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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - STATI UNITI - ASTRATTISMO ITALIANO A NEW YORK: IMPEGNATIVA SFIDA ALLE TRADIZIONI ARTISTICHE DAL 1910 AL 1950 ALLA SPERONE WESTWATER GALLERY

(2015-12-30)

  Ancora un mese per visitare la mostra "Painting in Italy 1910s-1950s: Futurism, Abstraction, Concrete Art" alla Sperone Westwater Gallery di New York fino al 23 gennaio 2016 sull'astrattismo in Italia  nella prima metà del XX secolo, con l'apporto di 119 opere di 32  artisti.  Una prosecuzione dell'iniziativa ospitata al MoMa fra il dicembre 2012 e l'aprile 2013 con un respiro internazionale, attraverso le tre dimensioni dell’astrattismo italiano passato dal  Futurismo, dalle prime ricerche di Giacomo Balla degli anni 1912-1913 all’Aeropittura degli anni 1930 all'Arte concreta degli anni 1945-1950.

Un contesto ampiamente illustrato dal gallerista  Gian Enzo Sperone  e dalla prof. Maria Antonella Pellizzari, Docente al Departement of Art and Art History dell'Hunter College e al The Graduate Center a New York.

Tre periodi che vanno dai primi anni del 1900 fino alla fine del 1950, a cominciare da Giacomo Balla e l'abbraccio di Enrico Prampolini del manifesto futurista allo sviluppo della pittura astratta italiana sotto le crescenti pressioni politiche del Fascismo.

Le opere in mostra sono unite dalla impegnativa sfida alle tradizioni, con una forte spinta alla sperimentazione ed un fervido impulso rivoluzionario. Spesso si tenta di trascendere la materia, le sue linee, il colore, la supperficie per indagare il valore emotivo del soggetto, come nell'Aeropittura in cui appare fra i soggetti più utilizzati l'auto ed il suo movimento. Il pittore astrattista Theo Van Doesburg si espresse così sull'argomento  nel 1930, "nulla è più tangibile e più reale di una linea, un colore, una superficie ... nella pittura, una donna, una mucca o un albero è più astratto, più irreale, più vago di un superficie o una linea "
 
La mostra  trasmette un resoconto storico complesso del difficile rapporto tra arte e politica in Italia durante il periodo tra le due guerre e del dopoguerra, che attesta i dossi, curve, utopie e traumi vissuti da un gruppo eclettico di artisti che lavorano per affermare un nuovo linguaggio pittorico sfidando i principi dominanti della loro cultura.

La mostra presenta le opere di Carla Badiali, Giacomo Balla, Gianni Bertini, Annibale Biglione, Enrico Bordoni, Corrado Cagli, Roberto Crippa, Ezio D'Errico, Nino Di Salvatore, Nicolaj Diulgheroff, Gianfranco Fasce, Fillia, Lucio Fontana, Albino Galvano, Augusto Garau, Alberto Magnelli, Sante Monachesi, Gianni Monnet, Bruno Munari, Mario Nigro, Ideo Pantaleoni, Adriano Parisot, Enrico Prampolini, Mario Radice, Mauro Reggiani, Manlio Rho, Filippo Scroppo, Atanasio Soldati, Ettore Sottsass, Tato, Giulio Turcato, e Luigi Veronesi.(30/12/2015-ITL/ITNET)

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