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IMPRESE ITALIANE ALL'ESTERO - "COSTRUZIONI ITALIANE NEL MONDO". BOZZETTI(PRES.ANCE):"NONOSTANTE LA CRISI IL NOSTRO SETTORE ALL'ESTERO E' IN CRESCITA. SOSTENIAMO GLI IMPRENDITORI COME "SISTEMA ITALIA"

(2008-10-07)

  “Il dato del lavoro all’estero delle nostre imprese, 127% negli ultimi cinque anni, e del 23% in quest’ultimo anno, è molto buono, fa vedere una grande crescita, soprattutto delle medio-piccole imprese italiane, che finora non si erano affacciate sul mercato estero.” E’  l'Ing. Paolo Bozzetti, Presidente dell'ANCE, l'Associazione Nazionale Costruttori Edili, ad affermarlo alla luce del recente rapporto sulle Costruzioni Italiane nel Mondo, prodotto dall'ANCE, nel corso di un’intervista rilasciata ad ItaliaLavorotv/Italian Network (video on line su www.italiannetwork.it) al termine dell'incontro promosso dall'ANCE in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri sulle  "Costruzioni italiane nel mondo: successi e prospettive della collaborazione tra imprese e Istituzioni" .

All’incontro, cui hanno partecipato il sottosegretario di Stato agli Affari Esteri Vincenzo Scotti, il ministro plenipotenziario Giandomenico Magliano Direttore Generale del MAE, il presidente dell’Ance, Paolo Bozzetti, il vicepresidente dell’Ance delegato all'internazionalizzazione, ing. Giandomenico Ghella e il direttore generale della promozione scambi del Ministero dello Sviluppo Economico, Gianfranco Caprioli, è stato presentato il rapporto Ance sulla “Presenza delle imprese di costruzione italiane nel mondo 2007", dal quale emerge che le aziende italiane sono presenti in 79 Paesi e sono 9 i nuovi Stati nei quali sono stati acquisiti lavori nel 2007.
Attualmente i cantieri all’estero sono 502, per un totale di oltre 34 miliardi di euro, mentre le nuove commesse ottenute dalle imprese italiane nel 2007 sono state 185, per un importo globale che supera gli 11 miliardi di euro.

In sintesi una situazione in controtendenza con il momento contingente in Italia  “Un risvolto della medaglia, un dato positivo – afferma Bozzetti – che non corrisponde alla situazione di crisi complessiva del mercato italiano, che soffre per la mancanza di risorse nelle infrastrutture  e per tutte le difficoltà che sappiamo e conosciamo in questo momento di scenario globale difficile. E’ chiaro che per essere forti all’estero l’industria delle costruzioni può fare molto in questo momento difficile, perché abbiamo due milioni di occupati in Italia, perché è una grande industria, e contribuisce al 13 % del prodotto interno lordo, e quindi è chiaro che bisogna essere forti a casa per poterlo essere anche all’estero.”

  “In questi ultimi due anni - spiega il presidente dell’Ance - ci siamo dati da fare comunque molto come associazione, per cercare di assistere meglio, e come "sistema paese", le nostre imprese di costruzione".
"Fino a poco tempo fa, fa presente Bozzetti, si andava assolutamente da soli. L’imprenditore con la valigetta andava a conquistare uno spazio nei mercati stranieri, oggi cerchiamo di assisterli, ma è indispensabile l’aiuto del governo."

"Abbiamo già organizzato delle missioni, andiamo con le banche, andiamo con l’OICE (Associazione di categoria, aderente a Confindustria, che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica), che sono i progettisti italiani, andiamo con gli architetti italiani e cerchiamo di andare come sistema, come filiera delle costruzioni. Questo aiuta il Made in Italy in assoluto, perché quando vai in un settore come sistema paese ti porti dietro tutto il resto, i servizi, la cultura del paese"

Poi "…ci sono alcuni paesi del bacino del Mediterraneo e dell’est europeo dove l’accoglienza nei nostri confronti è ottima, e si tratta poi di esserci e dimostrare di esserci seriamente come sistema.”

  “Il sottosegretario Scotti si è dimostrato  molto sensibile a questa nostra attenzione, a queste nostre proposte, infatti sta nascendo una collaborazione “in costruzione”. Quella di oggi – afferma, poi, il Presidente dell'ANCE -  è una giornata di riflessione, ma avremo, molto presto e spesso, riflessioni interne per migliorare questo tipo di servizio e di supporto, cosa che gli altri paesi europei fanno da tanto tempo. In questo vedo una possibilità di crescita esponenziale dei risultati.”

  “I risultati ci sono stati e dobbiamo consolidarli per farli crescere ancora, sicuramente siamo accolti bene, e mi riferisco ai paesi del est europeo e Nord-Africa, però non dimentichiamoci che in Sud-America abbiamo presenze, in termini di lavoro svolto, maggiori in assoluto. E’ chiaro che la penetrazione nei mercati occidentali avanzati è più difficile, questo è evidente, ma quello che ci interessa è consolidare la nostra presenza nel bacino del Mediterraneo, dove, giustamente, siamo deputati e siamo naturalmente e più probabilmente presenti, dove esistono legami culturali. Non dimentichiamo che essere presenti significa portare occupazione sul posto, interscambi sul piano della formazione del personale. Cito esempi come Romania, Bulgaria, paesi del nord Africa, per capire quale aiuto la nostra politica di assimilazione, interconnessione, di stringere rapporti, di superare alcune possibili conflittualità,  può portare, l’industria delle costruzioni più di qualunque altra, su questo piano.”

  “Stiamo sempre a parlare dei nostri difetti, aggiunge, infine, il Presidente dell'ANCE, quando comunque siamo bravi nel fare quello che facciamo, come ad esempio le costruzioni." E mette in evidenza "In particolare siamo apprezzati sulla capacità di recupero e di riqualificazione di edifici storici. Abbiamo delle città dell’est europeo, ma anche un po’ dappertutto, questa è una cosa curiosa, inizialmente uno non ci pensa, ma oltre al cibo, alla moda, alla meccanica leggera, siamo percepiti, e mi sembra giustamente, visto il patrimonio storico che abbiamo, degli esperti in questo senso, sia dal punto di vista della progettazione, sia per la nostra capacità di fare e di recuperare. Il tutto legato al nostro inconfondibile stile, presente anche nell’arredamento delle nostre case. Sicuramente – conclude Bozzetti -  in questo, potenzialmente,  non abbiamo concorrenti”.(07/10/2008-ITL/ITNET)

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