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ITALIANI NEL MONDO....E NON SOLO - ASSOCIAZIONE ITACA ED IL VARIEGATO MONDO DELLE MOBILITA' NEGLI ANNI DUEMILA. PRES. MALPASSI NE ILLUSTRA I PROGETTI IN CORSO

(2017-10-16)

    L'associazione ITACA sulla mobilità umana  è, ormai una realtà pienamente attiva in diversi Paesi della vecchia Europa ed  in altri continenti, sebbene sia nata solo di recente. Think thank, osservatorio... e non solo. Una molteplicità di impegni nel mondo delle mobilità, vicino ai cittadini italiani ed europei, ma non solo.

Italiannetwork/Italialavorotv aveva anticipata, ad inizio d'anno, la notizia dei 'lavori in corso' sul progetto  nell'ambito di un' intervista  alla Presidente del Patronato INCA CGIL, Morena Piccinini. Qualche mese di rodaggio con la partecipazione ad alcune iniziative all'estero e la piena operatività di ITACA, associazione transnazionale con sede a Bruxelles, è ormai un dato di fatto del quale Italiannetwork/Italialavorotv ha approfondito i termini  con il suo Presidente  Andrea Malpassi.******

  "In  Europa e non solo in Europa - spiega Malpassi -  la vicinanza al mondo della mobilità ed alla sue problematiche  ci ha indotto a dare vita ad ITACA- acronimo di Italian and Transnational  Association  for communities abroad - alla luce dell'esperienza pluridecennale del patronato INCA -  e delle Associazioni INCA nel mondo - nell'assistenza e integrazione delle comunità dei cittadini italiani all'estero.  Partendo da questa considerazione, abbiamo ragionato sul come "metterla in rete" e accrescerne il valore alla luce del confronto con le nuove generazioni di italiani all'estero e l'impegno per l'ntegrazione delle comunità straniere.
ITACA nasce, quindi, con l'obiettivo di cogliere questa esperienza, metterla in rete e rilanciarla perchè sia a disposizione anche delle altre comunità migranti che faticano ad integrarsi nei paesi dove risiedono ed a perseguire la tutela dei propri diritti.  Una sfida, potremmo definirla, prosegue Malpassi, nel mettere a disposizione di tutti i cittadini in mobilità, comunitari e non comunitari, ciò che l'INCA sa fare e che ha fatto bene per tanti anni". riassume Malpassi.

In questa sfida privilegerete qualche aspetto in particolare ?

  "Sappiamo benissimo che la sfida è alta e per fare una cosa del genere non bastiamo solo noi. Nessuno ce la può da solo ! Quindi, il primo aspetto su cui stiamo lavorando è l'allargamento della nostra rete. La rete di conoscenze, ma anche la rete di relazioni. Stiamo coinvolgendo realtà associative, sociali, ed anche singole persone, residenti in tutto il mondo - non soltanto italiani - che scoprendo ITACA vogliono darci una mano, partecipare alla rete e portare competenze preziosissime. Penso, ad esempio, alle comunità di argentini presenti in Spagna, alle comunità di cittadini del Pakistan, del Bangladesh nel Regno Unito, dei brasiliani negli Stati Uniti... E, penso anche alle competenze individuali, di studiosi, giornalisti, persone che per spirito di volontariato vogliono attivarsi o sono già attive nel campo dell'integrazione degli stranieri in altri paesi. Tutto ciò con uno
spirito che è sempre quello di veder riconosciuta la libertà di circolazione, il diritto ad essere pienamente  integrati in qualsiasi paese ci si trovi.

Altro aspetto sul quale stiamo lavorando e sul quale lavoreremo moltissimo è quello dello studio e della ricerca. Un tema del genere non lo si affronta senza avere basi solide di competenza e di conoscenza, sia generale per quel che riguarda le normative, sia in ambito  comunitario, che nel contesto delle diverse aree geopolitiche mondiali" - fa presente il Presidente di ITACA, che precisa- "Stiamo parlando sia di competenze e conoscenze specifiche rispetto ai fenomeni migratori, sia in ambito locale che delle più generali regole e leggi di ogni singolo paese".

Quanto tutto ciò si lega o collega all'attività del patronato nel suo divenire ?

Alle attività di patronato in senso tradizionale in nessun modo rispetto all'attività già nota, chiarisce Malpassi,  la sfida è proprio quella di mettere a disposizione delle strutture che hanno una storia, una capacità e competenze derivanti dall'attività di patronato  affinchè possano allargare il ventaglio di servizi e dare risposte a tutte quelle domande e quei bisogni che ci sono e che non sono esauriti nelle attività tradizionali di patronato.  Per questo, dicevo, che è fondamentale studiare e conoscere" 

"ITACA, su impulso dell'INCA CGIL, gestisce e gestirà un "osservatorio" sulla mobilità internazionale, ovvero su tutti gli aspetti legati alle migrazione e, chiaramente, in tema di diritti connessi all'emigrazione, dalla libertà di accesso, residenza e soggiorno in un paese, ai diritti del mondo del lavoro, ai diritti sociali connessi al welfare locale o in area più ampia" stigmatizza Malpassi. "In questo senso abbiamo avviato alcuni  studi  avviati  in queste settimane, di carattere generale.  Primo fra tutti, uno studio che, partendo dalla nostra esperienza sul coordinamento delle politiche sociali europee, lo porterà avanti in vista di una revisione della vecchia legge europea sul coordinamento delle politiche sociali nei vari paesi, che - come abbiamo avuto modo di renderci conto in precedenti progetti - presenta numerosi  'buchi'. Sappiamo, d'altra parte che c'è l'intenzione di rivederla ma non sappiamo in che senso. Quello che noi stiamo facendo è cominciare a studiare la legge attuale per insistere su quali sono gli aspetti che, secondo noi, andrebbero cambiati, affinchè ci sia davvero una tendenza all'armonizzazione delle politiche sociali tra i  paesi europei".

"Un altro studio che abbiamo deciso di privilegiare - prosegue il Presidente di ITACA - riguarda la presenza di altre comunità all'interno di paesi stranieri. Comunità non italiane ! Quindi abbiamo avviato una ricerca sulla presenza dei cittadini argentini in Spagna. Sappiamo che il fenomeno è fortissimo. Per molti giovani nasce quasi automaticamente alla fine del ciclo di studi per la facilità linguistica e come trampolino verso altre realtà europee".

Ed ancora "Un altro studio sul quale ITACA è impegnata  riguarda le comunità dei cittadini del Bangladesh e del Pakistan nel Regno Unito. Abbiamo scoperto che in larghissima parte si tratta di cittadini italiani provenienti dal Bangladesh e dal Pakistan, ovvero di cittadini che hanno vissuto in Italia per un lungo periodo, hanno la nazionalità italiana e si sono trasferiti da tempo, talvolta anche da un decennio nel Regno Unito. Quindi parlano perfettamente l'italiano ed hanno bisogno, ad esempio, delle nostre attività consolari, oltre che per consulenze sui contratti di lavoro e l'accesso alle politiche sociali in UK. Una scoperta che però ci fa capire come anche nella attività di patronato ci sia oggi bisogno di rivolgersi non soltanto alla tradizionale comunità italiana ma, in questo caso, alla  comunità italiana di origini bengalesi"

Altra iniziativa sulla quale il Presidente di ITACA si sofferma "Abbiamo privilegiato uno studio sulla comunità italiana a Malta. A Malta non opera alcun patronato. Però è presente  una comunità di cittadini italiani cospicua e forte, non soltanto dal punto di vista imprenditoriale come si immagina, ma anche dal punto di vista giovanile. A Malta spesso si va per l'Erasmus, ma poi spesso  si resta. Allora bisogna avere a che fare con la burocrazia locale, la normativa sul lavoro, sul soggiorno e la residenza. Una comunità italiana che si sta ampliando in maniera esponenziale. Che ha bisogni, domande. Che ha necessità di essere assistita, non soltanto nella fase iniziale anche se apparentemente si tratta di una realtà aperta"

"Nel nostro lavoro, d'altra parte, aggiunge il Presidente, aprendo un altro capitolo sull'attività di ITACA, stiamo insistendo sulla mobilità dei cittadini dei paesi terzi, fuori della comunità europea,  rientrati nei loro paesi di origine, come la Tunisia, il Senegal, il Marocco. In questo ambito si collocano le iniziative portate avanti da ITACA tese all'integrazione culturale ed al superamento di quelle barriere di diffidenza tra culture e sensibilità religiose diverse, favorendo ogni tipo di iniziativa che possa portare ad un
intreccio e ad un incontro. E lo facciamo partendo da momenti anche semplici come è stata la coppa ITACA a Tunisi, un torneo di calcio tra i bambini delle periferie di Tunisi all'interno di un oratorio salesiano . Od i tavoli di lingua italiana o di inglese a Londra, il Club della lingua italiana a Tunisi perchè  i bambini al momento della scelta della terza lingua scolastica oltre il tunisino ed il francese, possano scegliere l'italiano con una base di conoscenza iniziale della nostra lingua"

Risultato dei buoni rapporti con le autorità tunisine...

Spiega Malpassi "C'è un grande riconoscimento per l'impegno dell'INCA e per il lavoro che stiamo facendo, da parte delle autorità locali in Tunisia, a partire dalle forze più interessate ai temi sociali, quelle sindacali, ma spesso si tratta anche di forze che non avevamo mai incontrato prima, come quella della realtà scolastica religiosa organizzata a Tunisi. Ci sono strutture importanti, storiche, che hanno lavorato per l'integrazione, la formazione, la conoscenza,  con le quali condividiamo una base valoriale  nell'approccio alla presenza e al dialogo sul territorio, per cui si stanno costruendo e mettendo in piedi delle esperienza che fino a quelche anno fa sarebbero state inimmaginabili. Da parte nostra c'è la massima apertura per scoprire,  con molta umiltà, tutto quello che non sappiamo e che qualcuno fa meglio di noi e che  possiamo fare meglio insieme"

Ed a proposito di integrazione:  in Germania sta cambiano la percezione di una parte della società nei confronti dell'integrazione...

  "La sorpresa degli ultimi risultati elettorali in Germania, una sorpresa negativa, ovviamente è stata quella di scoprire che anche laddove apparentemente si affronta con politiche migratorie diverse, inclusive, o almeno dichiarate tali, in realtà poi si arriva a prendere atto di un sentimento popolare che invece è chiuso, è ostile, è diffidente e impaurito.
Noi lì dovremo portare avanti un lavoro che non è semplice però è l'unico possibile, cioè partire dalla bella anche se faticosa esperienza dell'integrazione delle comunità italiane, che anche solo linguisticamente risultava difficile. Un'integrazione che ha raggiunto livelli molto importanti e riconoscimenti spesso anche istituzionali e da parte degli stessi degli stessi cittadini  a livello municipale,  locale, fra le forze sindacali, i partiti politici, nelle istituzioni. A mio avviso,  servirà spingere molto su questo esempio, sottolineando come con un lavoro anche paziente e concreto,  partendo dai bisogni reali, e dall'incontro dei migranti con il welfare locale, le possibilità di accesso al lavoro, i contratti di lavoro, si possa aiutare i cittadini migranti ad integrarsi più facilmente e quindi a creare un contesto sociale meno preoccupato, non spaventato."

  Fra le questioni al centro dell'attenzione sulla mobilità in Europa è decisamente desta l'attenzione sugli effetti della Brexit. Una questione sulla quale Andrea Malpassi è in prima linea anche nella sua qualità di responsabile dell'INCA UK.

"Come ITACA abbiamo deciso subito di attivare un Osservatorio Brexit perché sarà un problema di lungo periodo. Soltanto le trattative per l'uscita dall'Unione Europea dureranno perlomeno fino al marzo del 2019 e forse molto di più. Inoltre è un tema che incide su milioni di cittadini, basti ricordare che solo in questo momento sono tre milioni i cittadini comunitari che vivono  sul territorio britannico e sono più di un milione e duecentomila i cittadini britannici presenti sul territorio europeo, quindi parliamo di oltre 4 milioni di persone formalmente presenti, anche se poi sappiamo che possono essere molte di più.
In questa trattativa è chiaro che il nostro punto di interesse privilegiato è sulla possibilità non solo di permanenza dei cittadini comunitari con piena titolarità all'interno delle aree in cui hanno scelto di vivere, ma il nostro interesse è che rimanga aperta quella frontiera, in osservanza del principio di libertà di circolazione.  Uno dei temi chiaramente posto nell'agenda delle trattative, ma che sta lì come un macigno tra i famosi tre punti alla base delle trattative preliminari. Ovvero i fondi che il  Regno Unito dovrà restituire all'Unione europea, la frontiera tra l'Irlanda del nord e la repubblica d'Irlanda e la libertà di circolazione delle merci, dei capitali e delle persone. Ora sarebbe negativo si trovasse un accordo per il mercato, quindi le merci
e i capitali, a scapito di quella che è la libertà di circolazione, il tema più delicato perché investe davvero la vita di milioni di persone.  Ma da parte del governo inglese c'è  una posizione ondivaga. Si dice che non verrà toccato chi è arrivato negli ultimi cinque anni, ma non si dice nulla su chi e come potrebbe entrare. Non c'è, quindi, una posizione rassicurante."

Il presidente di ITACA, dopo aver fatto presente come da parte dell'Unione Europea vi sia una grande attenzione nell'ascolto degli stakeholder - prova ne sia l'incontro con il mondo sindacale, conferma l'impegno di ITACA " Noi non molliamo di un millimetro. Seguiremo tutti i giorni questa vicenda. Fra l'altro abbiamo realizzato una rassegna stampa dei  principali media italiani e britannici su questo tema, per raccontare non solo i fatti concreti ma anche i rumors, le sensazioni e gli stati
d'animo. Al tempo stesso partecipiamo sui due lati della Manica a diverse "piattaforme" e tavoli di lavoro con altri soggetti, che ci permette non solo di conoscere meglio quella realtà ma di poter essere anche più incisivi" In tale contesto il Presidente di ITACA cita la piattaforma "Together forward"  nel Regno Unito la realtà costruita con molte altre forze di qualsiasi estrazione sociale, politica, culturale, impegnata nel porre l'accento sulla condizione dei cittadini comunitari in UK nell'ottica della libertà di permanenza e circolazione."

  Ma l'Osservatorio su Brexit non è l'unico promosso da ITACA, precisa il suo Presidente, puntualizzandone le caratteristiche "un grande raccoglitore su vari temi specifici", come quello sulle nuove emigrazioni, o degli argentini in Spagna,  dei cittadini di origine Bengalese o Pakistana ma con nazionalità italiana presenti in UK. Altri due filoni dell'osservatorio saranno sicuramente
sulla diaspora dei rumeni nel mondo, in collaborazione anche con l'INCA Romania per conoscere le dinamiche delle  comunità rumene nei vari Paesi. E' realtà l'importante Osservatorio sulla formazione dei migranti in Uruguay.  Punto forte dell'osservatorio saranno sicuramente le politiche sociali europee, nonché il diritto di circolazione e migrazione all'interno di aree come quella dell'America latina, dove il fenomeno migratorio oggi è fortissimo." Cita Malpassi, a questo proposito lo "sportello migranti" nella struttura INCA di San Paolo, a disposizione non soltanto dei cittadini
italiani, ma di tutti i cittadini migranti." "ll Brasile - fa notare -  è un paese di emigrazione, divenuto oggi paese di forte immigrazione, perché è il paese economicamente più forte dell'area geopolitica. Si parla di milioni di cittadini che vengono dalla Bolivia, dall'Uruguay, dall'Argentina, da tutte le aree confinanti e le istituzioni, oltre che le forze sociali e sindacali di quel paese si trovano oggi ad affrontare il nuovo tema dell'immigrazione. La nostra esperienza, in tal senso, è  appunto arricchita da studi
e da relazioni sempre più ampie. Siamo convinti, d'altra parte, che sia  fondamentale per comprenderne le dinamiche. "

In sintesi, all'Associazione transnazionale ITACA, con sede a Bruxelles, hanno aderito finora diverse associazioni, pur nel breve periodo dalla sua nascita. ITACA è attiva su moltissimi tavoli in ambito comunitario su temi specifici, com l'espulsione dei cittadini comunitari, o l'integrazione. "Si pensi - fa notare il suo Presidente - a Bruxelles quante realtà migratorie ci sono". Collaborazioni su iniziative di studio o ricerche per lo scambio di informazioni, materiali, competenze. "Il ventaglio di potenzialità che riscontriamo in queste prime mosse è impressionante" dichiara Malpassi, "esiste in questo momento non soltanto in Europa, ma praticamente ovunque una competenza diffusa, che spesso si organizza in piccole realtà, al di là delle grandi sigle che conosciamo e che fanno assistenza di carattere umanitario. Si è diffusa nel pianeta una rete di competenze magari locali, parcellizzate, che è straordinaria, però tutte queste competenze non sono mai messe a rete in un ambito più ampio. Il nostro impegno, nei limiti delle nostre forze e capacità, è proprio quello di cercare di costruire dei legami per mettere a disposizione  tutte queste conoscenze, ampliandole,sulla base di quel che sapremo fare". conclude il Presidente di ITACA, Andrea Malpassi.

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Andrea Malpassi è responsabile del Dipartimento Politiche Migrazioni e Mobilità Internazionali del Patronato INCA CGIL e Presidente dell'INCA nel Regno Unito. (16/10/2017-M.F.ITL/ITNET)

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