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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - TEATRO ITALIANO - SHAKESPEARE INTERPRETATO DA ZEFFIRELLI IN UN CONNUBIO FRA POESIA E MODERNITA' ALLA FONDAZIONE ZEFFIRELLI.

(2018-01-03)

  Zeffirelli e Shakespeare: d’Amico svela il rapporto con 4 conferenze in San Firenze. La prima martedì 9 gennaio (ore 18)  promossa dal Centro internazionale per le arti dello spettacolo – Fondazione Zeffirelli, dove sarà il critico teatrale, anglista e traduttore Masolino d’Amico ad affrontare il tema del rapporto tra Franco Zeffirelli e William Shakespeare.

Ogni incontro si terrà nella Sala Musica del Complesso monumentale di San Firenze (Piazza San Firenze 5) e nel corso della prima serata  d’Amico parlerà di Romeo e Giulietta, trasposizione cinematografica del 1968 dell’opera shakespeariana di cui Zeffirelli, con lo stesso d’Amico e Franco Brusati, fu coautore della sceneggiatura, e per la quale per la prima volta furono scelti due giovani attori – Olivia Hussey e Leonard Whiting – invece di una coppia affermata.
Il film ottenne un enorme successo, vinse due premi Oscar e quattro candidature, tra cui quella di Zeffirelli per la migliore regia.

Martedì 23 gennaio sarà la volta di Amleto, film del 1990 con Mel Gibson e Glenn Close, che fu diretto da Franco Zeffirelli e conquistò due nomination ai premi Oscar. 

Quindi martedì 6 febbraio d’Amico presenterà La bisbetica domata, film del 1967 diretto da Zeffirelli, con Richard Burton e Elizabeth Taylor nei panni dei protagonisti, capace di conquistare anch’esso due nomination agli Oscar.

  Infine il 20 febbraio il percorso si concluderà con l’incontro dedicato a Molto rumore per nulla, commedia messa in scena da Zeffirelli nel 1965 a Londra, e che, nella versione televisiva andata in onda due anni dopo, ebbe proprio d’Amico fra i curatori dell’adattamento. 

“Nei quattro incontri – dice Masolino d’Amico presentando le conferenze – vedremo come Zeffirelli ha interpretato Shakespeare, le cose che ha fatto e che poi altri hanno ripreso, cioè le sue intuizioni. Illustreremo scenografie e materiali, ma punteremo soprattutto sulle innovazioni che lui ha apportato nella rilettura dell’opera di Shakespeare. In Gran Bretagna questi era trattato in maniera aulica e con tanto poesia. Zeffirelli è andato oltre – prosegue d’Amico –, coniugando poesia e modernità. Per esempio in Romeo e Giulietta ha fatto sì recitare in costume, ma ha scelto attori giovanissimi, portando una ventata di freschezza all’opera. A tal punto che critica e pubblico gli hanno dato ragione: è stato un film di grande successo, ma senza divi, ed ha avuto il merito di avvicinare a Shakespeare tanti giovani, dando nuova popolarità a questi classici”  avendo il merito di avvicinare a Shakespeare tanti giovani, dando nuova popolarità a questi classici” (03/01/2018-ITL/ITNET)

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