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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - CONSULTA LEGALI ITAL - BARBAGALLO (SEGR.GEN.UIL): E' IL MOMENTO DI PASSARE ALLA FASE DELL'EQUO INDENNIZZO". 60% PRATICHE NON VIENE REMUNERATO. LA TENTAZIONE DI DENUNCIARE L'ITALIA ALLA CORTE EUROPEA.."

(2017-11-12)

L’incontro con la Consulta dei legali del Patronato ITAL UIL, impegnati sul fronte del contenzioso  giudiziario nella tutela dei diritti dei lavoratori e piu’ in generale dei cittadini italiani e italiani all’estero, ha offerto al Segretario Generale della UIL, Carmelo Barbagallo, l’occasione per stigmatizzare la realtà della tutela dei diritti in Italia e le difficoltà dei Patronati alla luce dell’’inadeguatezza dei rimborsi sui servizi resi dai Patronati ai cittadini (video

“Bisogna passare ad una fase di rivendicazione di  un equo indennizzo per il servizio che rendiamo alla collettività” ha dichiarato il Segretario Generale della UIL, ricordando: “spesso ci spiegano che danno i soldi al sindacato, ma in realtà danno dei rimborsi che non valgono nemmeno la metà del lavoro che facciamo.  Piu’ del 60% del lavoro che si svolge nei nostri uffici non viene, infatti, remunerato ed io ho avuto sempre la tentazione di denunciare l’Italia alla  Commissione europea perché si tratta di “appalti sottocosto” ed oggi la legge italiana non lo permette.  E pur stando così le cose,  chiedono al patronato di far pagare ai cittadini un ticket” ha ricordato Barbagallo”.

“Dovremo rivendicare con determinazione che l’appalto dato ai sindacati, per  curare le pratiche previdenziali o fiscali, sia remunerato in maniera equa. Abbiamo un sacco di lavoratori che svolgono le loro funzioni nei nostri centri di servizi, ha sottolineato  il Segretario Generale della UIL ai giornalisti , ebbene ‘devono avere la dignità di un lavoro remunerato e dignitoso’ .
Quanto all'ipotesi del ricorso alla Commissione UE, il leader della UIL afferma “sarebbe davvero una sconfitta per lo Stato italiano che un’organizzazione sindacale  denunci il Governo per non rispettare gli appalti e le regole degli appalti del nostro Paese.” In ogni caso, “Dobbiamo vedere se possiamo invertire questa tendenza perchè per  troppi anni ci hanno fatto il “taglio all'Umberta” (capelli cortissimi, come li portava il re Umberto I di Savoia (1844-1900-ndr.) ha stigmatizzato Barbagallo, e “questo è il momento giusto per  ristabilire eque condizioni ”.
“ In ogni caso – ha assicurato il Segretario Generale della UIL - noi  continueremo a fornire il servizio ai cittadini, pur avendo dato fondo a tutte le nostre risorse perchè l'eventualità di una chiusura dei nostri servizi sarebbe un danno per la collettività di questo paese. Il prezzo verrebbe pagato soltanto dai più deboli, coloro che vengono nei nostri uffici, non certo da  quelli che si rivolgono ai paradisi fiscali e  agli avvocati dei sistemi internazionali.” Di qui il ringraziamento del Segretario Generale agli avvocati della Consulta che continuano a  “svolgere questo lavoro con senso di appartenenza ad un sistema che cerca di fare il massimo per gli iscritti e per i cittadini che hanno bisogno del Patronato.”

“ Questo è un paese un po' anomalo e strano, ha proseguito Barbagallo. Noi abbiamo il più alto costo del lavoro nella media europea e i più bassi salari reali nelle tasche dei lavoratori.  Abbiamo il debito pubblico più alto d’Europa, ma abbiamo l'evasione fiscale, il pizzo e l'usura più alto d'Europa.  Nostro è ormai il record europeo sulla pensione, perchè in Germania a 67 anni  di età ci arriveranno nel 2030 e noi, secondo il ministro Padoan, ci dovremmo arrivare già dal 1° gennaio del 2019.  Stiamo facendo una trattativa, perché  se c'è una cosa che non ci servirebbe oggi è il  dover scendere in piazza per rivendicare diritti che a livello europeo vorremmo socializzare con tutti”.

Tutti ci dicono che non abbiamo pensato ai giovani ma  noi stiamo chiedendo di chiudere la trattativa proprio sulla  seconda fase che riguarda, appunto, i giovani e le donne. Chiediamo  una base di garanzia per i giovani che hanno fatto lavori frammentati e precari ed il riconoscimento del lavoro di cura e di maternità delle donne, e inoltre di  implementare la previdenza integrativa. Ma quando parliamo dei giovani ci dicono che c'è tempo e quando parliamo delle donne ci dicono che è troppo costoso.”

Ed allora a che punto siamo in Italia quanto a tutela dei diritti ?  Italialavorotv/Italiannetwork lo ha chiesto al Presidente del Patronato ITAL UIL, Giovanni Torluccio.

“La consulta dei legali è un appuntamento ormai annuale promosso dall’ITAL e dalla UIL  perchè riteniamo che i diritti dei lavoratori debbano venir tutelati in tutte le sedi, anche nelle aule giudiziarie. Ci siamo resi conto che soprattutto per quanto riguarda le malattie professionali l'INAIL è molto attenta a non riconoscere le patologie dei nostri  lavoratori” afferma il Presidente del Patronato della UIL, Giovanni Torluccio,  Ecco perché abbiamo messo in piedi questa Consulta , congiuntamente ad un Comitato tecnico scientifico, che dovrà vigilare sulla  questione relativa alle malattie professionali.”

“ Altro problema grosso è quello relativo alle questioni previdenziali: c'è la tendenza a ridurre al minimo i diritti degli individui. Di conseguenza, riteniamo che sia giusto che ogni patronato, ogni organizzazione sindacale si doti di una propria Consulta degli Avvocati in modo tale che possa lavorare a tutto tondo sulle questioni dei diritti, che ogni giorno vengono messi in discussione dalla giurisprudenza”  “Spesso – ha dichiarato Torluccio -  le sentenze, se sono troppo onerose per lo Stato, diventano inapplicabili per i lavoratori.”  Noi, però,  riteniamo  che i diritti siano diritti e che se un lavoratore ha diritto a delle prestazioni è giusto che lo Stato le riconosca. Altrimenti si neghino quei diritti e  si dica che in  questo Stato i diritti sono negati.!”

Motivo per cui stiamo lavorando perchè la Consulta dei legali  possa socializzare in Italia ed anche presso le nostre strutture all'estero sentenze,  orientamenti e studi che possano tutelare sempre di più  i diritti e la salute dei lavoratori, tenendo conto del fatto che le prestazioni del Patronato  si indirizzano fondamentalmente alle persone  più deboli. Al tempo stesso, ha aggiunto Torluccio,  abbiamo l'esigenza  di avere una struttura che sia in grado di dare risposte estremamente qualificate per tutelare lavoratori e cittadini sempre più vessati da uno Stato che qualche volta dovrebbe prestare più attenzione nei confronti dei cittadini. In fin dei conti sono essi lo Stato.”

Quanto al ricorso alla Commissione Europea, ventilato dal Segretario Generale della UIL ?

La posizione che ha espresso il segretario generale della UIL, ovviamente è la posizione ufficiale  del Sindacato, ed è anche evidente che bisogna cominciare a ragionare su tali questioni. E’ chiaro che se l'Europa ci da degli orientamenti deve essere anche in grado di tutelare gli Stati . Quindi, di conseguenza , l'idea di Barbagallo è un’idea eccellente e molto probabilmente si dovrebbero  forse utilizzare  questi strumenti anche in altre direzioni”

Quali ?  “Ad esempio,  per la nuova legge elettorale che di fatto non consente ai cittadini  di esprimere chiaramente il proprio parere”  è la risposta di Torluccio che dice  “La Costituzione dice che il cittadino ha il diritto di eleggere  ed individuare il proprio rappresentante. Ora  è chiaro ed evidente che questo diritto costituzionale  viene in qualche modo messo in discussione nel momento in cui si applica una legge di questo genere.”.

“Di conseguenza – ha proseguito il Presidente dell’ITAL UIL - noi crediamo che si debbano esperire  tutti i livelli di possibile tutela dei diritti dei cittadini, per i diritti e i doveri, perchè noi ricordiamo che – ed in questo caso sto parlando di un patronato che presta la propria opera a supporto dei cittadini deboli – che siamo alla ricerca di applicazioni dei diritti, che spesso, appunto, vengono messi in discussione: Pertanto, non  credo che non si possano considerare  una donazione i compensi che vengono dati sulle pratiche. Sono il frutto di un lavoro che ci conquistiamo tutti i giorni e sono sottopagati. Di conseguenza credo che ricorrere alla Corte europea per quanto riguarda il riconoscimento di tali diritti  sia un’idea ‘azzeccata’ e valuiteremo come portarla avanti".

Nel frattempo, quali i temi portati avanti nella due giorni della Consulta degli Avvocati ?
Ad entrare nel contesto dell’argomento è Maria Candida Imburgia, Direttore Generale del Patronato della UIL.
“Innanzitutto, sottolinea per noi questo è un importante momento dal punto di vista giuridico: di analisi e di approfondimento, perchè mettere a fattor comune le esperienze giuridiche degli esperti legali, per noi Ital che svolgiamo quotidianamente un  segretariato sociale, significa poter dare un servizio ai nostri concittadini di assistenza, di tutela, anche legale di qualità.

Gli argomenti trattati sono la previdenza innanzitutto, infatti i gruppi di lavoro sono tre, il gruppo previdenza, il gruppo assistenza, il gruppo malattie professionali ed infortuni sul lavoro.

Per quanto riguarda il gruppo della previdenza naturalmente l'argomento apice è quello dell'APE sociale, il tema caldo, direi, da questa primavera ad oggi, che ci accompagna, soprattutto negli ultimi tempi perchè abbiamo avuto il riscontro negativo che quasi il 70% delle richieste di APE sociale non sono state accolte dall'INPS. Questo significa che quelle risorse economiche che erano state destinate  al momento sono ferme. Il fattore positivo è, però, che c'è una speranza: ho partecipato ad  un tavolo di confronto tecnico all'INPS, un tavolo costruttivo,  era presente il patronato, l'INPS e il Ministro del lavoro. Un momento, direi, di dialogo costruttivo tra gli Enti, perchè l'INPS ha chiesto al patronato di collaborare per sanare tali richieste.”

Altro argomento cardine, affrontato dalla Consulta “gli infortuni e le malattie professionali dove al di là delle percentuali - ricordiamo a tutti che le malattie professionali sono aumentate negli ultimi 5 anni - ma dietro le percentuali c'è la salute delle persone e dobbiamo avere  la consapevolezza che non c'è stato proporzionalmente un aumento del riconoscimento delle malattie professionali” ha sottolineato il Direttore Generale dell’ITAL UIL, facendo presente come ci  siano – dietro i numeri - , persone che sono ammalate e che hanno fatto richiesta di riconoscimento ma che  si sono viste respinte le domande. Su questo argomento ci sono dei tavoli tecnici avviati, anche a livello territoriale, per sanare lo statu quo laddove la  burocrazia si è accanita, laddove c'è documentazione inesatta o incompleta. Per noi si tratta di onestà intellettuale perchè dietro quel decremento del riconoscimento delle malattie professionali c'è la salute di un cittadino”

Altro argomento al centro dell’attenzione della due giorni “La previdenza  perchè recentemente il 25 ottobre scorso, la Corte Costituzionale ha deciso che il bonus Poletti è legittimo. Anche questo  è un tema caldo”.(12/11/2017-M.F.-ITL/ITNET)

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