato di un lavoro di promozione e internazionalizzazione, fondamentale per far conoscere al mondo i nostri talenti. A Monica Bellucci e Giovanni Tortorici, a Marco Cavazzin, e a tutta la compagine italiana creativa, produttiva e di professionisti a Locarno, i più vivi complimenti di Cinecittà’.
Il presidente ha, inoltre, ricordato che la selezione Italiana del Festival, accompagnata e ospitata come tutti gli anni da Cinecittà, contava anche due film in Piazza Grande, Armony di Dario Albertini e Il cileno di Sergio Castro San Martín; due nella sezione Locarno Kids, L’estate che finì due volte di Matteo Incollu e Cercatori d’angeli di Leopoldo Pescatore, e il documentario fuori concorso di Fabio Lovino Marco Bellocchio - La porta della realtà. Tutti i film erano anteprime mondiali.
Cinecittà ha collaborato anche con la sezione Match Me! di Locarno Pro, che ha selezionato 3 giovani produttori che hanno partecipato agli incontri internazionali (Bruno Cristaldi, Camilla Gazzola, Salvatore Lizzio).
Ma c'è anche il premio alla carriera ad Asia Argento. Senza dubbio, la sua filmografia è una delle più straordinarie degli ultimi decenni. L'attrice e regista italiana Asia Argento riceve meritatamente il Premio alla Carriera a Locarno79 per una carriera che abbraccia oltre quarant'anni. Ruoli intensi e coraggiosi in film di Abel Ferrara, Gus Van Sant, Sofia Coppola, Olivier Assayas e George A. Romero lasciano già intuire la sua grandezza, che si riflette anche nel suo lavoro dietro la macchina da presa , come nel recente lungometraggio La morte non ha padrone , presentato oggi al Festival.
«Non ho paura del buio», afferma l'icona del cinema in un'intervista per il nostro Pardo. «È l'origine di tutto; la caverna uterina: non è fredda e spaventosa, è confortante». Questo spiega la sua maestria nel ritrarre personaggi inquietanti e nel trovare grazia anche nelle storie più trasgressive . Riflettendo sul significato di questo premio al Festival per la sua carriera, Argento fa un paragone con Jorge Luis Borges: «[che] diceva che la poesia è come l'alba e il tramonto, ritorna sempre. Il cinema è lo stesso. Ritornerà. È ancora la relazione d'amore più lunga della mia vita ». (15/08/2026-ITL/ITNET)
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