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ITALIANI ALL'ESTERO - CGIE - LINGUA E CULTURA ITALIANA - SCHIAVONE E MARZO (CGIE): PROGRESSI. CI AUGURIAMO CHE IL FONDO VENGA RIFINANZIATO. DE LUCA (MAECI/SISTEMA PAESE): GUARDARE AL MEDIO/LUNGO TERMINE...TREU (CNEL) ERASMUS PER TUTTI GLI STUDENTI

(2019-07-04)

Seconda giornata di lavori per il CGIE impegnato nella 43’ assemblea. All’ordine del giorno la promozione dell’insegnamento della lingua e della cultura italiana all’estero nel quadro del Sistema Paese.
"Una delle colonne del MAECI, come ha sottolineato Michele Schiavone, Segretario CGIE, che nella promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo ha fatto ulteriori progressi. Progressi che portato avanti la promozione integrandola nel Sistema Paese”.

A prendere la parola Fernando Marzo, Presidente della Commissione Lingua e Cultura, che ha sottolineato come i 'poteri' in gioco in questo campo siano diversi e coinvolgono diversi attori tra cui il MAECI e Ministero della Pubblica Istruzione.
"Noi come CGIE, avevamo detto anni fa, che il MAECI avrebbe dovuto essere il depositario della regia di queste competenze onde evitare critiche come per esempio i diversi inizi dell' anno scolastico” ha affermato Marzo esprimendo la sua soddisfazione per il clima collaborativo instauratosi tra la Commissione e l' Ufficio V.

"La nuova Circolare 13 potrà soddisfare, con le integrazioni, le nuove richieste: maggiore diffusione e l’erogazione tempestiva dei contributi. A questo punto, ci auspichiamo che la stesura dei Piani Paese avvenga tenendo conto di tutti i gestori. Questo e’ uno strumento che deve facilitare una programmazione pluriennale e favorire le diverse professionalita’ presenti nei vari luoghi. Questo settore necessita di risorse sicure e ci auguriamo che il fondo venga rifinanziato per altri tre anni” ha osservato Marzo.
"Si dice che l' italiano sia la quarta lingua piu' studiata nel mondo, forse e’ anche vero. Di sicuro e’ cresciuta molto la domanda da parte delle nuove generazioni, una domanda che spesso non viene soddisfatta. Si registra inoltre un calo dei dipartimenti di italianianistica” ha sottolineato Marzo osservando come l'italiano influenzi molte lingue e come questo meriterebbe studio e attenzione da parte del nostro paese a livello accademico.

Tra i relatori Vincenzo De Luca, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese, che ha evidenziato come il processo di unificazione che ha portato ai Piani Paesi sia stato possibile grazie alla forte collaborazione tra gli attori coinvolti.
“Sino a qualche anno fa’ con i vari enti gestori come la Dante Alighieri, gli Istituti Italiani di Cultura le scuole, non si sarebbero potuto mai realizzare i Piani Paesi . Li abbiamo mandati alle sedi a marzo e ad oggi ne abbiamo ricevuti 81. Vedremo ora come attuarli e come assicurarci che tutti gli attori partecipino alla realizzazione di questi Piani” ha dichiarato De Luca.
"Se noi non avessimo avuto il fondo straordinario oggi non potremmo parlare di questi Piani. Per noi sarà dunque vitale stabilizzare questo Piano di Promozione della lingua italiana che scadrà nel 2020. Sara’ necessario creare consenso, come per il Piano Straordinario per il Made in Italy, e portarlo avanti. Il nostro Paese ha grande meriti ma qualche volta abbiamo una debolezza nella continuita’. Stiamo portando avanti dei processi che hanno bisogno di durata nel tempo. I ritorni non sono immediati, bisogna guardare a medio -lungo termine” ha osservato De Luca.
"Se ci sono difficolta' nelle sedi, bisogna superarle con un processo inclusivo. Non esiste una leadership unica ma un sistema. Ed e’ importante sapere che questa non e’ una spesa corrente ma un investimento, tenendo presente che il made in Italy senza la promozione culturale non significa nulla” ha aggiunto De Luca annunciando anche alcuni obiettivi come l’innovazione del del portale per facilitare gli enti promotori e un albo consolare per una struttura trasparente.
"Con la riforma della Buona Scuola, abbiamo un'ulteriore potenzialità che ci permette di allargare il bacino delle scuole e di valorizzare alcune strutture che abbiamo nel mondo. C'é l'impegno di tutto il sistema e questa e’ una priorita’ della nostra politica estera. Sono ottimista perché il lavoro svolto e’ importante, non episodico, continua nel tempo” ha concluso De Luca ringraziando per la collaborazione il CGIE.

Cesare Villoni, Vice Presidente V Commissione, che ha lavorato sulle linee esposte da De Luca, ha ribadito la necessita’ di puntare su una promozione integrata che comprenda la diplomazia culturale mettendo a sistema la rete diplomatico-consolare come elemento aggregante.
"In questa prospettiva, le associazioni di italiani all’estero potrebbero essere un ulteriore strumento per la promozione del Sistema Paese” ha notato Villoni affrontando anche il problema dell’Italian Sounding, prodotti dal nome italiano che non hanno pero’ nulla di italiano.
"L'Italian Sounding ha un valore di 100 miliardi di euro. La protezione giuridica dei brand e’ difficile ma va sostenuta. Una delle difese, per eccellenze come i nostri prodotti enogastronomici, consiste nella maggiore promozione sul territorio dei veri prodotti italiani per fare comprendere ai consumatori la differenza. E le nostre comunita’ possono contenere l' Italian Sounding che purtroppo e’ un fenomeno in crescita” ha precisato Villoni.

Tra i relatori il Professor Pietro Cataldi, Rettore dell’ Universita’ per Stranieri di Siena, che ha parlato di mobilita’ studentesca e della crescente domanda di lingua italiana non soddisfatta.
“La domanda non soddisfatta ha portato molti studenti a rinunciare allo studio della nostra lingua. Cresce il numero di persone sempre piu' interessate, lo studierebbero ma rinunciano perché l'italiano non e' sostenuto. E sono anche preoccupato perche’ alcuni dipartimenti di italianistica in diverse universita' nel mondo tendono a essere chiusi o ridotti. Purtroppo credo che si debbano recuperare decenni di arretratezza. Altre lingue sono sostenute da investimenti molto forti, per l'italiano questo non accade. Noi dobbiamo ricordare che se la lingua e’ un valore lo e’ in vari modi. Un modo e’ la lingua come identita’, come legame” ha osservato Cataldi.
"Esistono all’estero alcune scuole eccellenti dove si insegna l' italiano si tratta pero’ di isole felici, in realta' il desiderio della ramificata presenza di italiani all'estero di continuare a fare studiare l’italiano ai propri figli o i nipoti non sempre si avvera. Dobbiamo fare in modo di mettere a sistema qualità alta e presenza ramificata dell’insegnamento dell' italiano” ha aggiunto Cataldi soffermandosi sul tema degli scambi che dovrebbero essere maggiormente sostenuti.
"L'italiano ha il blasone: e’ la lingua del melodramma, del made in Italy, dell’enogastronomia, del cinema, della moda, del design. Al di la' di questo prestigio intrinseco, e’ necessario che gli studenti stranieri abbiano la possibilità di fare esperienze dirette in Italia. Gli studenti che vogliono venire a studiare in Italia si imbattono pero’ in una serie di problemi burocratici e non solo. Esiste una disabitudine secolare a considerarci un territorio dove immigrano gli studenti, per formarsi qui. Siamo abituati a pensare che i ceti ricchi stranieri mandino i propri figli a studiare negli USA o in altri paesi. L'Italia invece e’ diventata interessante da questo punto vista, tanti sono gli studenti che arrivano infatti dalla Russia o dalla Cina. Io credo che noi dobbiamo avere la capacita’ di credere in noi stessi, nel fatto che possiamo ospitare studenti internazionali” ha spiegato Cataldi sottolineando come nell’Universita’ di Siena studino ragazzi e ragazze provenienti da 104 diversi Paesi.
"Una rappresentanza cospicua e abbiamo anche studenti italiani che si formano presso la nostra universita' nell’insegnamento dell’italiano o nella traduzione. E molti dei nostri studenti vanno all'estero. Questo scambio dovrebbe essere maggiormente sostenuto” ha concluso Cataldi

Il Consigliere Roger Nesti ha invece sottolineato la sua preoccupazione relativa ad un cambio di regime per i contributi.
"I contributi per anno scolastico non saranno allineati con l' anno solare. Da qui la necessita’ di insistere sulla possibilita’ di progetti e finanziamenti pluriennali, evitando che questo cambio di regime diventi un modo per mettere a rischio i contributi in questo settore” ha precisato Nesti sottolineando la necessita’ di trovare delle norme di flessibilità legate a questo cambio di regime.
"Un'altra novità della Circolare 13 riguarda la riduzione delle spese che si possono portare in detrazione: una maggiore burocratizzazione che si scontra con la richiesta di una maggiore autonomia da parte degli enti” ha aggiunto Nesti lamentando anche una mancata condivisione dei Piani Paesi, elaborati talvolta solo dalle ambasciate o dai consiglieri.
“Talvolta i Piani Paesi non contengono quindi tutte le esigenze del territorio, rischiano di non essere applicati. C’e’ bisogno di piu' condivisione” ha concluso Nesti.

Da segnalare l’intervento del Consigliere Silvana Mangione che ha affermato come negli Stati Uniti, ed in particolare modo nella costa dell’est, da Boston sino a Washington e Miami, ci sia una crescente domanda di italiano.
"Una crescita che ci piace molto e cercheremo di tenere viva. Da tenere a mente la motivazione: negli Stati Uniti si studia una lingua straniera non per cultura ma perché serve alla carriera. I genitori che pagano le rette desiderano che gli studi abbiano uno sbocco professionale. Il legame con il business serve dunque a ‘procacciare’ studenti” ha sottolineato Mangione.
“Abbiamo pero' bisogno di verticalizzazione ovvero le scuole debbono essere collegate con le universita’. E abbiano bisogno di docenti preparati e a questo proposito e’ necessario che le ambasciate facciano accordi con i singoli Stati” ha aggiunto Mangione evidenziando il grande successo dei corsi on line e il loro mancato coinvolgimento nella produzione del Piano Paese.
“Abbiamo infine la necessita' di strutturare l'italiano nei bambini delle famiglie di questa nuova mobilita’: lo imparano a casa ma lo perdono quando iniziano ad andare all’asilo” ha concluso Mangione.

Tra i relatori Tiziano Treu, Presidente Cnel, che ha esordito annunciando una proposta del Cnel: trasformare l’Erasmus in un diritto per tutti gli studenti europei.
Nel corso del suo discorso Treu si e’ soffermato sulla partenza di tanti giovani italiani che finiscono con il non tornare nel nostro Paese.
"Purtroppo siamo un Paese in difficolta’ ma prima di tutto siamo un paese che ha sottoinvestito in istruzione negli ultimi 15 anni” ha affermato Treu affrontando anche il tema della certificazione e della valutazione.
"L'Italia ha anche un altro problema: non abbiamo una cultura della valutazione. Tante opinioni ma i dati spesso sono approssimativi. E' necessario introdurre un sistema di valutazione, non e’ facile in un paese che non ha tradizione al riguardo. Serve a dare robustezza ad alcune doti fantastiche che abbiamo. Se non capitalizziamo in modo sistematico, buttiamo via delle risorse” ha affermato Treu. (04/07/2019-ITL/ITNET)

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