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FORMAZIONE - "FARE STAGE IN EUROPA": L'ISFOL PRESENTA UNA GUIDA PER FACILITARE LA FORMAZIONE ALL'ESTERO

(2008-10-09)

    E? stato presentato questa mattina, a Roma, presso il Centro Congressi Cavour, il primo manuale realizzato dall'ISFOL, per progettare uno stage ?su misura? in  uno dei 27 Paesi dell?Unione Europea.

All?incontro cui ? intervenuto il  presidente ISFOl, Sergio Trevisanato e in rappresentanza del Ministero del Lavoro la dottoressa Viscusi, hanno preso parte numerosi esperti che attraverso una disanima del manuale e delle proprie competenze hanno messo in luce l?importanza cruciale di una formazione all?estero per riuscire a collocarsi nel mercato del  lavoro sia in Italia che all?estero.

  ?E? evidente che c?? ancora molto lavoro da fare per cambiare gli atteggiamenti dei giovani verso la mobilit? in Europa. ? ha spiegato Ginevra Benini, curatrice del volume ? Con questa guida, realizzata dal Progetto Orientaonline dell?Isfol in collaborazione con il Centro Euroguidance Italy si ? voluto contribuire alla promozione della mobilit? giovanile di qualit?. Conoscere l?Europa attraverso l?esperienza di uno stage in uno dei Paesi membri ? conclude Benini - pu? facilitare notevolmente l?ingresso nel mondo del lavoro e offrire pi? di un vantaggio in termini di crescita umana e professionale.?

  Dello stesso avviso Gian Battista Rosa ACTL (Ufficio Stage) che ha rilevato l?importanza di finire all?estero il proprio corso di studio che ?insegna-  ha spiegato- a crescere come persone, a diventare pi? concreti e soprattutto aiuta a capitalizzare la propria esperienza attraverso un sistema di placement pi? efficiente?

  Il manuale, scritto in maniera chiara e intelligente e di facile ed immediata consultazione - come ha rilevato la giornalista Rosanna Santonocito che ha moderato il dibattito- aiuta a scegliere uno stage su misura tra quelli offerti nei 27 Paesi UE attraverso i consigli di 5 imprenditori e managers del Made in Italy e fornisce una selezione mirata di indirizzi e riferimenti indispensabili.?

  Obiettivo dell?iniziativa- hanno spiegato durante la mattinata-  ? stato quello di fornire un ?navigatore? per orientarsi nel mare delle offerte rappresentato dal mercato della mobilit? studentesca.
Una guida ? ? stato rilevato ? che si rivolge in particolare a quei giovani che pur non essendo vincitori del programma Erasmus Student Placement o Leonardo Da Vinci intendono fare un?esperienza di tirocinio all?estero. Pensando a loro il manuale ? stato progettato per essere uno strumento che parte  dalle strutture e aziende che promuovono stage in ognuno degli Stati membri, fino agli indirizzi dei principali organismi internazionali da contattare; il tutto corredato da numeri e informazioni utili per organizzare il soggiorno. La guida prevede 27 schede ritagliabili, una per ogni Paese dell?Unione Europea, tutte corredate da numeri ed informazioni utili. Notizie preziose che consentono di mettere a confronto i diversi sistemi e le potenzialit? di ogni Stato in modo da individuare lo stage ed il Paese pi? adatti alle proprie esigenze. 

  Il progetto del manuale nasce tra il 2006 ?Anno europeo della mobilit? professionale?  e il 2007 ?Anno delle pari opportunit??, tra le iniziative volute dalla Comunit? Europea per promuovere la mobilit? in Europa. Le statistiche rilevano che i giovani che scelgono di compiere uno stage all?estero rafforzando le proprie conoscenze e competenze, aumentano la possibilit? di trovare un?occupazione di elevato  livello. L?idea che la mobilit? rappresenti oggi una vera opportunit? ? confermata anche dai 5 ?testimonial? intervistati dall?Isfol. Si tratta di imprenditori e managers di aziende medio-grandi che diffondono il Made in Italy in Italia e nel mondo attraverso prodotti e servizi di alta qualit?, ai quali ? stato chiesto di rispondere ad alcune domande sull?importanza che attribuiscono, nella fase di selezione, alle esperienze di tirocini lavorativi effettuati all?estero dai loro futuri collaboratori. In tutti e cinque i casi ? emerso un grosso interesse nei confronti dei giovani che hanno gi? lavorato all?interno di aziende europee in quanto portatori di una cultura aziendale pi? aperta. Innanzi tutto la conoscenza non scolastica della lingua, requisito fondamentale per svolgere un?attivit? nell?area commerciale o in quella del servizio clienti,  ma soprattutto la capacit? di relazione con la clientela internazionale e la conoscenza delle regole dei diversi mercati che rappresentano quel valore aggiunto che solo chi ha fatto uno stage all?estero pu? vantare. Al di l? delle competenze tecniche, le cinque aziende sono concordi nel ritenere che un tirocinio in uno dei Paesi europei aiuti ad acquisire anche altre capacit? ritenute altrettanto importanti nel mondo del lavoro; solo per citarne alcune: l?adattabilit?, la flessibilit?, la disponibilit? ad apprendere e riposizionare le proprie competenze a seconda delle esigenze e dei contesti aziendali. In sintesi il consiglio che viene dal mondo dell?imprenditoria ? quello di considerare lo stage in Europa come un?esperienza di formazione non solo professionale, ma, soprattutto una carta decisiva da giocare nella ricerca del lavoro.


L?ultima indagine DSD (Dipartimento di Scienze Demografiche) - Isfol conferma che i giovani tra i 20 e i 34 anni mostrano ancora grosse resistenze rispetto alla possibilit? di spostarsi per motivi di lavoro, sia in Italia (meno del 30%), sia in uno dei Paesi europei (meno del 20%) e poco pi? del 25% solo per migliorare la propria situazione economica.

"Per sostenere la mobilit? dei lavoratori ? ha concluso la dottoressa Viscusi, Dirigente del Ministero del Lavoro- il nostro Ministero si ? mosso attraverso alcuni importanti obiettivi: il primo- ha spiegato ? quello di stabilire standard comuni per il riconoscimento delle qualifiche a livello europei; il secondo ? relativo ad un sistema di rilevazione dei dati in grado di fornire dati utili al raggiungimento di livelli essenziali dei servizi e delle prestazioni.
Il tutto- ha concluso- nell?obiettivo generale di superare le differenze che caratterizzano le diverse amministrazioni regionali e garantire cos? le pari opportunit? di accesso ai sistemi formativi nel rispettodella suddivisione dellecompetenze tra Stato e Regioni". (09/10/2008-ITL/ITNET)

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