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CULTURA ITALIANA NEL MONDO -WEEKEND ITALIA. A SUD - AL CASTELLO MANIACE DI ORTIGIA "VISIONI D'ARTE IN SICILIA TRA '800 E '900. SCIATUZZU MIU" DI MERY SCALISI: UN OMAGGIO ALLA SICILIA ED ALLA SUA CAPACITA' DI GENERARE BELLEZZA E CREATIVITA'

(2026-01-05)

La mostra “Visioni d’arte in Sicilia tra Ottocento e Novecento. Sciatuzzu miu”, curata da Mery Scalisi e organizzata da Mediterranea Arte presso il Castello Maniace di Ortigia, fin al 12 aprile 2026
Il percorso espositivo è concepito come un viaggio emozionale e visivo che celebra la grande arte siciliana attraverso due secoli: dalle luci poetiche dell’Ottocento alle avanguardie del Novecento. Il sottotitolo in dialetto siciliano, “Sciatuzzu miu”, ovvero, “respiro mio” racchiude un’intimità profonda, simbolo del legame viscerale tra l’artista e la sua terra: un rapporto fatto di amore, memoria e appartenenza.

La mostra, articolata in due sezioni, una dedicata all’Ottocento e una al Novecento, restituisce alla Sicilia il suo ruolo di protagonista nella storia dell’arte italiana ed europea, raccontando come luce, paesaggio e tradizione abbiano generato un linguaggio artistico unico. Come afferma la stessa curatrice Mery Scalisi:«questa mostra che si compone sia di opere pittoriche che scultoree è il mio modo di dire grazie alla Sicilia, una terra che ti prende e ti restituisce a te stesso, che ti fa sentire parte di una storia più grande».

Nell’Ottocento, la Sicilia dei contrasti vive nella pittura di Pirandello, Lojacono, Leto, Frangiamore, Pardo, Tomaselli, Rizzo: scene di vita rurale, ritratti e paesaggi immersi in una luce che trasfigura il reale. È l’epoca in cui la pittura diventa specchio dell’anima dell’isola, della sua natura e delle sue genti.
Con il Novecento, gli artisti siciliani si aprono alla modernità,  dialogando con le correnti europee e reinterpretando le avanguardie in chiave personale. Le opere di Fiume, Guttuso, Accardi, Greco, Guccione, Calogero, Modica esprimono una nuova coscienza estetica, in cui libertà espressiva e radici culturali si fondono in un linguaggio universale. Negli anni Ottanta, la pittura di Piero Guccione e l’esperienza del Gruppo di Scicli riportano al centro la luce mediterranea e il paesaggio, mentre il Gruppo Forma 1  rinnova il linguaggio del dopoguerra, coniugando astrazione e impegno ideologico.

Il percorso si arricchisce di quattro “curiosità” dedicate a Pirandello, Guccione, Accardi e Guttuso che rendono dinamica la fruizione della mostra, fornendo ulteriori chiavi di lettura. Si pensi al rapporto tra Luigi e Fausto Pirandello, padre e figlio uniti da un legame profondo di arte e destino, evocato dal Dialogo immaginario di Luciana Grifi, interpretato da Giovanna e Pierluigi Pirandello. Al dialogo ideale tra Renato Guttuso e Leonardo Sciascia, due simboli di una Sicilia bella e ferita, che trasforma la verità in arte e la denuncia in poesia.

Accanto a loro, la curiosità dedicata a Piero Guccione e al Gruppo di Scicli racconta come, dagli anni Ottanta, un gruppo di artisti siciliani abbia saputo trasformare la luce e il paesaggio dell’isola in linguaggio pittorico, fondendo realismo e modernità in una poetica di profonda introspezione.

Infine, quella su Carla Accardi e il Gruppo Forma 1 ripercorre la nascita, nella Roma del 1947, di un movimento che unì marxismo e astrazione, affermando la forma pura come espressione di libertà artistica e intellettuale.

“Visioni d’arte in Sicilia tra Ottocento e Novecento. Sciatuzzu miu”, visitabile fino al 12 aprile 2026, è un omaggio alla Sicilia, alla sua luce, alla sua memoria e alla sua forza creativa senza tempo: un percorso che invita il pubblico a immergersi nell’anima dell’isola, dove arte e vita respirano all’unisono.

SCRIVE MRY SCALISE: La mostra che presentiamo oggi è il frutto di un lungo e appassionato lavoro di ricerca e di cura, che ha come obiettivo quello di restituire alla Sicilia il suo ruolo di protagonista nella storia dell'arte italiana ed europea.
Sicilia, terra di contraddizioni, di luci e di ombre, di bellezza e di difficoltà. 
Un'isola che ha conosciuto la grandezza e la decadenza, la gloria e l'oblio. 
Eppure, nonostante tutto, la Sicilia non ha mai smesso di produrre arte, cultura e bellezza.  Dai templi greci alle chiese barocche, dalle opere dei Macchiaioli ai lavori dei Futuristi, la Sicilia ha sempre espresso una creatività e un ingegno che hanno lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'arte.

Ma partiamo dal titolo "Sciatuzzu miu" (respiro mio) che può sembrare un'espressione di tenerezza e di compassione, ma per noi rappresenta molto di più.   È l'espressione di un rapporto profondo e viscerale tra l'artista e la sua terra, la Sicilia.  Come una madre ispira e sostiene il proprio figlio, così la Sicilia ha ispirato generazioni di artisti che l'hanno abitata, amata e rappresentata.  
Dagli impressionisti ai futuristi, dagli astrattisti ai realisti, gli artisti siciliani hanno sentito la loro terra come una madre-musa che li ha guidati e ispirati nella loro creatività.
"Sciatuzzu miu" è l'espressione di questo amore viscerale, di questa passione che non può essere spiegata, ma solo sentita. È l'invocazione di un figlio che si sente legato alla sua terra, alla sua cultura, alla sua storia. 

In questa mostra, abbiamo voluto raccogliere alcune delle opere più rappresentative dell'arte siciliana dall’Ottocento al Novecento, per raccontare questa storia di amore e di passione tra gli artisti e la loro terra.  Tra l'Ottocento e il Novecento, infatti, l'isola diventa un vero e proprio laboratorio creativo, dove artisti di diverse generazioni e tendenze si incontrano e si confrontano. 

In questo contesto, l'arte siciliana assume una connotazione unica, frutto di una storia millenaria e di una cultura ricca di suggestioni. 
La luce del Mediterraneo, la bellezza dei paesaggi, la ricchezza della storia e della cultura siciliana sono tutti elementi che contribuiscono a creare un'atmosfera artistica unica e suggestiva. 
Gli artisti siciliani dell'Ottocento, come Lojacono, Leto, Frangiamore, Pardo, Tomaselli, Rizzo, sono attratti dalla pittura di genere, e rappresentano la Sicilia in tutta la sua bellezza e varietà.
Non dimentichiamo la figura umana, che resterà un tema ricorrente nell'arte siciliana di questo periodo: dai ritratti di personaggi illustri alle scene di genere, gli artisti siciliani rappresentano la vita quotidiana e i suoi protagonisti.
Le loro opere, caratterizzate da una pennellata libera e da una luce intensa, catturano l'essenza della Sicilia, terra di sole e di mare. 

Il Novecento, invece, segna un momento di grande cambiamento per l'arte siciliana; le avanguardie artistiche, come il Futurismo e il Surrealismo, trovano terreno fertile in Sicilia, dove diversi artisti, come Greco, Guttuso, Accardi, Guccione, Calogero, Modica, sperimentano nuove forme e linguaggi artistici; la Sicilia diventa così un laboratorio di idee e di sperimentazione, dove la tradizione si confronta con la modernità. 

Come curatrice di questa mostra, ho voluto ripercorrere questo cammino artistico, riscoprendo opere e artisti che hanno fatto la storia della nostra terra. 
Un viaggio che è stato per me un'esperienza emozionale e intellettuale profonda, che mi ha portato a riflettere sul mio rapporto con la Sicilia e sull'importanza di preservare e valorizzare il nostro patrimonio artistico.

La scelta di restare nella mia terra natia non è stata dettata dalla facilità o dalla convenienza, ma dalla consapevolezza che la Sicilia, nonostante le sue mille contraddizioni, è compatibile con il mio  essere, con la mia anima e con la mia passione per l'arte. 
La Sicilia è un'isola che ti prende e ti restituisce a te stesso, che ti fa sentire parte di una storia più grande di te.

La mostra che si presenta è un viaggio attraverso l'arte siciliana dell'Ottocento e del Novecento, un percorso che consente di scoprire la bellezza e la complessità dell'arte siciliana, e di comprendere come la Sicilia abbia ispirato generazioni di artisti.
Un omaggio alla Sicilia e alla sua capacità di generare bellezza e creatività, nonostante le difficoltà e le avversità e un invito, inoltre, a riscoprire la nostra identità e a valorizzare il nostro patrimonio artistico, per costruire un futuro migliore per la nostra terra e per le generazioni future.

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L’evento è promosso da Mediterranea Arte, realtà imprenditoriale attiva nella produzione, organizzazione e promozione di mostre ed eventi culturali. Al centro della sua missione vi è la convinzione che l’arte sia un patrimonio universale, capace di generare bellezza, ispirazione ed emozione. Mediterranea Arte promuove un approccio che valorizza il dialogo tra le opere e i territori, trasformando ogni esposizione in un’esperienza di scoperta, promozione e rigenerazione culturale. (05/01/2026-ITL/ITNET)

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