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IMMIGRAZIONE - FONDAZIONE MORESSA - VIII RAPPORTO ECONOMIA IMMIGRAZIONE IN UN'ITALIA CHE INVECCHIA. I NUMERI: NEL 2050 59 MILIONI ITALIANI(-3%) +47% ANZIANI - 18% LAVORATORI. IMMIGRATI PRODUCONO 9% PIL, 11,9 MILIARDI PREVIDENZA 3,3 MILIARDI IRPEF

(2018-10-10)

  "L’attuale situazione demografica italiana e le prospettive a medio e lungo termine, l’impatto economico e fiscale della popolazione straniera, i lavoratori italiani che emigrano all’estero: sono questi alcuni dei temi affrontati nell’ottava edizione del 'Rapporto annuale sull'economia dell’immigrazione. Prospettive di integrazione in un'Italia che invecchia' elaborato dalla Fondazione Leone Moressa e presentato oggi a Roma.

Secondo il rapporto, mentre a livello mondiale la popolazione continua ad aumentare, l’Europa e l’Italia sono alle prese con un preoccupante invecchiamento demografico.
Secondo le previsioni, infatti, nel 2050 la popolazione in Italia non raggiungera' i 59 milioni (-3%), crescera’ quella anziana del 47% (da 13 milioni a 19) e con questa anche la richiesta di welfare che dovra’ essere soddisfatta da una popolazione lavorativa inferiore del 18% rispetto ad oggi (da 39 milioni a 32).

D’altra parte dal 1977 l’Italia non ha piu’ un tasso di fecondità’ totale superiore ai due figli per donna che permette il ricambio generazionale. Anche tornando a tassi di fecondita’ del 1971 (2,41 contro l’1,34 attuale) le donne italiane non basterebbero per riportare l'Italia ad un saldo naturale positivo.

Contestualmente va considerato il numero sempre crescente di italiani, per lo piu’ giovani ed istruiti (31% nel 2016 in possesso di laurea), che stanno lasciando il paese: dal 2011 al 2017 il saldo migratorio e’ negativo e pari a -391.000.

Quanto alla popolazione immigrata regolare, 5 milioni di stranieri, questa ha in parte rallentato L’immigrazione produce quasi il 9% del Pil, immette nelle casse previdenziali 11,9 miliardi di euro e versa 3,3 miliardi di euro di Irpef dichiarando 27,2 miliardi di euro.

Sempre dal 2011 al 2017 in Italia la popolazione straniera e’ cresciuta di 1,1 milioni senza contare le oltre 800.000 naturalizzazioni. Rispetto agli italiani gli stranieri sono piu’ giovani (eta media 33,6 anni contro 45,4 degli italiani) ed il loro saldo naturale e’ positivo, per questo incidono sulla spesa pubblica solo con il 2,1%.
In aumento il numero degli occupati stranieri che sono passati dal 9% nel 2011 al 10,5% nel 2017. Il rapporto precisa che la loro occupazione e’ complementare a quella italiana: gli occupati italiani si collocano nelle posizioni piu’ qualificate (38%) mentre gli occupati stranieri svolgono per lo piu’ lavori poco qualificati (34%): domestici, badanti e addetti alla ristorazione.

Da segnalare tuttavia la crescita del numero di imprenditori stranieri i cui paesi di provenienza sono soprattutto Marocco, Cina e Romania, che rappresentano il 9,2% del totale imprenditori (+16% negli ultimi cinque anni), un dato in controtendenza con la diminuzione degli imprenditori italiani (-6,4%). (10/10/2018-ITL/ITNET)

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