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SICUREZZA SOCIALE - REGOLAMENTO UE 883 - CONFSAL UNSA ESTERI A BERLINO PER SCONGIURARE DECURTAZIONE STIPENDIO/PENSIONE DIPENDENTI RAPPRESENTANZE DIPLOMATICHE IN GERMANIA.

(2019-11-06)

  "Le norme di sicurezza sociale per i lavoratori dell’Unione Europea sono da sempre ideate per favorire la vita del lavoratore. Anche il Regolamento UE 883 del 2004, normativa europea per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, è stato varato con le migliori intenzioni. Se un lavoratore è residente in un Paese dell’Unione, è giusto che paghi in questo Paese di abituale residenza i contributi per la sua sicurezza sociale (pensioni, malattia, disoccupazione, ecc.). Ma cosa accade a chi, come i dipendenti delle rappresentanze all'estero lavora a cavallo tra due Paesi, con la residenza in uno Stato europeo diverso dal Paese del suo datore di lavoro ?

Ad intervenire sull'argomento è una nota del Segretario Generale del Sindacato Confsal Unsa Coordinamento Esteri, Iris Lauriola, che stigmatizza come in  questa situazione d’incertezza si trovano dozzine d’impiegati italiani assunti in loco dalle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane nei Paesi UE, che mese per mese versano i propri contributi sociali all’Italia. Contributi che sono detratti alla fonte e da cui si ricava il vero e proprio stipendio, cioè quello al netto delle trattenute." 

Ma l'esponente della Confsal Unsa Esteri fa presente che "se improvvisamente vengono applicate le trattenute olandesi, tedesche e danesi che sono di gran lunga superiori rispetto a quelle italiane succede che lo stipendio netto dell'impiegato consolare dimagrisce di circa 450 euro in media mese per mese, senza peraltro ottenere  un giovamento pensionistico.

Per cui - afferma "È immaginabile lo stato di avvilimento che assale ora questa fascia di lavoratori assunti da consolati e ambasciate prevalentemente prima del 2010, poiché a decorrere da quella data i contratti di lavoro già prevedono le assicurazioni sociali in loco.  E i lavoratori consolari con un'anzianità di servizio piu' lunga che sono colpiti maggiormente ?
Ebbene - sostiene l'esponente della Confsal Unsa Esteri "E’ proprio a tutela di questo personale che urge un intervento immediato, in quanto lo stesso è in prossimità di pensionamento".

Pertanto - afferma la nota " Il  MAECI  non deve dimenticare che la tutela degli italiani all'estero e quindi del proprio personale sparso sulla rete consolare è uno dei compiti  cardine del proprio essere.

Infatti, proprio grazie alle azioni richieste con forza dalla CONFSAL UNSA e lanciate in vari Paesi dell’UE dalle nostre Rappresentanze diplomatiche sul posto e coordinate dalla Direzione Generale Ministeriale DGRI, è stato possibile raggiungere molteplici accordi per la deroga del Regolamento UE 883, e ciò è avvenuto proprio nei casi in cui il lavoratore rischiava un netto svantaggio economico.
Dunque, una buona prospettiva di soluzione si delinea in Francia mentre Germania, Belgio e Paesi Bassi sono ancora fermi ala rigida applicazione del regolamento UE 883 /2004 con le conseguenze devastanti del caso.

Tuttavia, ammette il Sindacato "c’è ancora speranza. La CONFSAL UNSA è riuscita ad ottenere assicurazioni circa un impegno in tal senso da parte della DGRI e delle nostre Ambasciate. In quest’ambito, la capacità negoziale
rispetto ai partner europei nonché la volontà di salvaguardare gli interessi economici e previdenziali dei propri dipendenti, rappresentano senza dubbio elementi fondamentali per la buona riuscita della trattativa.

È imminente un primo incontro a Berlino per delineare le richieste di deroga al Regolamento UE 883/2004 per il personale in servizio in Germania. La CONFSAL UNSA informerà con solerzia tutti i propri iscritti.

Quanto agli altri dipendenti, l'invito della Confsal è " si rivolgano alle segreterie dei propri sindacati di appartenenza, ricordando loro che esiste questo grave problema di cui anche loro si dovranno far carico nei confronti dei propri assistiti." conclude la nta della Confsal Unsa Esteri. (06/11/2019-ITL/ITNET)

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