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ITALIANI ALL'ESTERO - MIN. ESTERI MOAVERO MILANESI "8 AGOSTO A MARCINELLE. ITALIANI ALL'ESTERO: NUMERI IMPORTANTI, RISORSE DIPENDERA' BENEVOLENZA PARLAMENTO. PRESENTARE L'ITALIA IL PIU' POSSIBILE UNITA SU SCACCHIERE INTERNAZIONALE"

(2018-07-10)

  "Io credo molto nel presentare un'Italia il più possibile unita- nei limiti di quanto ciò sia possibile- sulla scena internazionale" è l'obiettivo del Ministro degli Affari Esteri Enzo Moavero Milanesi ed incipit del suo intervento alle Commissioni riunite Esteri del Senato e della Camera dei Deputati sulle linee di azione del dicastero che gli è stato affidato .
"La forza di un Governo sulla scena internazionale ed Europea, in particolare, dipende dal rapporto che esso ha con il Parlamento, anche in termini di dialettica negoziale" ha spiegato affrontando i numerosi punti all'attenzione del Dossier per i quali ha tenuto a sottolineare lo stretto rapporto "assiduo e continuo" che è sua intenzione avere con il Parlamento per un dialogo aperto e propositivo.

Il Ministro è partito dalla Globalizzazione e dagli elementi di novità che tale fenomeno determina
... Inutile pensare che si possa andare avanti da soli. Difficile immaginare che qualunque Stato, anche i più importanti, i piu' ricchi, i piu' vasti, possano da soli pensare di affrontare il futuro a prescindere dal resto della comunita' internazionale e ciò vale a maggior ragione - ne sono personalmente convinto - per un Paese come l'Italia. 

Il "nuovo" mondo è nuovo perchè la rivoluzione tecnologica ha cambiato a più livelli la nostra esistenza." Anzi  "Rivoluzione tecnologica e cambiamento climatico stanno cambiando il pianeta. E non e' un'espressione retorica" ha affermato il Ministro Moavero Milanesi. " Questo porta ad un'esplosione molto più veloce delle crisi e ad un rischio di contagio in tutti gli ambiti e livelli. E la minaccia terroristica sa cogliere queste opportunità. Di qui anche il ritorno della guerra, anche in aree geografiche a noi vicine.
Dunque, occorre operare in livelli di maggiore dimensione all'interno dei quali l'imperativo è riuscire a farci valere nell'interesse collettivo del sistema e dei nostri cittadini"

Di qui l'invito ad una "interlocuzione aperta" fra il Ministro degli Esteri e Parlamento per fare avanzare proposte che sostengano l'Italia nei sistemi in cui operiamo a livello mondiale. "Il nostro è un Paese globale, ma possiamo diventare ancor di più protagonisti. Dobbiamo avere volontà e capacità di tradurre progetti, obiettivi e visioni strategiche in atti concreti e possibilmente in risultati"

Naturalmente "c'e' una molteplicità di attori ma tendono ad essere oggi più divisi di quanto non fosse fino a qualche tempo fa' : la fine dei blocchi tradizionali scaturita dalla seconda guerra mondiale ha portato a nuovi elementi caldi. A nuove situazioni di guerra fredda. A divisioni inedite. Occorre interfacciarsi. E' ineludibile ! Non possiamo fare altro che interfacciarci in questo tipo di realtà .

I nostri punti di riferimento: dimensione europea, che nonostante tutti i limiti ha portato un contributo di netto miglioramento delle sue prospettive.
Siamo anche inseriti grazie a chi ci ha governato negli anni cinquanta nel sistema di Alleanza Atlantica che ci ha garantito un ombrello protettivo, permettendoci di dedicare le risorse nazionali ad altri obiettivi che non fossero quelli di una capacità totalmente autonoma di difesa.
Ci viene chiesto un incremento del nostro impegno finanziario e ci penseremo ma in ogni caso non dobbiamo dimenticarci ciò che ha rappresentato l'atlantismo per questo paese nel corso degli anni successivi alla fine della guerra mondiale.

La geopolitica è un terzo elemento che ci condiziona. Siamo in mezzo al Mediterraneo, in mezzo ai flussi di immigrazione della rotta che scorre : dobbiamo operare in piena coscienza dei rischi ed anche del ruolo che la Geografia e la storia  ci impongono in quest'area.

Ma esiste anche una geopolitica culturale. "Non possiamo dimenticare nè trascurare i legami culturali che l'Italia ha anche con Paesi geograficamente lontani. Legami costruiti anche attraverso l'emigrazione di tanti italiani in queste terre. Soprattutto nel corso del XIX.mo  nel XXmo secolo.

Non dimentichiamoci che fino agli anni '50 ed anche '60 il nostro Paese era un Paese di persone che emigravano" ha ricordato il Ministro. "Con questi nostri connazionali che costituiscono delle comunità abbastanza importanti dobbiamo mantenere rapporti, perchè sono degli importantissimi fattori di amicizia e di alleanza e quant'altro con Paesi con cui possiamo intensificare l'interscambio economico.

Con l'America Latina, dirà poi rispondendo all'on.Piero Fassino: "E' evidente che sono sottesi anche gli enormi interessi commerciali verso una Regione del mondo che ha una grossa presenza italiana eredità delle nostre emigrazioni e che guarda con enorme simpatia al nostro Paese.
C'è quindi grande l'attenzione con l'idea di rivitalizzare anche la rete degli Istituti Italiani di Cultura perchè la lingua è anche un veicolo di legami. E sappiamo quanto sia valso ad altri Paesi che hanno legato alla loro presenza linguistica solidi legami economici. Ma anche noi possiamo fare di piu' e meglio.

Ed il Ministro ha dedicato proprio agli italiani all'estero l'ultimo punto della sua ampia relazione sulle linee che seguirà nella sua azione di Governo,
 
"Penso con profonda emozione e personale rispetto alle nostre comunità all'estero: "Noi non siamo stati un Paese coloniale. Eppure tanti nostri cittadini dell'Italia preunitaria, quando ancora l'Italia non era in grado di dare opportunità ai suoi cittadini, hanno lasciato la terra natia per andare in terre lontane. Ecco, io credo che la nostra soddisfazione debba essere quella di pensare a cosa siamo diventati oggi.
Tante cose non vanno, tante cose dovrebbero andare meglio, ma non siamo più di fronte agli esodi che abbiamo conosciuto in passato.  Il frutto di quei sacrifici sono le comunità italiane in Australia, in America Latina, in tanti altri Paesi europei...in giro per il mondo. Io sono assolutamente d'accordo con lei - ha affermato rispondendo all'intervento del Sen., Francesco Giacobbe (eletto dalla Circoscrizione estero in Australia, Asia, Oceania -  penso che dobbiamo tradurre questo accordo condiviso non solo in un ricordo sentimentale, storico, da cartolina ingiallita dal tempo ma, al contrario da un forte collegamento con l'Italia attuale, trasformandolo in una grande opportunità economica".

Poi, sulla fine di Giulio Regeni: "Seguiamo con attenzione, accorata attenzione, ed insistenza gli sviluppi della collaborazione fra le attività inquirenti in Egitto  che stanno esaminando il caso della tragica fine di Giulio Regeni, barbaramente ucciso e contiamo di proseguire in questa attenzione e nel contempo è anche importante mantenere nello scacchiere dell'Egitto una fattiva collaborazione sia al buon fine dell'inchiesta che riguarda Giulio, sia per il ruolo importantissimo che l'Egitto può svolgere nello scenario libico".

Ed a conclusione  "Gli italiani all'estero sono una realta' importante, un ponte di collaborazione con numerosi Paesi. Sono una memoria della nostra storia anche recente. Una memoria alla quale non dobbiamo mai dimenticare di portare attenzione.
Poi l'annuncio "Io mi recherò l'8 di agosto in Belgio a Marcinelle, dove in una tragedia mineraria persero la vita 136 nostri connazionali che sono andati in Belgio a cercare lavoro, un futuro migliore. E questo accadeva nel dopoguerra della IIa Guerra Mondiale. Quindi non siamo in epoche così lontane.

Manteniamo rapporti con le nostre comunità nei limiti delle risorse. Dipenderà dalla benevolenza del Parlamento potenziare la rete degli Istituti di cultura ed anche delle nostre scuole italiane. Teniamo presente che gli elettori italiani all'estero sono un numero considerevole. Abbiamo un corpo elettorale di oltre quattro milioni di elettori effettivi un milione e duecentomila. Quindi siamo di fronte a numeri estremamente importanti.

Degli Italiani all'estero ci occupiamo in modo particolare nell'ambito dei negoziati Brexit per garantirea chi ha fatto la scelta di lavorare e studiare in quel Paese, condizioni migliori per il futuro.

Ma non ci occupiamo solo di persone, ci occupiamo anche di imprese, di soggetti economici.
E' forte l'impegno che il Governo intende sviluppare nella difesa del made in Italy, nel combattere le grossolane contraffazioni di nostri prodotti. L'uso e l'abuso del nostro nome da parte di chi non ha direttamente nulla a che vedere e di conseguenza sia nell'ambito della UE che degli organismi internazionali tenderemo ad operare".

  "Sostanzialmente in continuità con le precedenti linee" hanno commentato diversi parlamentari dopo aver ascoltato attentamente l'intervento del responsabile della politica estera italiana. Un commento che Moavero Milanesi non ha tenuto ad avallare soprattutto sulla questione dei migranti, laddove ha sottolineato come vi sia identità di vedute con il Ministro dell'Interno, anche se - qui il distinguo - il Ministro Salvini è anche un Segretario politico e come tale si esprime, mentre il ministro degli esteri non ha alcuna veste politica. (10/07/2018-ITL/ITNET)

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