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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - FRANCIA - PER L'8 MARZO A STRASBURGO OMAGGIO A BEATRICE CENCI - ANTEPRIMA ITALIANNETWORK CON IL CURATORE DOMINIQUE JACQUOT

(2019-03-08)

  Come ignorare in quest'8 marzo due storiche figure di donne, Beatrice Cenci e Artemisia Gentileschi

Due figure femminili storiche che non si sono rassegnate a destini drammatici, talvolta tragici, osando ribellarsi pagando un prezzo molto alto. Suffragette ante litteram che hanno lasciato il segno nel nostro immaginario e non solo. Donne coraggiose che, in questi giorni in cui ricorre la Festa della Donna, vengono ricordate da due iniziative internazionali. Stiamo parlando di Beatrice Cenci (1577- 1599) e di Artemisia Gentileschi (1593-1654).

Alla prima rende omaggio il Museo delle Belle Arti di Strasburgo con una mostra che rievoca la storia di questa aristocratica romana, giovane e bella, che fu giustiziata all’eta’ di 22 anni per avere ucciso il padre.

“Francesco Cenci, il padre di Beatrice, era un uomo depravato, violento e incestuoso. Dopo aver sopportato infiniti soprusi, tra cui la reclusione in un castello nella campagna romana, Beatrice insieme al fratello maggiore e alla loro matrigna ordirono un complotto per ucciderlo. L' omicidio comporto’ la loro condanna a morte: Papa Clemente VIII si rifiuto’ infatti di concedere la grazia e subito dopo la loro morte si impossesso’ dei beni della famiglia Cenci.

La decisione di decapitare Beatrice fu fortemente contestata dal popolo romano che, toccato dal gesto della figlia causato dalla depravazione del padre, dopo avere richiesto a vice voce la sua grazia, la trasformo’ alla sua morte in una specie di martire,” ha affermato in un’intervista in anteprima ad Italian Network Dominique Jacquot, conservatore del Museo di Strasburgo e curatore del progetto espositivo insieme a Céline Marcle e Aude-Marie Fritz.

La mostra ruota principalmente intorno alla presentazione eccezionale del ritratto di Beatrice Cenci prestato dal Louvre, una versione, praticamente sconosciuta, del dipinto conservato presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica a Roma attribuito a Guido Reni o alla sua allieva Elisabetta Sirani.

“Quest'opera, la piu’ nota ed evocatrice, testimonia il fascino che ha esercitato nel tempo la figura di Beatrice. Insieme a questo dipinto abbiamo esposto diversi documenti come il ritratto di Papa Clemente VIII, le piante di Roma e dei filmati. Abbiamo installato degli schermi sui quali scorre sia la storia di Beatrice e degli altri protagonisti della tragedia che una selezione delle opere a lei dedicate, opere che hanno contribuito alla nascita e al consolidarsi del mito che circonda la sua figura,” ha precisato Dominique Jacquot.

"Beatrice ha ispirato infatti moltissimi artisti italiani e internazionali nei secoli successivi dando origine ad un vero florilegio di dipinti, sculture, testi, foto e filmati. Pittori come Guido Reni, Caravaggio e Balthus, scrittori come Stendhal, Melville, Alexandre Dumas, Stephan Zweig, Percy Shelley, Antonin Artaud, Alberto Moravia e la scrittrice contemporanea Alexandra Lapierre, fotografi come Julia Margaret Cameron: sono solo alcuni degli artisti affascinati da questa sfortunata nobildonna.

E a lei sono stati dedicati anche dei film come il cortometraggio del 1908: e’ il primo filmato della storia su questo dramma familiare e sara' presentato in mostra. Senza dimenticare la musica, all’entrata i visitatori sono accolti dalle note dell’opera di Alberto Ginastera (1916-1983) dedicata appunto a Beatrice Cenci,” ha spiegato il curatore.
?E proprio in occasione della mostra l’Opéra National du Rhin di Strasburgo presenta, dal 17 al 25 marzo, l’opera musicale in due atti 'Beatrice Cenci' del compositore argentino Alberto Ginastera composta nel 1971 su libretto di William Shand e Alberto Girri basato sulle 'Cronache Italiane' di Stendhal e su ‘I Cenci' di Percy Shelley.

Diversi gli appuntamenti legati al progetto espositivo tra cui un focus, l’8 marzo, sui ritratti femminili che fanno parte della collezione museale; l’incontro, il 23 marzo, con il drammaturgo Christian Longchamp che parlera’ della storia di Beatrice Cenci; la presentazione all'Auditorium des Musées (MAMCS), il 2 aprile, del film del regista italiano Lucio Fulci dal titolo ‘Legami d’amore e di sangue’ (89 minuiti), 1969, dedicato alla tragedia della bella parricida; e ancora, il 22 marzo, al Parlamento della Musica, ‘La Musica delle donne’ sulle compositrici italiane, artiste geniali per lo piu’ sconosciute o dal destino singolare, coeve di Beatrice Cenci.
La mostra rimane aperta dal 15 marzo al 30 maggio 2019.(08/03/2019-L.G./ITL/ITNET)



Il secondo omaggio internazionale e' per Artemisia Gentileschi (1593-1654), pittrice dalla forte personalità, figlia del pittore Orazio Gentileschi, prima donna a essere ammessa all’Accademia del Disegno a Firenze.
Ammirata in Spagna, Italia e Inghilterra, Artemisia fu vittima di uno stupro che ebbe il coraggio di denunciare e di torture inflittele dalle autorita’ giudiziarie tese a comprovare la veridicità delle sue dichiarazioni.
Diventata dopo la morte una sorta di proto femminista, e’ una figura capace di incarnare il desiderio delle donne di affermarsi nella società.

In occasione della Festa della Donna, il suo dipinto 'Santa Caterina d’Alessandria’, recentemente acquistato dalla National Gallery di Londra, sarà eccezionalmente esposto alla Glasgow Women’s Library, l’unico museo inglese dedicato alla storia delle donne.
Il dipinto, acquistato per la cifra record di 4.7 milioni di dollari, ha colmato un grosso vuoto: nessun museo inglese possedeva infatti suoi lavori, nonostante l’artista romana avesse lavorato proprio a Londra nel 1639 accanto al padre Orazio alla corte di Carlo I d’Inghilterra.
Sottoposto ad un attento restauro, l'olio (1615–17) e' un autoritratto della stessa artista in cui compare vestita da Santa Caterina, la santa che aveva sconfitto cinquanta teologi pagani in una contesa di retorica ed era poi sopravvissuta alla tortura della ruota.

In attesa di visitare il prossimo anno, alla National Gallery, la sua retrospettiva, la prima mai organizzata in Gran Bretagna, il pubblico inglese potra’ dunque cominciare a familiarizzare con questa pittrice barocca.

E proprio in questi giorni a Firenze si e’ tenuta la conferenza ‘I segreti di Artemisia’. Al centro del dibattito, l’altra versione della 'Santa Caterina d’Alessandria' conservata alla Galleria degli Uffizi a Firenze.
Secondo gli studiosi dell'Opificio delle pietre dure di Firenze che hanno svolto accurate ricerche sulla tela in questione, la Santa del dipinto sarebbe un'unione tra il volto della pittrice e il ritratto di Caterina de' Medici, figlia del granduca Ferdinando de' Medici, realizzato durante la permanenza alla corte dei signori toscani.
Lo studio ha rivelato che sotto la superficie dell'opera vi e’ una versione preesistente di Santa Caterina: questa e' stata realizzata senza corona, con un turbante e ha il volto più rivolto verso l'osservatore anziché in contemplazione come appare nel dipinto finito.
L’uso dei raggi X ha fatto anche emergere una posizione diversa della mano sinistra della santa, un velo sulla scollatura dell'abito e un misterioso piccolo volto.
Dall’analisi i restauratori hanno notato come la prima versione della martire ritratta con il turbante sia praticamente identica a quella del dipinto acquistato alcuni mesi fa dalla National Gallery di Londra. È stato quindi ipotizzato che entrambe le tele, quella degli Uffizi e quella del museo inglese, derivino dallo stesso cartone.

"Quest'anno potremo celebrare la Festa della Donna con queste importanti rivelazioni che cambiano ciò che sappiamo riguardo ad Artemisia, una delle pittrici più importanti di tutta la storia dell’arte,” ha affermato Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi sottolineando come il museo fiorentino abbia nelle sue collezioni cinque capolavori dell’artista.
“Oggi, grazie al lavoro di questi ricercatori, siamo felici di poter affermare che oltre ai cinque capolavori dell’artista, gli Uffizi ne conservano un altro aggiuntivo, fino ad oggi nascosto sotto la pittura visibile della Martire d’Alessandria,” ha aggiunto Schmidt annunciando una grande campagna diagnostica per svelare tutti i segreti dei capolavori di Artemisia Gentileschi degli Uffizi.

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