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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - ITALIA/CUBA - GLI IDEALI UTOPICI DELLA RIVOLUZIONE CUBANA NELL'ARCHITETTURA DI VITTORIO GARATTI UN GRANDE ARCHITETTO ITALIANO A CUBA

(2018-03-12)

  Nelle Scuole Nazionali d’Arte per il Terzo Mondo a Cuba, il suo progetto più famoso realizzato insieme a Roberto Gottardi nel 1961, non ci sono facciate, colonne, porte con ingressi ed uscite, è la massima espressione spaziale della libertà, un continuum senza limiti che rappresenta la stessa apertura degli ideali utopici della rivoluzione.

Vittorio Garatti (Milano, 1927) è stato tra i redattori del primo piano regolatore della Cuba Rivoluzionaria, e tra i progettisti di quella che viene definita come l’unica vera architettura della rivoluzione, basata sull’integrazione innovativa tra differenti discipline artistiche.

Martedì 13 marzo alle ore 18.00 il MAXXI dedica a questa straordinaria vicenda l’incontro Vittorio Garatti a Cuba. Architettura e vita in cui l’architetto, insieme all’amico e allievo Jorge Antonio Fernandez Torres Direttore Museo Nacional de Bellas Artes, Direttore Oncena e della XII Bienal de La Habana, ripercorre la storia di una singolare avventura umana e artistica.
Introdotto da Margherita Guccione Direttore MAXXI Architettura, l’incontro vede la presenza di Alexis Ramon Seijo Garcìa Presidente ISA Istituto Superior de Artes Cuba, Christian Zecchin e Andrea Vertua Studio Garatti, Pietro Paolo Anella IN/ARCH Istituto Nazionale di Architettura, Alessandro De Magistris architetto Umberto Zanetti ZDA-Zanetti Design Architettura.

E’ una occasione unica per conoscere da vicino la storia del progettista e la sua esperienza cubana, a partire dalla fondazione dell’Istituto per la Pianificazione Fisica al Piano Regolatore di Cuba, dall’esperienza del padiglione cubano alla Esposizione Universale di Montreal del 1967, alla realizzazione della Scuola di Agraria e di Fertilizzanti Andreè Voisin a Guines nella campagna a sud dell'Avana, fino ad arrivare al suo progetto più famoso, quello delle Scuole Nazionali d’Arte.

Per Vittorio Garatti il contesto gioca un ruolo essenziale nella concezione delle forme, non solo come luogo ma soprattutto in quanto politica e società; insieme a Roberto Gottardi e al cubano Ricardo Porro da forma al progetto culturale della rivoluzione di Fidel Castro, senza porsi domande sull’utopia o sul ruolo politico del loro lavoro. Dice lo stesso Garatti: “Abbiamo realizzato un progetto che si inseriva in un contesto preciso, quello del trionfo della Rivoluzione e della liberazione dal regime. La Rivoluzione ha restituito dignità al popolo, ha pareggiato tutto, non c’era più la distinzione tra i ricchi e i poveri. Al trionfo della Rivoluzione i primi investimenti furono nel campo culturale, la campagna dell’alfabetizzazione, la conversione delle caserme in scuole, la creazione della scuola di medicina e di cinema e le Scuole d’Arte per il Terzo Mondo”. (12/03/2018-ITL/ITNET)

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