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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - ROMANIA - MECENATE ITALIANO PER LA PRIMA GALLERIA D'ARTE CONTEMPORANEA E CENTRO DI ARTI PERFORMATIVE A BUDAPEST

(2009-02-02)

  L’arte come investimento nel dialogo tra popoli con finalita’  aderenti, naturalmente, agli obiettivi del promotore. Un mecenate italiano per un’iniziativa culturale di grande rilievo per il rapporto con il Paese. Ad instaurarlo in Romania è uno dei piu’ importanti  gruppi bancari Unicredit, che a Bucarest ha investito in una nuova Galleria d’arte al centro della città, di fronte alle sedi del Governo rumeno.

L’apertura è prevista per giovedì 19 febbraio 2008 con il vernissage della mostra Statment, ovvero “Dichiarazione di fede”, a cura di Razvan Ion, che sarà impegnato permanentemente nel Centro d’arte contemporanea, Pavilion Unicredit  assicurandone successo e visibilità. Quella visibilità sulla quale punta naturalmente il mecenate italiano per offrire servizi ad un mercato finanziario che si preannuncia decisamente interessante anche sul fronte degli investimenti italiani.

“Per la prima volta – affermano gli organizzatori rumeni – l’arte non sarà chiusa fra le quattro pareti di un appartamento o nei grandi e freddi spazi di un museo, ma sarà aperta al pubblico in uno spazio commerciale, dove si parlerà di arte, di storia contemporanea, di borse di studio dell’uomo, delle sue idee.
La Galleria diventerà una sorta di officina dell’arte, dando spazio alle giovani generazioni nell’ambito di una Free academy od agli artisti già maturi che si vorranno cimentare uscendo dal loro isolamento.

L’iniziativa “Pavilion Unicredit” parte da un rapporto già consolidato con la rivista Pavilion magazine, la Bucharest Biennale e la Unicredit Tiriac Bank, e si caratterizza per la creazione di un centro d’arte dinamico, dove l’arte contemporanea si possa vivere , studiare, conoscere. Questa è, infatti, la cifra dell’iniziativa, dare corso ad un’informazione permanente sul passaggio culturale fra l’impronta data dall’Unione sovietica ai Paesi che hanno fatto parte del blocco e la nuova realtà che si è aperta all’economia di mercato e ad un’impronta prettamente occidentale della vita.
Di qui il nome dato alla  prima mostra “statement”, a cura di Lia Perjovschi, una “dichiarazione di fede” nell’arte e nella conoscenza, un archivio ricco e aggiornato per la ricerca sulle arti visive, ma anche narrative e performative. In sintesi: uno spazio indipendente in continuo work-in-progress, con un programma fatto di tre o quattro mostre all'anno, ed una continua attività di incontri, proiezioni, programmi educativi, sotto la direzione di Razvan Ion, che dialoga sull’universo e sul concetto dell’arte al di là delle frontiere materiali, scoprendo l’universo e le sue potenzialità.

Per i rumeni, l’iniziativa del mecenate italiano, già presente da 15 anni su quel mercato finanziario, va ben oltre il portato economico, rappresenta una possibilità di uscire totalmente dagli schemi imposti dalla stessa edilizia sovietica che ha frenato l’autonomo sviluppo culturale del Paese. Di qui – affermano gli organizzatori -  l’importanza connessa con l’iniziativa come luogo del pensiero critico e per il sostegno alla comprensione della svolta socio-politica nella quale le istituzioni artistiche devono essere parte integrante.
Nel centro opererà una delle più importanti aree di informazioni del paese,  composto dall’Archivio d'Arte Contemporanea (un archivio creato da Dan e Lia  Perjovschi) e dal padiglione RISORSE CAMERA: un non archivio creato da Razvan Ion e Eugen Radescu.

Alla progettazione dello spazio e della sua architettura è stato un architetto  rumeno, Adriana Mereuta, che ha cercato di preservare lo spazio originale, la costruzione tipicamente “sovietica”  con l'aggiunta della funzionalità e duttilità delle strutture.
La mostra Statment sarà aperta fino al 19 aprile 2009.(02/02/2009-ITL/ITNET)

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