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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - IMMIGRAZIONE - PATRONATO INCA E CGIL AVVIANO RICHIESTE DI RIMBORSO, DOPO LA BOCCIATURA UE, SOVRATTASSA SUI PERMESSI DI SOGGIORNO

(2015-10-15)

  Il governo intervenga immediatamente per abrogare il decreto 304/2011, laddove prevede il contributo aggiuntivo da 80 a 200 euro per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno, che è stato definito dalla Corte di Giustizia europea sproporzionato e di ostacolo alle finalità di integrazione e accesso ai diritti stabilite dalla normativa comunitaria. E’ la richiesta che Morena Piccinini, presidente Inca e Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, a nome della confederazione del patronato, hanno rivolto all'esecutivo in una lettera inviata al ministri dell’Economia, Pier Carlo Padoan e dell'Interno, Angelino Alfano.

Nella missiva si ricorda che già nel 2012, appena in vigore la norma sulla sovrattassa, Cgil e Patronato Inca avevano presentato un ricorso al Tar del Lazio ritenendo tale tributo fortemente iniquo e che è stato lo stesso Tribunale Amministrativo a chiedere un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea; sentenza che è arrivata poi il 2 settembre scorso, con un segno positivo. Infatti, accogliendo le obiezioni di Cgil e Inca, ha definito l’odioso obolo a carico degli stranieri richiedenti il permesso di soggiorno  “sproporzionato” e in aperta contraddizione rispetto alle finalità di integrazione e di accesso ai diritti previste dalle norme europee.

Ora che la questione torna nelle mani del Tar del Lazio, chiamato comunque a pronunciarsi sulle modalità con le quali il governo italiano sarà tenuto ad osservare coerentemente la decisione del Tribunale europeo, Cgil e Inca tornano sull’argomento per chiedere un immediato intervento che non faccia perdere altro tempo, poiché “appare evidente - sottolineano nella lettera inviata ai ministri dell’economia e dell’interno - che comunque la sentenza europea sarà condizionante per il giudizio del Tribunale Amministrativo; pertanto, l’importo del contributo dovrebbe essere comunque rivisto in quanto ora privo delle necessarie basi giuridiche".

Si tratta di indebiti, quindi, che dovranno essere rimborsati. E il patronato della Cgil non resta a guardare. In tutti gli uffici dell’Inca territorialmente presenti e nelle Camere del Lavoro si stanno già raccogliendo i moduli di richieste per ottenere la restituzione delle somme pagate a partire dal 2012, perché riconosciute non dovute. Anche se questa operazione non risolve il problema per chi si accinge a fare oggi domanda del permesso di soggiorno, è un modo per avanzare un ulteriore sollecito al governo affinché intervenga con urgenza. “Infatti – avverte Claudio Piccinini, coordinatore degli uffici immigrazione dell’Inca -  fino a quando il decreto non sarà definitivamente annullato, i suoi effetti rimangono in vigore. Ancor oggi, chi chiede di rinnovare il permesso di soggiorno è tenuto, nonostante la Sentenza della Corte di giustizia europea, a pagare ancora la sovrattassa. Per questa ragione, nei nostri uffici, contestualmente al rinnovo del permesso facciamo compilare la richiesta di rimborso di ciò che è stato appena versato. Questo avverrà fintantoché, il governo non prenderà atto della decisione della sentenza del Corte di Giustizia europea modificando la normativa e annullando i suoi effetti, prima che arrivi la cancellazione da parte del  Tar del Lazio”. (15/10/2015-ITL/ITNET)

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