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ITALIANI ALL'ESTERO - I DIARI DEGLI EMIGRANTI ITALIANI DI IERI E DI OGGI SU PIATTAFORMA WEB: PUBLIC HISTORY IN DIVENIRE PROMOSSA DA ARCHIVIO DIARISTICO NAZIONALE E MAECI

(2019-06-10)

Presentata al MAECI la nuova piattaforma informatica  “Italiani all’estero, i diari raccontano”. Vi e’ la lettera di Antonio De Piero nato a Pordenone nel 1875 emigrato negli Stati Uniti che lavoro' in un lazzaretto per 100 dollari al mese.
E quella  di Francesca Pennacchi nata a Marina di Carrara nel 1929 partita per l’Etiopia con la famiglia che racconta il doloroso distacco dai familiari e il viaggio in mare sulla Francesco Crispi.
E ancora la 'missiva'' di Giulia Scabbia trasferitasi nel 2008 da Ferrara a Londra che si interroga sul senso di questa esperienza e sulle rinunce che comporta.

Sono solo alcune delle lettere scritte in tempi remoti ma anche recenti dagli emigrati italiani, italiani “qualunque” vissuti all’estero tra l’inizio dell’Ottocento e i giorni nostri, raccolte a partire dal 1984. Decine e decine di lettere inserite in un nuovo portale “Italiani all’estero, i diari raccontano” realizzato con il contributo della  Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie  del Ministero degli Esteri.
“Questa piattaforma, che rappresenta un‘iniziativa unica, ha messo in rete le memorie di mille emigrati italiani tratte da duecento diari. Sono documenti conservati presso la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.  E’ un progetto con un taglio culturale e storico che racconta storie individuali e al contempo la storia del nostro stesso Paese. Un progetto che vuole pero’ parlare anche al futuro: parlare ai tanti italo discendenti e alle nuove generazioni che sono nel mondo per permettere loro di riscoprire anche dall’estero l’importanza della nostra emigrazione e allo stesso tempo le loro radici e loro tradizioni,” ha affermato  Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero, nel presentare questo nuovo progetto.

Alla presentazione del nuovo portale e’ intervenuta anche Elisabetta Belloni, Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, sottolineando che sono circa 30 milioni gli italiani emigrati dall’unificazione nel 1861 ad oggi mentre sono tra i 60 e gli 80 milioni gli oriundi italiani.
“Sono cifre molto significative che giustificano l’attenzione e l'impegno che da sempre il MAECI ha posto sul tema degli italiani all'estero. Un’attenzione che, lo dico con un certo orgoglio, ci fa primeggiare tra i paesi europei e nel mondo per la disponibilità che le istituzioni italiane e in particolare il MAECI hanno dato e danno per proteggere e valorizzare questo valore aggiunto costituito dall’italianita' all'estero. E l'iniziativa di oggi si colloca in questo contesto. Presentare oggi questa piattaforma e’ quindi per me motivo di orgoglio,” ha dichiarato il Segretario generale Belloni esprimendo la sua gratitudine nei confronti di Vignali e della Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.

"Cosa vuole dire porre attenzione a queste storie di vita vissuta che vogliamo riportare alla gloria? Prima di tutto e’ un dovere. Noi abbiamo il dovere verso coloro che sono emigrati di fare sapere che non sono dimenticati. Il dovere di ricordare ai discendenti e alle loro famiglie che oggi sono integrate in vari paesi nel mondo che rimangono italiani e che l' Italia li considera parte del nostro stesso Stato, un valore aggiunto da utilizzare e valorizzare anche ai nostri stessi fini. Ma e’ anche un dovere per gli italiani che vivono qui: per l’esempio che queste persone hanno dato nel corso degli anni, per la loro voglia di migliorarsi anche attraverso sforzi e sofferenze. Sono persone che hanno voluto realizzare qualcosa con il loro viaggio nell’auspicio di stare meglio senza mai dimenticare la propria patria. E’ nostro dovere raccontare queste storie che si riferiscono al passato ma anche al presente,” ha aggiunto Belloni.
“All' emigrazione del dopo unificazione e dei primi anni del Novecento dettata da motivi per lo piu’ economici, oggi si abbina un'emigrazione díversa che pero’ e’ sempre emigrazione. Sono tantissimi i giovani italiani oggi che vivono all’estero che mantengono e debbono mantenere un legame molto forte con la propria patria. Il nostro obbiettivo e’ non solo quello di valorizzare quello che fanno, di accompagnarli e di fare conoscere le loro storie ma anche quello di dimostrare che e’ nostro interesse mantenere forte questo legame con loro,” ha continuato Belloni, sottolineando come l’obiettivo sia raccontare anche le storie di oggi rendendo questa piattaforma un work in progress.
“Dobbiamo lanciare un messaggio ai nostri connazionali all’estero, a coloro che hanno vissuto queste storie o le hanno raccolte dai propri antenati: debbono sapere che ci siamo, ci saremo. Al MAECI c'é una Direzione degli Esteri che non perde d’occhio mai quello che succede ai nostri connazionali all’estero. Non siamo un’istituzione assistenzialista ma siamo un'istituzione che ha il dovere e il compito di valorizzare il contributo di questi italiani non solo alla crescita dei paesi in cui si trovano ma alla crescita della stessa Italia. Non dimentichiamo infatti quanto questi emigrati soprattutto in passato hanno dato allo sviluppo del nostro paese e quanto orgoglio oggi ci danno tante eccellenze italiane nel mondo,” ha concluso Belloni.

Di come e’ stata organizzata la piattaforma ha parlato Pier Vittoria Buffa, consulente editoriale.
"Abbiamo preso i singoli brani dai diari e li abbiamo corredati, geolocalizzati, contestualizzati, titolati creando un apparato di tipo giornalistico. Quello che raccontiamo e’ la storia dei singoli: microstorie individuali che aiutano a capire i grandi eventi. Si parla per esempio della vita nelle miniere in Europa e in America che ha segnato tanta emigrazione italiana e quindi anche di tragedie come quella di Marcinelle. C'é quindi anche la storia di un uomo che ha perso il fratello a Marcinelle e quella dell’incendio a Cherry in cui un italiano racconta gli otto giorni passati sotto terra” ha sottolineato Buffa.

“Ci sono poi le vicende delle colonie italiane in Africa, delle donne che raggiungevano i mariti. Brani che trasmettono gioia perché la situazione li’ era molto confortevole. Ci sono pero’ anche le lettere sul rimpatrio delle famiglie allo scoppio della guerra. Leggere quel pezzo di storia e’ un’esperienza. Ora grazie al web, questo materiale cartaceo e’ stato reso fruibile a tutti,” ha continuato Buffa.

Alla presentazione e’ intervenuto anche Nicola Maranesi, curatore del progetto che ha definito la nuova piattaforma una sorta di antologia digitale.
"E’ un polo di attrazione, un nucleo da cui partire, da incrementare sempre di piu' per raccontare le storie degli italiani di ieri e di oggi, per arrivare ad una rappresentazione la piu' ricca possibile. E’ un’iniziativa che colma una lacuna: vi era un'assenza di rappresentazione nel web di cosa significhi emigrare. Non esiste infatti nel web un corpus di esperienze dettagliate di questo tipo, noi abbiamo voluto colmare questa lacuna partendo dai diari dell’Archivio di Pieve Santo Stefano. E questa rappresentazione insiste sul concetto di quando eravamo noi i migranti, aiuta a riflettere su cosa significa emigrazione,” ha spiegato Maranesi ringraziando il MAECI per aver creduto ed investito in questo progetto.
"E’ un strumento di public history, un dono che noi facciamo alla comunità’ ” ha concluso Maranesi.

Alla piattaforma “Italiani all’estero, i diari raccontano” si accede dal sito del MAECI.(10/06/2019-L.G./ITL-ITNET)

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