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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - CONTRIBUTI PA - PATRONATI CEPA (ACLI, INAS, INCA E ITAL) CHIEDONO A PRES. INPS PROROGA SCADENZA SEGNALAZIONE OMISSIONI INPS . 60.000 SENZA CERTIFICAZIONE CONTRIBUTIVA

(2018-10-12)

  "Se non si provvede per tempo,  molti dipendenti pubblici rischiano di vedere prescritto il loro diritto a segnalare all’Inps  eventuali omissioni di versamenti contributivi, con gravi conseguenze sulle loro pensioni. Il 1° gennaio 2019, infatti, sarà operativo per tutti i dipendenti pubblici il termine quinquennale della prescrizione dei contributi previdenziali (così come previsto dalla legge di riforma del 1995), dando per scontato che tutti abbiano ricevuto dall’Inps l’esatta certificazione degli accrediti contributivi da parte delle amministrazioni pubbliche ; cosa che non è avvenuta.

Da qui la decisione di Acli, Inas, Inca e Ital  di inviare una lettera  al presidente all’Inps Tito Boeri e al sottosegretario alla Previdenza del Ministero del Lavoro, Claudio Durigon, per sollecitare una proroga dei termini di scadenza fino al “completamento delle attività di aggiornamento degli archivi contributivi previdenziali”.

Operazione che attualmente è stata svolta dall’Inps solo parzialmente e che  lascia ancora nell’incertezza circa 60 mila iscritti alla CPI, i quali non hanno molto tempo per interrompere il decorso della prescrizione, fissato inderogabilmente entro il 31 dicembre 2018; dopo quella data gli errori o i mancati versamenti da parte delle amministrazioni non potranno più essere segnalati, con buona pace dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.

La questione era stata sottoposta  dai Patronati del Ce.Pa. in più occasioni, ottenendo una prima risposta dall’Inps con un comunicato di rassicurazione pubblicato in estate (8 agosto scorso), cui è seguito un incontro con la direzione centrale dell’Istituto il 5 settembre, considerato dai patronati stessi “proficuo”. Ciononostante, affermano nella lettera inviata il 1° ottobre al Presidente Boeri “permangono ancora numerosi nodi tecnici ed operativi in ordine alla nuova disciplina e la stessa circolare 169/2017 fa riserva di emanazione di successive istruzioni di dettaglio ad oggi non ancora diramate”.

Sono passati 23 anni dalla legge n. 335/95 (che riduceva i termini di prescrizione da dieci a 5 anni), fanno notare i Patronati del Ce.Pa, e ancora l’Istituto previdenziale non è stato in grado di ottemperare ai dettami dell’articolo 1, comma 6, il quale prescrive che ad ogni assicurato sia inviato con cadenza annuale, un estratto conto che indichi le contribuzioni effettuate, la progressione del montante contributivo e le notizie relative alla posizione assicurativa nonché l’ammontare dei redditi di lavoro dipendente e delle relative ritenute indicati nelle dichiarazioni dei sostituti d’imposta. Peraltro questa operazione si rivela molto faticosa per l'Inps perché le Pubbliche Amministrazioni e in particolare i Ministeri, in numerosissimi casi non sono in grado di fornire all'INPS tutta la documentazione  necessaria riguardante i lavoratori e le lavoratrici, comprovante i dati retributivi e i relativi versamenti contributivi.

La stessa Deliberazione Civ Inps n. 11 del 27 giugno 2018 aveva ben presente la problematica a tal punto da segnalare l’opportunità che l’interruzione della prescrizione dei contributi avvenisse anche a seguito di richiesta di variazione e rettifica della posizione assicurativa da parte dell’interessato e che il termine di prescrizione iniziasse dai contributi dovuti dal 1° gennaio 2019.

Data la situazione critica i Patronati stanno operando il massimo sforzo affinché le inadempienze, le mancanze, i ritardi della Pubblica Amministrazione non ricadano negativamente sui diritti previdenziali dei lavoratori e delle lavoratrici. Ritengono altresì fondamentale un intervento del Ministero del lavoro affinché, di concerto con l'Inps, decida lo slittamento dei termini e metta a disposizione le risorse umane congruenti per numero e professionalità al fine di completare l'operazione di sistemazione di tutti gli estratti contributivi, uniformando la situazione tra dipendenti pubblici e dipendenti privati..(12/10/2018-ITL/ITNET)



   

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