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LAVORO - RIDER/AMAZON - CGIL CISL E UIL APRIRE SUBITO CONFRONTO SULLE GIUSTE TUTELE CONTRATTUALI.

(2021-03-26)

“Da tempo siamo impegnati in una battaglia contro le imprese del settore, alle quali chiediamo con forza di rendere compatibili i nuovi modelli organizzativi con i diritti e le tutele dei rider”. Lo afferma in una nota la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti, in occasione della mobilitazione nazionale dei rider ‘No delivery day’.

Per la dirigente sindacale “fino ad oggi, nonostante si sia aperto un importante confronto con Assodelivery con cui abbiamo sottoscritto due giorni fa il Procotollo contro il caporalato e lo sfruttamento e nonostante diverse sentenze, indagini e interventi del ministero del Lavoro e dell’Ispettorato Nazioanle del lavoro, i rider non hanno ancora le giuste tutele e i giusti diritti”.

“Non si può più aspettare. Assodelivery apra subito il confronto per garantire a tutti i lavoratori le condizioni normative e salariali del contratto collettivo nazionale di lavoro e per garantire loro sicurezza sul lavoro. La lotta dei rider – conclude Scacchetti – è una lotta per la dignità del lavoro, contro lo sfruttamento e la precarietà”.

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Cgil, Cisl, Uil e Assodelivery hanno sottoscritto il 24 marzo, alla presenza del Ministro del Lavoro, il Protocollo Quadro Sperimentale per la legalità, contro il caporalato, l’intermediazione illecita e lo sfruttamento lavorativo nel settore del food delivery.

"Si tratta di un risultato importante - si legge in una nota congiunta di Cgil, Cisl, UIl -  che rappresenta la conclusione di uno dei percorsi di confronto sui diritti e le tutele dei rider, aperto presso il Ministero del Lavoro. Il Protocollo ha l’obiettivo di porre fine alle dinamiche che vedono questi lavoratori coinvolti in sfruttamento e pratiche lavorative illegali, che ne intaccano i diritti fondamentali

Nel merito, il contenuto si snoda attorno a tre punti chiave: il primo riguarda l’impegno delle aziende aderenti ad Assodelivery ad adottare un modello organizzativo ai sensi del d.lgs. 231/2001, idoneo a prevenire comportamenti scorretti all’interno di un’azienda, e di un Codice Etico; il secondo punto assume l'impegno delle piattaforme a non ricorrere ad aziende terze, almeno fino a quando non verrà creato un apposito albo delle stesse piattaforme; l’ultimo punto, attiene alla costituzione di un Organismo di Garanzia il cui compito sarà di vigilare in posizione di terzietà sulle dinamiche lavorative dei riders e riportare eventuali specifiche segnalazioni alla Procura della Repubblica. Tale Organo lavorerà coordinandosi con il Tavolo di Governance e Monitoraggio, del quale fanno parte anche i rappresentanti dei lavoratori, oltre che le aziende.

La firma rappresenta un passo in avanti nel sistema di relazioni industriali che stiamo provando a costruire con le “piattaforme” del food delivery, e ringraziamo il Ministero del Lavoro per il ruolo attivo e la funzione di garante nell’applicazione del Protocollo.

Ai circa 30.000 lavoratrici e lavoratori interessati però, occorre al più presto che siano garantite le giuste tutele contrattuali, al fine di assicurare dignitose condizioni di lavoro, un equo compenso, misure adeguate di sicurezza.

Sin troppo tempo è stato perso su questo tema. Per questo è importante continuare a lavorare seguendo il percorso intrapreso per chiudere in tempi brevi anche l’altro Protocollo su salute e sicurezza in tempo di Covid e sancire una vera contrattazione tra le Parti. Sarebbe paradossale se parallelamente all’avvio di un percorso che afferma la legalità e contrasta lo sfruttamento in questo settore, si continuasse ad utilizzare modelli contrattuali che, nelle circostanze date, favoriscono implicitamente l’insinuazione di soggetti illegittimi nell’intermediazione del lavoro" conclude la nota.
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La UIL: "Dopo lo sciopero dei lavoratori di Amazon, continua la mobilitazione contro le multinazionali della Gig Economy. Oggi in tutte le maggiori città del Paese, la UIL è al fianco dei riders che protestano contro condizioni di lavoro insostenibili e per rivendicare con urgenza la necessità di applicare un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
 
I ciclofattorini di tutto il Paese lavorano senza tutele, pedine nelle mani di un algoritmo, con turni massacranti, per pochi euro e a cottimo al giorno. È arrivato il momento di dire basta a precarietà e sfruttamento!
In un periodo così difficile riteniamo sia inaccettabile che le piattaforme del food delivery pensino esclusivamente ai profitti risparmiando sul costo del lavoro e sulla sicurezza. Non c'è più tempo da perdere: assunzioni e diritti subito. I riders meritano un contratto di lavoro vero, garanzie normative e salariali, tutele quali ferie, malattia, tredicesima, quattordicesima, tfr, salari certi in base ai minimi tabellari, e il riconoscimento della loro attività in piena sicurezza e legalità. (26/03/2021-ITL//ITNET)

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