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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - ARCHEOLOGIA - 90 CAPOLAVORI ASSOLUTI DELLA PREZIOSA COLLEZIONE STATUARIA TORLONIA, IN UNA MOSTRA SULLA ROCCA DEL CAMPIDOGLIO A ROMA

90 statue delle 620 opere che compongono la raccolta. Pezzi di eccellenza incredibile che raccontano la vicenda di un collezionismo di arte antica che copre un’arco di oltre quattro secoli.

(2020-10-12)

  Erano anni che si attendeva l'opportunita' di ammirare di nuovo  i marmi della collezione Torlonia,  unanimemente considerata la raccolta di marmi  antichi, romani e greci,  piu’ prestigiosa al mondo.

Da oggi ai Musei Capitolini  e precisamente nelle sale  di Villa Caffarelli, alcune delle quali riaperte dopo  per l'occasione, è possibile ammirare la mostra ‘I Marmi Torlonia. Collezionare capolavori’,  un evento espositivo di estremo rilievo, al quale e' intervenuto il Presidente della Repubblica, curato da Salvatore Settis e Carlo Gasparri, che propone  90 delle  620 opere che compongono la raccolta e raccontano la vicenda di un collezionismo di arte antica che copre un’arco di tempo di ben oltre quattro secoli. 
Pezzi dell'arte statuaria d'eccellenza - basti ricordare che ne fa parte anche il bronzetto dell'Apollo Sauroctono d attribuito ad uno dei Maestri della scultura greca, Prassitele, vissuto ad Atene tra il 200/35 a.C.ed il 326 a.C. 

“E’ una grande fortuna per tutti sperimentare oggi  cosa può essere stato il grandioso museo Torlonia allestito dal primo Principe Alessandro Torlonia  a Roma  alla fine dell’Ottocento, mettendo insieme le collezioni di famiglia  che lui stesso e il padre, Giovanni,  avevano raccolto  per due generazioni. E’ una fortuna  che contiene un racconto  e una promessa.  La promessa si basa sull' accordo del 2016 tra la Fondazione costituita dal secondo principe Alessandro  Torlonia e il MIBACT  che prevede la riapertura del Museo Torlonia a Roma.  Ed in funzione di questa promessa e’ stata realizzata la  mostra  a cui hanno contribuito la Fondazione Torlonia,  il MIBACT, con l'impegno in primo piano del Ministro Dario Franceschini, la Soprintendenza di Roma Capitale, il Comune di Roma,  l'intervento di Bulgari per i restauri, lo Studio Chipperfield per l’allestimento e molti altri ancora” ha esordito Salvatore Settis  nel corso dell'odierna  conferenza stampa,  soffermandosi sui criteri di scelta delle opere e  sul percorso a ritroso che e’ stato  allestito.

"Il racconto della mostra ha senso  di per se’ ma  ha senso anche  in funzione della promessa di cui ho parlato. Ciascuna delle opere  meriterebbe di essere vista da sola ma tutte insieme costruiscono un racconto completo e interessante, senza  dimenticare  tuttavia che quello che vedremo  lungo il percorso e’ un 15% della raccolta. Nella scelta delle opere abbiamo ragionato  sulla formazione della collezione che e’  stata messa insieme  in parte  con scavi nelle cospicue  proprieta'  dei Torlonia e a volte tramite acquisizioni  sia  di singole opere che di collezioni intere. Acquisti dedicati alla gloria della famiglia Torlonia. Abbiamo deciso, quindi, di raccontare questa mostra come una collezione di collezioni” ha spiegato Settis.

“Nella prima sezione  abbiamo rievocato  il museo Torlonia usando per le pareti lo stesso colore rosso  pompeiano che era nell'antico museo di famiglia inaugurato nel 1875  a Via della Lungara, quando Roma era divenuta capitale del Regno d’Italia, e visitabile fino agli inizi del Novecento.

La seconda sezione raccoglie  una scelta delle numerosissime opere  trovate  dai Torlonia negli scavi eseguiti nelle loro proprieta' nella campagna romana.

Segue la terza sezione che include opere provenienti da due importanti collezioni: Albani e Cavaceppi.

La quarta propone invece pezzi dalla  famosissima raccolta  di Giuseppe Giustiniani costituita nel Seicento.

  Nell’ultima sezione infine  ci sono pezzi  che, di collezione in collezione, sono arrivati ai Torlonia partendo da raccolte che risultano documentate  gia’ nei secoli XV e XVI. Qui, per esempio, vi e' la famosa Tazza Cesi che era originariamente in una chiesa di Roma”  ha concluso Settis.

Tanti i capolavori da segnalare lungo il percorso come il Rilievo con scene di Porto del III secolo d.C. che offre una dettagliata  veduta del Portus Augusti;  la delicata Fanciulla di Vulci, singolare scultura in marmo lunense  del periodo Repubblicano;  la statua di caprone a riposo  di eta’ Imperiale  gia’ restaurata da Gian Lorenzo Bernini;  il  severo ritratto di  Eutidemo di Bactriana  e quello del Vecchio di Otricoli  di eta’ Repubblicana che raffigura  con estremo realismo un  anziano patrizio.
E ancora l’Hestia  Giustiniana, una replica di eta’ Imperiale, perfettamente conservata, di un bronzo  del 460 a.C.;  la statua con Ulisse sotto un ariete, anche questo  di eta’ Imperiale,  che raffigura l’eroe greco mentre fugge dalla caverna di Polifemo; e Invito alla Danza, una superba ninfa di eta’ Imperiale in procinto di alzarsi e iniziare a ballare.

Da non perdere gli elaborati sarcofagi in marmo greco e  i tanti busti maschili e femminili che ci  riportano sulle strade dell'Antica Roma. Senza dimenticare la  gia’ citata  Tazza Cesi,  una raffinatissima tazza per fontana eseguita da un’officina greca  intorno al 100 a.C.  probabilmente mai finita  sotto terra proveniente dagli Horti di Cesare o  da quelli di Agrippina.

Di come la mostra sia una tappa verso l’apertura del Museo Torlonia a Roma ha parlato anche il  Ministro  Dario Franceschini: “Questo e’ un momento importante di un percorso lungo  perché della visibilità al pubblico dei capolavori di questa raccolta si parla da molti decenni.  Un percorso che accendera’ l'attenzione di tutto il mondo: stiamo parlando infatti  di opere che tolgono il fiato, mai viste o non viste da tanto tempo. Capolavori  assoluti  che renderanno  questa mostra unica anche se purtroppo capita in un momento  particolare. E questo e’ un primo passo, un passo importante  perché, come e' scritto nell' accordo con il Principe Alessandro Torlonia,  quello che vogliamo fare e’ individuare a Roma un luogo dove potere vedere stabilmente  tutta questa collezione. A questo  proposito  voglio ribadire che lo Stato Italiano e’ pronto a mettere disposizione luoghi e risorse” ha precisato il Ministro Franceschini  annunciando che si sta gia' valutando una possibile sede.

“Tra le possibili sedi, abbiamo  individuato Palazzo Rivaldi davanti al Colosseo, sopra ai Fori Imperiali. E’ un palazzo  abbandonato da molti anni di proprieta’ pubblica  per il cui restauro abbiamo gia’ deliberato in Conferenza Stato Regioni la somma di 40 milioni di euro” ha precisato il Ministro Franceschini sottolineando la scelta  fatta in pieno accordo con la Fondazione  Torlonia, proprietaria delle opere.

Sulle sorprese emerse  durante i  restauri  si e’ soffermato  Carlo Gasparri che ha sottolineato la perizia di alcuni interventi conservativi eseguiti nel Seicento  e nel Settecento.
“Erano abilissimi nel ricostruire la figura antica lacunosa. Abbiamo constatato  che utilizzavano spesso pezzi di  sculture antiche simili che venivano molto abilmente combinate con l’opera antica. Abbiamo inoltre scoperto tracce di colore su alcune sculture  come  per esempio sul Rilievo con scene di  porto e tracce di doratura su uno dei monumentali sarcofagi Savelli  che sopravvivono nonostante secoli di esposizione all’aperto” ha affermato Gasparri.

La mostra, aperta al pubblico dal 14 ottobre sino al 29 giugno 2021 a Roma, sara’ successivamente allestita in  diverse capitali estere. Sedi e  date sono in via di definizione. ITALIANNETWORK le comunichera' quanto prima. (12/10/2020-Letizia Guadagno-ITL/ITNET)

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