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ITALIANI ALL'ESTERO - EUROPA/BREXIT - COMITATO REGIONI CHIEDE INCREMENTO RISERVA ADEGUAMENTO ALLA BREXIT

(2021-03-26)

A seguito dell'accordo raggiunto nel luglio 2020 dal Consiglio europeo, nel gennaio 2021 la Commissione europea ha presentato la sua proposta di una riserva di adeguamento alla Brexit da 5 miliardi di euro. Secondo tale proposta, questo strumento finanziario sarebbe reso disponibile i due tempi: nel 2021 (4 miliardi di euro) e nel 2024 (1 miliardo di euro). Il CdR propone di aumentare l'importo della seconda tranche da 1 a 2 miliardi di euro.

Secondo la proposta della Commissione, i principali beneficiari della riserva sarebbero il Belgio, la Danimarca, la Germania, l'Irlanda, la Francia e i Paesi Bassi. Complessivamente, questi sei Stati membri riceverebbero quasi 3 dei 4 miliardi di euro assegnati nel 2021 sotto forma di prefinanziamenti

Le regioni e le città hanno, quindi, chiesto alla Commissione UE di rafforzare il sostegno finanziario europeo per i territori maggiormente colpiti dalla Brexit  ed ai governi nazionali di coinvolgere gli enti locali e regionali nella predisposizione di misure volte ad attenuare l'impatto dell'uscita del Regno Unito dall'UE.

Aumentare la riserva di adeguamento alla Brexit da 5 a 6 miliardi di euro, adeguare il sostegno alla pesca all'impatto regionale, introdurre maggiore flessibilità riguardo agli aiuti di Stato e coinvolgere i rappresentanti locali e regionali nei processi di progettazione e gestione del nuovo strumento: queste le principali richieste contenute nel parere elaborato da Loïg Chesnais-Girard (FR/PSE), presidente della regione Bretagna, adottato dal Comitato europeo delle regioni (CdR) nella sessione plenaria di marzo.

Il relatore del parere, il presidente della regione Bretagna Loïg Chesnais-Girard (FR/PSE) - che è anche il presidente del gruppo di contatto CdR-Regno Unito , istituito nel 2020 per garantire il proseguimento del dialogo politico tra le due sponde della Manica -, ha spiegato: " Per fortuna la maggior parte delle regioni con stretti legami con il Regno Unito non ha atteso di conoscere la versione finale dell'accordo sulla Brexit, finalizzata nel dicembre scorso, per cercare di anticiparne le conseguenze. Adesso, tuttavia, le regioni sono state lasciate a se stesse. È giunto il momento che l'Unione europea dimostri coi fatti di essere pronta a tutelare i suoi cittadini e le sue regioni, e che lo faccia in tempi brevi. Temo però che l'importo di 5 miliardi di euro deciso a livello europeo sarà insufficiente. Inoltre, per essere realmente efficace, questa riserva dovrà essere calibrata a livello regionale. La sua riprogettazione regionale è essenziale perché si tratta non soltanto di riparare i danni causati dalla Brexit, ma anche di sostenere la riconversione e di creare nuove opportunità, in particolare attraverso misure di formazione professionale ".

L'europarlamentare Pascal Arimont (BE/PPE) , relatore del PE sulla riserva di adeguamento alla Brexit, che ha partecipato al dibattito nella sessione plenaria del CdR - ha sottolineato  " dobbiamo fare in modo che l'aiuto offerto dall'Unione europea raggiunga i paesi, le regioni e le persone maggiormente colpiti dalla Brexit. Occorre evitare che le imprese europee, e in particolare quelle piccole e medie, che già subiscono gli effetti della crisi indotta dalla pandemia di COVID-19, paghino due volte a causa degli effetti nefasti della Brexit. Ecco perché questa riserva è così importante e deve essere introdotta senza indugio, in modo da poter essere distribuita il più presto possibile ".

Per rispondere meglio ai bisogni a breve e medio termine e mantenere la coesione come valore fondamentale europeo, il parere del CdR contiene una serie di proposte:
- accrescere la dotazione finanziaria della riserva, portandola da 5 a 6 miliardi di euro , al fine di rispondere meglio alle necessità di breve e medio termine;

- aumentare l'importo del sostegno finanziario riservato alla pesca, portandolo a un miliardo di euro , ed esentarlo dall'applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato;

- modificare i criteri di ripartizione del sostegno per la pesca , che dovrebbero basarsi sulle perdite reali anziché sulla loro percentuale rispetto all'intero settore della pesca dello Stato membro considerato. Ciò renderebbe più facile una ripartizione finanziaria più equa tra le regioni europee interessate, indipendentemente dalle dimensioni dello Stato membro di appartenenza;

- introdurre una maggiore flessibilità per quanto riguarda gli aiuti di Stato , che consenta di intervenire rapidamente in aiuto degli operatori economici maggiormente colpiti. Le disposizioni in tal senso adottate in via temporanea per far fronte agli effetti della COVID-19 devono essere applicate anche alle conseguenze dirette della Brexit.

- rendere ammissibili al sostegno finanziario della riserva di adeguamento per la Brexit le misure volte ad attenuare le perturbazioni causate dall'uscita del Regno Unito dal programma Erasmus+. (26/03/2021-ITL/ITNET)

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