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RICERCA SCIENTIFICA ITALIANA NEL MONDO - STRATEGIA ARTICO: "MIN.BERNINI (RICERCA): "FRUTTO DI CONNESSIONI INTERMINISTERALI SU LAVORO INIZIATO 50 ANNI FA' CON LA RICERCA CHE CI VEDE PROTAGONISTI NEL MONDO"

(2026-01-16)

"Noi (italiani) nell'Artico non siamo all'anno zero...i nostri ricercatori e i nostri rappresentanti della Marina, dell'Aero-nautica, i nostri rappresentanti diplomatici, lì ci sono tutti. Nella nostra stazione dirigibile Italia, nelle isole Sbalbard,
ci sono tutti. Quindi,  la nostra strategia nazionale sull'artico non è una strategia casuale, ma il frutto di una connes-sione inevitabile in un mondo in cui non si vive di confini, né di confini geografici, né di confini tematici, ma di con-nessioni di un lavoro che abbiamo cominciato 50 anni fa  da protagonisti investendo sul capitale umano, materiali, infrastrutture." così il Ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica, Anna Maria Bernini, alla presentazione della nuova Strategia Politica sull'Artide, risultato di un attivo e concreto impegno dell'Italia nelle scienze polari, Artico, Antartide e Terzo Polo, ghiacci, permafrost per piu' di mezzo secolo.

Tre i punti sui quali ha insistito l'intervento della Ministra dell'Università e della Ricerca: presenza e patrimonio italiano consolidato nell'ambito delle zone polari, connessioni sinergiche interistituzionali sul piano nazionale che internazionale, alta formazione di settore innovativa e multidisciplinare.

"L'Italia, che dal 2013 è Stato Osservatore del Consiglio Artico, "ha  finanziato coesioni e connessioni culturali e scien-tifiche con altri paesi che sono stati con noi, ma non prima di noi, capaci di esplorare le origini del nostro futuro" - ha proseguito il Ministro Bernini, citando fra gli altri il progetto del' Ice Memory,  "uno dei nostri fiori all'occhiello" e l'attività scientifica delle navi di ricerca  Gaia Blue e Laura Bassi collegate alle navi oceanografiche militari con le quali comunicano perché  - ha spiegato Bernini - "la ricerca non può vivere  senza la sicurezza.... la difesa e  l'approccio della diplomazia  scientifica, facendo  dell'Italia un'eccellenza nell'artico".
Impegni nella ricerca in Artico che hanno visto in prima fila l'Enea e l'ASI -l'Agenzia Spaziale Italiana - con i loro satelliti ed i droni militari in uno sforzo multi-disciplinare che riguarda "la geopolitica, perche' quello che succede nell'Artico non rimane nell'Artico e quello che succede nel mondo riguarda l'Artico, sotto il profilo della sicurezza, della difesa, della ricerca, dei cambiamenti climatici e piu' in generale dell'ambiente" ha fatto presente Bernini.

Un auspicio per il prossimo futuro ? "Se avremo l'opportunità di formare i nostri ricercatori ancora meglio, otterremo  risultati infrastrutturali ancora migliori di quelli che già abbiamo ottenuto in questi 50 anni e parlo non solamente di navi per la ricerca oceanografica civili e militari, parlo di grandi piattaforme di ricerca dove i nostri ricercatori lavora-no in condizioni estreme, critiche. Eppure, la Sottosegretaria della Difesa, Isabella Rauti, ha fatto una bellissima iniziativa al  CASD - dove si fa formazione militare ad altissimo livello- abbiamo avuto la capacità di creare modalità innovative per contrastare le condizioni estreme in cui i ricercatori devono sopravvivere ed essere in condizione di ricercare,  creare, essere sempre innovativi.  Lo abbiamo fatto creando una banca dati d'eccellenza, una delle mi-gliori del mondo. Ed abbiamo un istituito per gli studi polari che si interfaccia con gli omologhi a livello mondiale in condizioni di assoluta eccellenza".

"Abbiamo creato un dottorato sulle scienze polari all'Università Ca' Foscari di Venezia sulle scienze polari per consentire ai nostri ricercatori di creare una commistione tra ricerca e industria, perché ormai non esiste più la ricerca di base, esiste la ricerca applicata e una ricerca applicata di "uso comune", ovvero di "uso duale"." Termine che evoca, secondo Bernini, pregiudizi, perchè non esistono più confini". Sicchè  quello che facciamo in agricoltura, come nell'Artico, come nella medicina, come nell'altissima specializzazione delle biotecnologie, impossibile distinguere quello che  è  militare da quello che è "uso comune".

Dunque, "non esistono, lo ripeto, più confini, esistono solo connessioni" per questo "come facciamo a distinguere quello che è civile da quello che è militare, quello che è agricoltura da quello che è spazio. Si tratta di ricerche multidisciplinari che si basano su tutte le piattaforme infrastrutturali di cui noi possiamo e dobbiamo disporre e che vedono noi italiani in grande vantaggio, protagonisti da molti anni con capacità innovativa superiore."

Concludendo il suo intervento, il Ministro Bernini ha  anticipato un Forum Polar Dialog, che si terrà in Italia il prossimo 3 e 4 per iniziativa del MUR a cui prenderanno parte il MAECI ed il Ministero della Difesa e sul quale convergeranno ricercatori della ricerca in Artico ed imprenditori della difesa e della ricerca.
Nel contempo il Ministro Tajani ed il Ministro Crosetto organizzeranno le ministeriali con i loro omologhi per parlare di Artico." (16/01/2026-ITL/ITNET)

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