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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - FRANCIA - OMAGGIO DI PARIGI A "VENEZIA LA SPLENDIDA" LA GRANDE MOSTRA A CURA DI CATHERINE LOISEL AL GRAN PALAIS IN ANTEPRIMA AD ITALIANNETWORK

(2018-08-07)

    "La mostra nasce per raccontare la grandezza e l'effervescenza dell’arte veneziana nel XVIII secolo e si propone di far chiarezza su questo periodo spesso definito decadente dagli storici. In realta’ questo e’ vero solo dopo il 1770 quando le difficolta’ economiche e sociali cominciarono a farsi sentire. Prima di allora il clima era estremamente vivace e brillante anzi possiamo dire che la civiltà veneta proprio in quei decenni ha vissuto il suo momento di massimo splendore sia nell’ambito delle arti plastiche che in quello delle arti decorative, della musica e dell’opera. Grazie alla presenza di grandi pittori come Piazzetta, Giambattista Tiepolo e Canaletto, di scultori quali Corradini e Brustolon, di compositori tra cui Porpora, Hasse e Vivaldi e di cantanti quali Farinelli e Faustina Bordoni, in quegli anni si e' sviluppato il mito di Venezia, città unica nel suo genere da un punto di vista storico, architettonico, dello stile di vita e del dinamismo festoso.” Cosi Catherine Loisel, curatrice della mostra 'Venezia la splendida. Venezia, le arti e l’Europa nel XVIII secolo’ spiega in un'intervista in anteprima ad Italian Network la finalità’ e la ricchezza di questo grande appuntamento espositivo in programma al Grand Palais a Parigi dal 26 settembre al 21 gennaio 2019.

“Inoltre gli artisti veneti godevano di una notevole fama internazionale e venivano apprezzati e invitati in tutta Europa. La ritrattista Rosalba Carriera, Pellegrini, Marco e Sebastiano Ricci, il Canaletto, Bellotto viaggiarono in Inghilterra, Francia, Germania e Austria, diffondendovi uno stile energico e colorato che assume le sembianze del rocaille in Francia e del rococò nei paesi germanici, contribuendo a formare nuove generazioni di artisti,” continua la curatrice sottolineando come, nonostante la crisi culminata nel 1797 con l’intervento di Napoleone Bonaparte e la caduta della Repubblica, la fama della Serenissima non si spense e la Citta' dei Dogi continuo’ a rimanere la meta privilegiata dei viaggiatori del Grand Tour.

Organizzata da Réunion des musées nationaux - Grand Palais in collaborazione con Fondazione Musei Civici di Venezia, la mostra è dunque un omaggio a questa straordinaria pagina di storia della Serenissima, una pagina che viene raccontata attraverso duecento opere tra cui quadri, sculture, disegni e oggetti.

Articolata in tre parti, la rassegna si apre con la sezione ‘La civiltà brillante: Venezia 1700-1760’ che illustra la ricchezza e la raffinatezza raggiunta da Venezia.
In mostra qui diverse vedute di Canaletto, come ‘La bottega dei tagliatori di pietre a San Vidal’, e di Marieschi, e i ritratti di dogi e procuratori come 'Daniele IV Dolfing’ di Giambattista Tiepolo.
E per sottolineare l’importanza della musica, un ritratto di Farinelli eseguito da Nazari, uno del soprano Faustina Bordoni realizzato da Rosalba Carriera, degli spartiti di musica di Vivaldi e Hasse, uno spartito di Hasse copiato da Jean Jacques Rousseau e degli strumenti di musica. Non mancano abiti prestati da Palazzo Mocenigo, mobil ed alcuni oggetti tra cui un reliquiario in vetro di Murano.

“Le sculture e i dipinti sono gli uni accanto agli altri. Insieme alle tele di Gianantonio Guardi, Crosato, Pittoni, Diziani e Piazzetta vi sono le sculture di Marchiori, Bonazza e Morlaiter: un allestimento appositamente studiato, volto a suggerire l’effervescenza artistica di quel periodo. Chiaramente di Giambattista Tiepolo, il genio assoluto che occupa un posto preponderante, vengono presentati un ricco nucleo di disegni, dipinti, studi per affreschi e caricature tra cui figurano 'La Danae', 'Il ritratto di Riccobono’," spiega la curatrice.

La seconda sezione e’ dedicata invece alla diaspora dei maestri veneziani in Europa e alla loro influenza. Presenti qui lavori di Marco Ricci, schizzi di Pellegrini e dipinti di Canaletto eseguiti in Inghilterra; le opere di Rosalba Carriera realizzate a Parigi nel 1720 e quelle di Ricci e Pellegrini create in Francia. Non mancano le tele del Tiepolo frutto di commissioni in Spagna e quelle del Tiepolo e di Guardi eseguite in Europa centrale.

“Gli artisti veneziani erano ricercati in tutta Europa e molto ‘osservati' dagli artisti oltralpe. Il soffitto della Banca Reale di Pellegrini ha avuto una notevole influenza sull’arte francese e in modo particolare su François Boucher mentre Sebastiano Ricci decoro’ il soffitto di Burlington House a Londra. Canaletto soggiorno' in Inghilterra dal 1746 al 1755 e qui realizzo’ una serie di vedute del Tamigi e dei castelli che gli venivano commissionati dal Consule Smith.

Quanto ai principati tedeschi e all’Impero d'Austria, questi hanno sempre avuto con l’arte veneziana dei contatti strettissimi. Pellegrini era stato invitato a decorare i castelli di Bensberg e di Mannheim, e l’artista aveva inviato dei dipinti a Hannover, Pommersfelden e a Vienna. Sebastiano Ricci aveva dipinto il soffitto di Palazzo Schönnbrunn nel 1702. Giambattista Tiepolo ha invece creato il suo immenso capolavoro presso la Residenza di Wurzbourg nel 1752-53. E la sua fama gli varra’ anche il prestigioso invito di Carlo III di Spagna che gli commissionera’ la decorazione della Sala del Trono del Palazzo Reale a Madrid, citta’ dove si spense nel 1770. E l’influenza del Tiepolo sull’arte spagnola fu notevole e ravvisabile anche nei primi lavori di Goya,” spiega la curatrice.

Il percorso della mostra si conclude con ‘Il Mito di Venezia’ che evidenzia come la Serenissima nonostante la mutata situazione economica e politica continui ad essere fonte di ispirazione per tanti artisti. Una citta' decadente ma sempre gioiosa e ricca di fascino. A riprova di questo, le opere di Pietro Longhi, Giandomenico Tiepolo e le vedute tardive di Francesco Guardi dal carattere nostalgico.

“Tanti i capolavori in mostra, voglio pero’ menzionarne alcuni tra cui le sculture di Brustolon e Corradini; la ‘Scena pastorale’ di Piazzetta prestata dall'Art Institute di Chicago; alcune vedute di
Giambattista Tiepolo; l’autoritratto di Rosalba Carriera; e 'Pulcinella e saltimbanchi’, un affresco staccato da Ca’ Tiepolo de Zianigo proveniente da Ca’ Rezzonico a Venezia. Ed infine 'La Festa della Sensa’ di Francesco Guardi dalla Fondation Gulbenkian a Lisbona,” conclude la curatrice.

In occasione della mostra, le Grand Palais ospitera’ una serie di eventi e conferenza sul tema, tra cui, il 29 novembre, il concerto di Leonardo García Alarcón che proporra’ il capolavoro dimenticato Giove in Argo’ di Antonio Lotti. In programma anche alcune proiezioni cinematografiche tra cui, il 16 novembre, ‘Casanova, storia della mia vita’ di Hopi Lebel e Antoine de Baecque; e l’11 gennaio, 'Il castrato Farinelli’ di Gérard Corbiau e Marc David.

Ad ospitare la mostra, dopo l'allestimento a Parigi sara’ dal 23 febbraio al 9 giugno 2019 la città di Venezia. (07/08/2018-Letizia Guadagno7ITL/ITNET))

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