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ITALIANI E ITALIANI ALL'ESTERO - VOTO REFERENDUM - ROSSI(TRENTINO), KOMPATSCHER (BOLZANO), CROCETTA(SICILIA), SERRACCHIANI (FVG): "OCCASIONE PERSA"

(2016-12-05)

“La vittoria del no è un'occasione persa per l'Italia, ma anche un'occasione persa per la nostra autonomia", ha dichiarato il presidente del Trentino Ugo Rossi. “Gli ultimi 70 anni comunque dimostrano – aggiunge Rossi - che sappiamo tutelare e sviluppare la nostra autonomia anche senza clausola di salvaguardia”. Ugo Rossi si è comunque detto preoccupato “per il divario del risultato tra Bolzano e Trento”. In Alto Adige, infatti, il sì ha toccato il 64%, mentre in Trentino il no ha superato il 54%.
“La maggioranza dei trentini ha preferito votare con il trend nazionale contro Renzi. E' importante ora restare uniti, per non dare la percezione che l'autonomia sia una questione puramente etnica e linguistica”.

Per il presidente della Provincia Arno Kompatscher è un "segnale a favore dello sviluppo della nostra specialità”. A livello locale - ribadisce Kompatscher – “dalle urne esce un mandato nei confronti della giunta provinciale a proseguire nelle trattative con il governo per lo sviluppo ulteriore dell'autonomia. La priorità, a questo punto, diventa quella di porre le condizioni affinché la necessaria revisione dello Statuto possa aver luogo senza rischi, ovvero, come previsto anche dalla clausola di salvaguardia inserita nella riforma, in accordo tra Roma e Bolzano”.
“Renzi si è sempre dimostrato un partner affidabile, - afferma Kompatscher - e ha mantenuto la parola data. Ora speriamo che questa fase di instabilità possa essere superata in maniera rapida, e che possa riprendere il dialogo per lo sviluppo dell'autonomia”.

"Cambi nel governo dopo l'esito referendario? Incontrerò il segretario del Pd Fausto Raciti per discuterne con lui, con molta serenità”. Così il presidente della regione Sicilia, Rosario Crocetta, sui risultati del referendum in Sicilia, dove ha prevalso nettamente il 'No' con il 71%. Crocetta quindi aggiunge: “Non abbiamo bisogno di scontri nel Pd, nel governo, all'interno della coalizione e neppure all'esterno. Servono invece coesione e confronto”.

Per Debora Serracchiani, vicesegretaria del Partito democratico e presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, “il giorno dopo rimane la tristezza. Il grande sforzo profuso per cambiare in meglio il Paese non è andato a buon fine ma il nostro impegno per l'Italia non finisce qui e rimarrà altissimo. Grazie a tutti quelli che hanno creduto assieme a noi in questa sfida”. (05/12/2016-ITL/ITNET)

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