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CONVENZIONI INTERNAZIONALI - ITALIA/MAROCCO - DA RABAT APPELLO A PARLAMENTO ITALIANO "RATIFICA ACCORDO SICUREZZA SOCIALE A 30 ANNI DA RATIFICA PARLAMENTO MAROCCO.PRESENTI SINDACATI CGIL PAT. INCA, UMT, CCDT, UGTM -RAPPRESENTANTI ISTITUZIONI DUE PAESI
(2026-02-09)
C ’è la storia di chi ha lavorato quasi vent’anni in Italia e poi è tornato in Marocco senza sapere se, e come, quei contributi verranno riconosciuti. C’è chi oggi è vicino alla pensione, vive nell’incertezza, e deve fare i conti con regole che non si parlano. Storie concrete, reali, che parlano di lavoro, migrazioni, famiglie. Le persone che provengono dal Marocco costituiscono la seconda comunità straniera in Italia. Una comunità che crea valore, paga tasse e contributi e, contrariamente a una narrazione che pone troppo accento sulle rimesse, sulla ricchezza prodotta che torna in Marocco, mantiene in Italia tre quarti del risparmio.
È proprio da queste storie che nasce l’iniziativa che si è svolta oggi il 9 febbraio a Rabat, “Verso una convenzione di sicurezza sociale tra Italia e Marocco”, per chiedere finalmente l’ultimo passo per la ratifica dell’accordo, dopo oltre 30 anni di attesa. Questo in sintesi l’appello rivolto al Parlamento italiano da parte di chi ha promosso e partecipato all’incontro: la Cgil, l’Inca, i sindacati marocchini Cdt, Ugtm e Utm e il Consiglio delle Comunità Marocchine all’Estero (Ccme).
La Convenzione bilaterale sulla sicurezza sociale tra Italia e Marocco non è una novità. È stata firmata nel 1994, ratificata dal Parlamento marocchino, ma mai ratificata dal Parlamento italiano. Da allora, l’iter è rimasto bloccato per anni, senza che vi fossero reali ostacoli politici o tecnici alla sua conclusione.
Il risultato è che, ancora oggi, la Convenzione è priva di efficacia giuridica, lasciando migliaia di lavoratrici e lavora-tori in una zona grigia: contributi frammentati, pensioni incerte, diritti non pienamente riconosciuti. È su questo nodo irrisolto che da tempo si concentra l’impegno della CGIL, dell’INCA e delle organizzazioni sindacali marocchine, insieme al Consiglio della Comunità Marocchina all’Estero.
Da Roma a Rabat Dopo il primo incontro pubblico tenutosi a Roma nel dicembre 2025, il confronto è proseguito oggi 9 febbraio a Rabat, segnando un nuovo passo in avanti nel percorso verso la firma definitiva e la ratifica della Convenzione.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti sindacali, istituzioni italiane e marocchine e attori politici dei due Paesi, con l’obiettivo di riportare al centro dell’agenda una questione che riguarda la vita concreta di migliaia di persone. Sicurezza sociale: una scelta di giustizia
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali introdotti da Moulay El Akkioui, presidente di INCA CGIL Marocco. Al centro della giornata, una tavola rotonda moderata dalla giornalista Karima Moual, che ha posto l’attenzione su una domanda cruciale: perché un accordo bilaterale di sicurezza sociale tra Italia e Marocco è oggi necessario e non più rinviabile ? Al dibattito hanno partecipato Ezio Cigna, responsabili responsabile politiche previdenziali della CGIL, Sara Palaz- zoli, del collegio di presidenza di INCA CGIL,insieme a Samira Rayasse, Younes Finachene e Mustapha Makroum, dei sindacati marocchini UMT, CDT e UGTM.
Dal confronto tra CGIL, INCA e le principali organizzazioni sindacali marocchine è emerso come non si tratti di privilegi o di concessioni, ma di diritti sulla base di contributi effettivamente versati. Diritti – garantiti dalla legge internazionale - che non si annunciano, ma si applicano, e di cui bisogna garantire la portabilità.
Il confronto politico Il confronto politico ha visto la partecipazione di parlamentari e rappresentanti istituzionali di entrambi i Paesi, tra cui Driss El Yazami, presidente del Consiglio della Comunità Marocchina all’Estero (CCME). La delegazione italiana è stata invece rappresentata dalle deputate Ouidad Bakkali e Chiara Gribaudo, presidente della Commissione di inchiesta della Camera sulle condizioni di lavoro. Le deputate sono firmatarie di una risoluzione presentata da Gribaudo il 3 febbraio 2026 alla Camera, in Commis-sione Lavoro, per chiedere al governo di promuovere con urgenza ogni iniziativa finalizzata alla ratifica e all’entrata in vigore della Convenzione.
Un confronto diretto che ha ribadito come la ratifica della Convenzione avrebbe effetti positivi non solo su singole lavoratrici e singoli lavoratori, ma anche sulla coesione sociale e sulle relazioni bilaterali tra Italia e Marocco.
La comunità marocchina, tra le più numerose e radicate in Italia, continua a dare un contributo fondamentale a molti settori produttivi. Riconoscerne pienamente i diritti significa riconoscere il valore del lavoro e delle vite che si muovono tra due Paesi.
Nelle conclusioni, Maria Grazia Gabrielli, segretaria confederale CGIL nazionale, ha ribadito un punto chiave: dopo anni di attesa, non esistono più alibi per rimandare la ratifica della Convenzione. Perché dietro ogni contributo c’è una storia personale. E perché chi lavora tra Italia e Marocco deve poter contare su diritti che non si fermano ai confini. "Oggi - ha proseguito piu' tardi parlando con i giornalisti - ci assumiamo l'impegno non facile di proseguire il percorso della convenzione con consapevolezza e determinazione . Occorre costruire un'alleanza forte per richiamare l'impegno del governo Italiano e l'alleanza con il governo marocchino per arrivare presto alla ratifica della conven-zione. Serve ai lavoratori e al rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi." (09/02/2026-ITL/ITNET)
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