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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - "LE DONNE DI KABUL" NEGLI SCATTI DEL FOTOGRAFO ROMANO PINO SETTANNI ALLA FONDAZIONE CIRULLI ALL'INTERNO DEL PROGETTI "L'ARCHIVIO ANIMATO"

(2021-12-23)

  Fondazione Cirulli apre al pubblico il 21 gennaio 2022, fino al 23 maggio 2022  con la mostra "Le donne di Kabul. Nello sguardo del fotografo Pino Settanni"

La selezione di 15 scatti fotografici di grande formato che compongono la mostra sono parte di una campagna fotografica più ampia che il fotografo romano Pino Settanni ha realizzato all’inizio degli anni 2000 quando si trovava in Afghanistan per conto dell’Esercito Italiano.
Le fotografie, stampate da Settanni nel suo studio di via Ripetta, sono state elaborate digitalmente e quasi ricreate. I pixel usati come sciabolate di colore dilatano le figure femminili nello spazio fino a farne perdere i confini diventando tutt’uno con lo sfondo. Ed esigono di essere guardate con attenzione.

Il fotografo-artista supera il realismo visivo e al vento giustappone la rielaborazione grafica digitale; le figure femminili si scompongono e si ricompongono in forme nuove, ed esigono, come osserva lo stesso autore, “ che l’immagine sia guardata con
attenzione”.
Al centro della ricerca fotografica sono le donne vestite nel loro abito tradizionale, il burqa, che camminano per la strada in un contesto quotidiano di guerriglia e di pericolo, prese dalle molteplici attività. Avvolte nei lunghi abiti svolazzanti sono guardate
con l’occhio esteticamente sublime del fotografo Pino Settanni e trasformate in figure quasi angeliche. Il velo dietro al quale si celano i volti delle donne, scompigliato dal vento, diventa metafora di una vita difficile, segnata dalla tristezza e dal dolore di gravi
rinunce.               

La mostra si inserisce all’interno del progetto espositivo "L’Archivio Animato" che, a partire dall’archivio di Fondazione Cirulli, propone riflessioni sulla creatività e sul saper fare italiano nel secolo scorso.  Un ”laboratorio di storia e cultura del Novecento" che racconta il secolo della modernità – quello in cui nasce e si sviluppa la creatività italiana come oggi la conosciamo - attraverso un caleidoscopio espositivo che spazia dalle arti figurative al design industriale, dalla pubblicità al cinema, dalla fotografia alla televisione, dai tessuti alle riviste.

Il progetto, realizzato grazie alla consulenza e supervisione di Jeffrey Schnapp, fondatore e direttore del metaLAB dell’Università di Harvard e figura di riferimento nel campo dell’umanistica digitale, costruisce una narrazione potente e agile del secolo breve attraverso i materiali diversi ed eterogenei che compongono la collezione "panoramica" di Fondazione Cirulli.

Il capolavoro artistico, le arti decorative, la comunicazione, il design industriale e la cultura materiale e visiva, e ancora fotografie, disegni, quadri, sculture, oggetti, manifesti, carteggi, progetti architettonici, tessuti, riviste, libri, sono le forme di comunicazione socio-culturale che compongono le sezioni della mostra, intrecciandole in un racconto polifonico sul Novecento con oltre 200 opere.

In occasione del week-end di Artefiera 2022 Fondazione Cirulli rimarrà aperta al pubblico sabato 22 e domenica 23 gennaio dalle ore 17,00 alle ore 18,30 con la visita guidata dedicata alla nuova sezione espositiva Le Donne di Kabul. Nello sguardo del fotografo Pino Settanni.
Prenotazione obbligatoria (info@fondazionecirulli.org ; biglietto ingresso + visita guidata €16,00 ; per i residenti nel Comune di San Lazzaro con documento € 13,00) ; 
Fondazione Cirulli torna ad aprire al pubblico nella consueta modalità di 2 week end al mese.
È possibile consultare il calendario delle aperture nel sito internet
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Pino Settanni è nato a Grottaglie (Taranto) nel 1949 e qui lavora come operaio in Italsider (llva), lavoro che gli consente di comprarsi a rate la sua prima macchina fotografica, con la quale realizza una serie straordinaria di scatti che ritraggono il sud
Italia. La passione per la fotografia lo spinge a trasferirsi, nel 1973, a Roma. Due anni dopo conosce Monique Gregory, la compagna di una vita, gallerista di via del Babuino che lo introduce al mondo degli artisti aprendogli la strada verso il successo.

Nel 1977 conosce il pittore Renato Guttuso con il quale stringe un sodalizio artistico che dura fino al 1983. Tra il 1998 e il 2005 Settanni ha la possibilità di recarsi nei Balcani e in Afghanistan per conto dell’esercito italiano per cui realizza interessanti reportage di guerra.

Negli anni Novanta, dopo un breve soggiorno a Parigi torna in pianta stabile a Roma nello storico studio in Via Ripetta, che diventa crocevia di attori, registi e artisti. Da queste frequentazioni nasce il progetto Ritratti in nero per le serie “Tarocchi”, “Zodiaco” e “Vizi Capitali”, dove i personaggi del mondo dello spettacolo sono liberamente interpretati da Settanni.

Nel 1995 il MEP ( Maison Europeenne de la Photographie) di Parigi gli commissiona l’”Alfabeto dei Francesi”, che diventa parte della collezione del museo. Artista oltre che fotografo, Pino Settanni si lascia affascinare dalla possibilità di manipolare le immagini in post produzione e l’utilizzo della tecnologia digitale caratterizzerà il lavoro degli ultimi anni. Muore a Roma nel 2010 dopo aver portato a termine la sua ultima opera, il libro fotografico ”Sud Simboli, Sguardi” scritto da Vittorio Sgarbi, che presenta una raccolta di fotografie realizzate tra il 1966 al 1980.https://fondazionecirulli.org/  (23/12/2021-ITL/ITNET)

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