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ITALIANI ALL'ESTERO - ELEZIONI EUROPEE - ON.PD/ESTERO:"ITALIANI ALL'ESTERO SONO GIA' SULLA STRADA DI UNA 'ALTERNATIVA DEMOCRATICA DI CENTRO SINISTRA

(2019-05-27)

  "I cittadini europei hanno compiuto in prevalenza una scelta democratica, resistendo alla spallata delle montanti forze sovraniste e antieuropeiste. L’affermazione che tali partiti hanno avuto, tuttavia, dove sono al governo e in altri importanti paesi, come la Francia e l’Inghilterra, segnala l’apertura di una legislatura difficile e rimarca l’esigenza di politiche attive di cambiamento, soprattutto nel campo del lavoro, dell’economia e dei migranti." affermano in una nota i  Parlamentari PD Estero: Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro.

Anche se sono costretti a stigmatizzare "L’Italia esce dal voto segnata dall’ombra nera del successo leghista e con un ribaltamento nei rapporti tra le forze del governo giallo-verde che prelude a ulteriori tensioni e instabilità e promette altra paralisi. A spese del paese, fermo e isolato, dei ceti attivi e di quelli più emarginati, che si stanno già accorgendo dei limiti e della precarietà del trionfalismo assistenzialistico che ha caratterizzato il patto di governo."

"La netta ripresa del Partito Democratico, primo partito in una regione come la Toscana e in una città come Milano, è un importante segnale - proseguono -  non solo per chi in esso si è riconosciuto ma per l’Italia perché significa che è stato compiuto un primo, sostanziale passo per la costruzione di un’alternativa di centrosinistra alla deriva populista e autoritaria che sta pericolosamente avvolgendo la democrazia italiana. Siamo sulla strada giusta, anche se il cammino non sarà facile e breve. Ci vorranno, tuttavia, la disponibilità e il senso di responsabilità di altre forze della politica e della società civile per superare una prova dura e inquietante." sostengono Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro.

Ma rilevano anche "Il voto degli italiani all’estero residenti in Europa conferma largamente il PD, con il suo 32%, come primo partito. Un elettore su tre ha votato PD. La percentuale dei votanti, limitata dalla scelta di molti di votare per i partiti e i candidati locali, è ancora bassa, ma è significativo che nonostante il drastico ridimensionamento del numero dei seggi, voluto dall’attuale governo, e le pesanti difficoltà logistiche e organizzative palesatisi in diverse realtà, sia aumentata rispetto alle scorse elezioni".

E, dunque, anche questi sono segnali da cogliere. Chi guarda l’Italia con distacco, potendo comparare sistemi di vita e pratiche democratiche, non partecipa a plebisciti ieri per i 5Stelle e oggi per Salvini, ma si affida a forze riformatrici e di sicura caratura democratica, capaci di dare una buona immagine dell’Italia nel mondo.

Gli italiani all’estero, insomma, sono già sulla strada della costruzione di un’alternativa democratica e di centrosinistra. Il loro contributo sarà, come nel passato, determinato, originale e utile." concludono Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro. (27/05/2019-ITL/ITNET)

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