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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - SBARRA(SEGR. GEN.CISL): "IL PATRONATO SVOLGE UN RUOLO SUSSIDIARIO INDISPENSABILE E MERITA PIU' ATTENZIONE DA PARTE DI ISTITUZIONI NAZIONALI E LOCALI"

(2021-10-13)

“Grazie all’Inas Cisl ed a Gigi Petteni per la bella iniziativa di oggi. Il nostro Patronato è una grande comunità al servizio della collettività, dei lavoratori, dei pensionati, delle famiglie, dei giovani, dei migranti, di tutti i nostri iscritti”. Lo ha detto il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra, a margine del Convegno dell’Inas Cisl sul ruolo dei patronati.

“Dobbiamo essere molto grati a tutti gli operatori del nostro patronato che con competenza, serietà, onestà, anche durante i mesi terribili della pandemia hanno dimostrato uno straordinario impegno, quasi eroico e quotidiano. L’Inas è una grande rete di solidarietà, di prossimità, di supporto alla nostra organizzazione. Senza il patronato ed il lavoro straordinario dei suoi operatori, la Cisl sarebbe più sola. Svolge un ruolo sussidiario indispensabile nella societa’ che merita più attenzione da parte delle istituzioni nazionali e locali.
Bisogna sostenere questa grande esperienza, questa infrastruttura sociale che contribuisce alla coesione sociale del nostro paese”.

Sbarra ha poi parlato del green pass. “Governo ed aziende devono concordare misure urgenti per gestire questa fase che abbiamo davanti e che sarà caratterizzata da tante difficoltà: del resto come sindacato avevamo chiesto al Governo un confronto per gestire questa situazione che arriverà dal 15 di ottobre in avanti. Secondo noi la via migliore resta una legge che sancisca l’obbligo alla vaccinazione per tutti i cittadini. In subordine il green pass è una misura importante perché può spingere in avanti la campagna di vaccinazione, può determinare regole uniformi nel pubblico e nel privato.

Bisogna adesso adottare misure per gestire questa condizione di difficoltà. Noi pensiamo per esempio che va calmierato ancora di piu’ il costo dei tamponi troppo alto nel nostro paese rispetto a quanto avviene in altri paesi europei e bisogna autorizzare le aziende a somministrare i test per fare lo screening. Bisogna valutare la possibilità di portare la durata del tampone da 48 a 72 ore, rafforzare la battaglia di informazione e di sensibilizzazione verso le persone che ancora non sono vaccinate. C’e’ tanta gente impaurita, incerta, spaventata e possiamo convincerla rispetto al fatto che il vaccino è l’unica arma per combattere il covid, lo strumento che ci aiuterà a ritrovare la normalità e la libertà.

E poi c’è infine il tema del costo dei tamponi: non può essere scaricato sulle tasche dei lavoratori perché se il green pass è uno strumento di sicurezza nei luoghi di lavoro, il tema della tutela della salute e della sicurezza deve far capo alle aziende. Quindi Governo ed aziende trovino urgentemente soluzioni finalizzate ad affrontare questo tema”. (13/10/2021-ITL/ITNET)

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