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ECONOMIA ITALIANA - NADEF - 10 PROPOSTE DEL CNEL PER RILANCIARE L'ECONOMIA . IN PRIMO PIANO ABBATTIMENTO CUNEO FISCALE E RIDUZIONE EVASIONE FISCALE E CONTRIBUTIVA ATTIVAZIONE INVESTIMENTI...

(2019-10-07)

“Dieci punti per il rilancio dell’economia. Tra questi, l’abbattimento del cuneo fiscale; la riduzione dell’evasione fiscale e contributiva, l’accelerazione dell’attivazione degli investimenti pubblici già finanziati, in particolare nelle infrastrutture; un maggiore livello di efficienza della pubblica amministrazione; la formazione, gli investimenti in ricerca innovazione per il sistema-imprese”.

E’ quanto emerge dal Documento di Osservazioni e Proposte del CNEL,  in audizione davanti alle Commissioni congiunte Bilancio di Senato e Camera sulla Nota di Aggiornamento al DEF 2019.

“E’ necessaria una visione di medio lungo periodo per affrontare i nodi strutturali del Paese e garantire per il prossimo triennio crescita sostenibile, riduzione del debito e coesione sociale. Il CNEL si riserva ulteriori valutazioni e approfondimenti in sede di commento a Legge di Bilancio e collegati”, ha dichiarato il presidente Tiziano Treu.

“Al rilancio può contribuire l’opera di organi terzi e indipendenti quali il CNEL che monitorizzano costantemente la fase di implementazione delle politiche e i loro effetti concretamente misurabili. Il Paese necessita di un progetto strategico che agisca sui diversi nodi di natura strutturale”, si legge ancora nel documento.

“La recessione italiana nella terza economia dell’Unione va evitata ad ogni costo. Il CNEL segnala, inoltre, l’occasione straordinaria della tornata di rinnovi contrattuali che nel 2020 coinvolgerà oltre 9 milioni di lavoratori del settore privato e quasi 4 milioni del settore pubblico. Il rinnovo contrattuale andrebbe affrontato tenendo conto della effettiva emergenza salariale che il Paese ha vissuto negli ultimi anni.

Nel quadro organico definito in un’ottica pluriennale la pur apprezzabile conferma di strumenti come Industria 4.0, Opzione donna, Ape sociale e le aperture al confronto con le Parti Sociali sul settore green, legge sulla rappresentanza, credito di imposta per formazione digitale, pensione di garanzia per i giovani, prevenzione infortuni e sicurezza sul lavoro, pari opportunità retributive, avrebbero la valenza di veri e propri moltiplicatori” - sottolinea il CNEL - Occorre rivedere il sistema fiscale dell’UE e superare il fiscal compact. Non bisogna lasciarsi sfuggire l’occasione dei rinnovi contrattuali per gli aumenti salariali e per modernizzare la P.A”.

La tax compliance “va affrontata urgentemente all’interno di un patto che fornisca agli operatori nuovi servizi, sociali e d’impresa, che elimini drasticamente adempimenti. Serve uno sforzo eccezionale di tipo istituzionale e organizzativo che affidi a un team di crisi con tutti gli strumenti operativi necessari per il miglioramento della tax compliance”.

“Al centro di tutti gli sforzi va posto l’impegno per la riduzione dell’evasione fiscale e contributiva. Inoltre, serve un nuovo patto di cooperazione Stato-cittadini nell’assolvimento dei doveri fiscali che non può non essere accompagnato da uno sforzo proteso verso una società digitale, dove i servizi pubblici vengano erogati in modo semplice attraverso applicativi e piattaforme”, ha aggiunto il Segretario Generale Paolo Peluffo

ELENCO DEI 10 PUNTI PROPOSTI DAL CNEL

Per il 2020 il CNEL, in questa fase di analisi preliminare alle scelte che verranno compiutamente tracciate con la Legge di Bilancio, individua di seguito alcune essenziali direzioni strategiche:

1.      Esigenza di intervenire per sostenere la domanda interna per consumi accrescendo il clima di fiducia delle imprese e delle famiglie.

2.      Abbattimento del cuneo fiscale, a partire da quello che incide sui salari più bassi. L’incremento del potere di acquisto di lavoratori e famiglie appare, ad avviso delle categorie produttive, un obiettivo da conseguire in chiave di sostegno ai consumi, sia attraverso la leva fiscale (riduzione del cuneo) che salariale.

3.      Neutralizzazione della clausola IVA: il CNEL condivide che l’esigua capienza dei margini della flessibilità concessa dalla UE sia usata prioritariamente per disinnescare le clausole di salvaguardia.

4.      Il CNEL raccomanda prudenza nell’affidarsi a meccanismi che, presentati come spending review, vadano in realtà a paralizzare le amministrazioni pubbliche e le loro capacità operative che vengono indicate dalla Raccomandazione del Consiglio UE all’Italia del 9 luglio come cause dell’incapacità di utilizzare finanziamenti per investimenti nazionali ed europei.

5.      Il fattore strategico del presente momento di finanza pubblica è quello di mettere al centro di tutti gli sforzi, di tutte le energie, di tutte le risorse materiali e immateriali un salto di qualità nella riduzione dell’evasione fiscale e contributiva. Secondo l’analisi del Centro Studi e Ricerche “Itinerari Previdenziali” recentemente presentata assieme al CNEL, relativamente alle dichiarazioni ai fini IRPEF anno 2017, solo 30,673 milioni di cittadini su 60,484 milioni di abitanti hanno presentato una dichiarazione dei redditi positiva, dal che se ne deduce che il 49,29% degli abitanti risulta formalmente senza reddito ed è quindi a carico di terzi.

6.      Il CNEL ritiene imprescindibile accelerare l’attivazione degli investimenti pubblici già finanziati (che agiscono da traino rispetto a quelli privati) e la definizione di un nuovo piano di investimenti per la transizione energetica, nei settori cosiddetti green.

7.      Il conseguimento di un maggiore livello di efficienza della pubblica amministrazione deve essere considerato obiettivo irrinunciabile nell’ambito di un percorso di più ampio recupero di competitività del sistema-Paese.

8.      Il Consiglio Nazionale valuta positivamente le brevi note sul rilancio dell’istruzione pubblica; in particolare apprezza lo sforzo per il reclutamento di insegnanti di ruolo; ricorda che la stessa Raccomandazione UE 9 luglio 2019 stigmatizza i bassi stipendi del corpo docente. Sempre in tema di istruzione, occorre superare il numero chiuso all’Università.

9.      Un nuovo patto di cooperazione tra cittadini e Stato nell’assolvimento dei doveri fiscali non può non essere accompagnato da uno sforzo proteso verso una società digitale, dove i servizi pubblici vegano erogati in modo semplice attraverso applicativi e piattaforme.

10.  Sulla revisione di specifiche misure come quota 100 e reddito di cittadinanza, si impone una valutazione del costo-opportunità e dell’impatto in termini di risorse liberate. (07/10/2019-ITL/ITNET)

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