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GIOVANI ITALIANI ALL'ESTERO - "L?AQUILA CITTA? DEGLI STUDI PER GIOVANI ORIUNDI DA TUTTO IL MONDO" GRAZIE ALL'INIZIATIVA DEL CONVITTO COTUGNO"
(2009-03-09)
"Si deve a Livio Bearzi, vulcanico ed efficiente rettore del Convitto Nazionale ?Domenico Cotugno? dell?Aquila, il grande impulso dato in poco pi? d?un anno e mezzo alle relazioni internazionali e l?apertura del complesso ai figli degli italiani all?estero. Friulano tenace, egli ha trovato nel capoluogo abruzzese notevoli affinit? con gli aquilani, per via del carattere che la montagna modella sulla propria gente. Peraltro, chi scrive ne ha avuto riscontro all?estero, tra le comunit? italiane, dove questo aspetto si nota pi? chiaramente." Si legge in un articolo di Goffredo Palmerini .
"E perfino laddove le comunit? regionali tengono a conservare gelosamente la loro specificit?, in diversi casi si ? notata una forte intesa tra abruzzesi e friulani. E perfino un caso, a Sydney, di gestione d?un grande club in comune tra le due associazioni regionali, in perfetta armonia. Il rettore Bearzi, d?altronde, oltre al carattere franco, generoso e cordiale d?alpino quale ? stato, si porta dietro una solida esperienza d?insegnamento nelle scuole italiane all?estero, come un lungo periodo in Argentina. Ha maturato cos? il desiderio di mettere in cantiere ogni opportunit? per far studiare in Italia i figli degli italiani, nelle regioni d?origine dei genitori, al fine di consolidare tra le seconde e terze generazioni il legame con la cultura originaria della prima generazione dell?emigrazione. Anche per sua iniziativa, alcuni anni fa, ? nato il primo progetto, quando dirigeva il Convitto di Cividale del Friuli. L? ha trovato fertile humus nelle istituzioni e nella rete delle associazioni che operano nell?emigrazione. Venuto all?Aquila, Bearzi ha scoperto la citt? ancor pi? adatta ad accogliere quel progetto, perch? perfettamente in linea con una delle prelazioni pi? naturali del capoluogo abruzzese, come citt? degli studi, dell?alta formazione, della scienza e della produzione culturale."Prosegue l'articolo.
Ha visto cos? la luce ?Stud(G)enti d?Abruzzo?, progetto che si pone l?obiettivo di consentire a figli e discendenti di corregionali all?estero di frequentare per un anno regolari corsi scolastici in Abruzzo, permettendo ai giovani di continuare il percorso formativo nella terra d?origine dei loro padri, di arricchire la loro conoscenza della cultura italiana e di perfezionare la lingua, avvalendosi della collaborazione delle associazioni abruzzesi nel mondo e degli Istituti Scolastici Superiori nella regione. Proprio in questi giorni il Convitto Nazionale dell?Aquila ha pubblicizzato il progetto attraverso i canali ufficiali - Consolati e scuole riconosciute all?estero - e la rete delle associazioni abruzzesi nel mondo, con il bando d?ammissione per l?anno 2009/2010 riservato ai figli o discendenti degli abruzzesi all?estero. Ma l?ammissione ? consentita anche, nell?ordine, ai figli d?italiani all?estero e a studenti stranieri, in caso di disponibilit? di posti nel limite della ricettivit? della struttura. Tutte le informazioni di dettaglio sono riportate sul sito del Convitto (www.convittocotugno.it). Il termine di scadenza del bando ? fissato al 31 agosto 2009. Per gli studenti d?origine abruzzese sono previste borse di studio della durata d?un anno, messe a disposizione da istituzioni pubbliche - Regione Abruzzo, Province, Comuni - ed altri enti della regione. Per concorrere alle borse di studio i candidati dovranno essere figli o discendenti di Abruzzesi, avere un?et? compresa tra i 14 e i 19 anni e possedere una sufficiente capacit? di comprensione della lingua italiana, mentre, negli altri casi, per l?ammissione sono richiesti i requisiti previsti dal bando. Tutti gli altri allievi non borsisti, ammessi fino alla completa ricettivit? del Convitto, godranno d?una retta per vitto e alloggio davvero favorevole, di 2500 euro l?anno. L?ammissione consentir? la frequenza delle Scuole Superiori e l?anno di studi verr? riconosciuto nei Paesi di provenienza, in presenza di accordi tra Stati. Per gli studenti ammessi i corsi nelle scuole collegate inizieranno il 15 settembre.
Il Convitto ? in grado di assolvere in maniera ottimale all?iniziativa, disponendo di adeguati servizi residenziali e potendo contare sulla presenza nel territorio di scuole che coprono tutti gli indirizzi della formazione superiore. Gli ospiti possono contare su un personale qualificato che li assiste in ogni esigenza d?ambientamento e di studio in un complesso che garantisce un alto livello nei servizi d?accoglienza e di ristorazione. Il progetto mira inoltre ad offrire ai giovani una formazione aperta all?internazionalit?, al rispetto delle culture, alla padronanza delle lingue e alla valorizzazione delle identit? culturali, per formare al meglio i futuri cittadini del mondo. Il Convitto ? una struttura di grande respiro, proprio nel cuore della citt?. Ha peraltro una grande storia, anche dal punto di vista dell?architettura urbana. Sorge, infatti, dov?era l?antica chiesa di San Francesco, costruita pochi anni dopo la fondazione della citt?, nel 1254. Il tempio, riedificato insieme al convento annesso dopo il terremoto del 1315, ebbe l?impianto trasformato in forme gotiche. In epoche successive, specie dopo il sisma del 1703, l?edificio venne ricostruito nello stile neoclassico che ora conserva. Il convento fu soppresso nel 1809 con legge emanata da Gioacchino Murat, mentre la chiesa di San Francesco fu demolita nel 1880 per la costruzione degli attuali portici. Le pietre bianche e rosa del paramento della facciata furono riutilizzate per costruire la fontana del Tritone, in piazza Regina Margherita. Dell?edificio trecentesco resta solo il campanile, mentre ? conservata la cella dalla quale San Bernardino da Siena transit? al cielo il 20 maggio 1444.
"Il progetto Stud(G)enti del Convitto ?Cotugno?, per la verit?, ha avuto un prologo sperimentale gi? quest?anno, grazie ad una borsa di studio messa a concorso nel 2008. Se l?? aggiudicata Antonella De Sousa, una bella ragazza sudafricana di Johannesburg, discendente di abruzzesi, alta, statuaria, sportiva, simpatica e sempre sorridente. L?ho voluta incontrare, in una magnifica sala del rettorato arredata con mobili d?epoca, per sapere da lei qualcosa della storia d?emigrazione della famiglia ed anche per raccogliere le sue impressioni sul Convitto, sulla citt?, sull?ambiente che ha trovato e sulle opportunit? che L?Aquila offre per i giovani. Ne ? nata una conversazione interessante raccolta in un?intervista." Ha spiegato Palmerini.(09/03/2009-ITL/ITNET)
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