Sponsor
|
DA VINITALY UNA PROPOSTA DI UMBRIA E PROVINCIA DI TRENTO PER IL RILANCIO DEL VINO DI CANA
(2008-04-07)
Rinasce dopo 2000 anni, per mano dei Salesiani di Betlemme, il vino di Cana. L?annuncio arriva dal Vinitaly, nell'ambito del Progetto Cremisan, che vede uniti l?Assessorato alla solidariet? internazionale della Provincia autonoma di Trento, l?Istituto agrario di San Michele all?Adige, l?associazione non governativa VIS (Volontariato internazionale per lo sviluppo), la Regione Umbria, associazioni e wine maker di fama internazionale come Riccardo Cotarella.
Cremisan, a cinque chilometri da Betlemme e dodici da Gerusalemme, ? un nome noto in Palestina: dai vigneti e dalla cantina del convento dei Salesiani esce infatti il ?vino di Cana?. Vigneti e cantina che, costruzione del muro permettendo (il muro che gli israeliani stanno erigendo per separare Israele dai territori palestinesi), saranno oggetto di un progetto di rilancio che prevede il rinnovamento e riqualificazione degli storici vigneti e la ?ristrutturazione integrata? della cantina vinicola.
Il problema principale della storica cantina di Cremisan, dove si producono circa 500.000 bottiglie di vino all?anno, ? dato dalle condizioni critiche nella quali versa e che impongono il restauro della stessa, l?adeguamento delle tecnologie ed il rafforzamento delle conoscenze enologiche. Attualmente, ad occuparsi della cantina ? infatti un padre salesiano che, ormai anziano, non ? pi? nelle condizioni di garantire la qualit? del processo di vinificazione e che nessuno in loco ? attualmente nelle condizioni di sostituirlo. A questi problemi si affianca quello, pi? grave, della costruzione del muro, che entro dicembre probabilmente taglier? praticamente fuori il convento e la cantina dalla comunit? palestinese del vicino villaggio di Al Walaja, quindi sar? pi? difficile sia l?entrata dei lavoratori che dell?uva prodotta in territorio palestinese, anche se il Governo israeliano ha garantito la possibilit? di avere un cancello e una serie di permessi di entrata per i lavoratori. I Salesiani intendono per? continuare a lavorare con la comunit? palestinese, e anche nella prospettiva futura che la cantina venga a trovarsi in territorio israeliano, ? gi? stata individuata un?altra comunit? palestinese con la quale collaborare (anche se il coinvolgimento di questa comunit? richiederebbe la conversione dei vitigni che attualmente producono uva da tavola).
Attualmente ? in corso di realizzazione il recupero di tutta la terra del convento, nella quale verr? realizzato un impianto di vigneto di dimensioni considerevoli. Gli utili della cantina andranno a coprire i costi di alcune realt? salesiane rivolte alla comunit? palestinese (ad esempio il centro di formazione professionale di Betlemme) e reinvestiti in attivit? sociali ed educative. La richiesta della Cantina di Cremisan (e del VIS che ha attivato un progetto) ? di formare presso la scuola dell?Istituto agrario di San Michele all?Adige un paio di persone per poter in prospettiva sostituire l?attuale responsabile. L?Istituto agrario sta per altro valutando la possibilit? di inviare a Betlemme un proprio tecnico per analizzare meglio la situazione e accompagnare la fase di rilancio della cantina: un?analisi pi? complessiva della situazione della cantina dal punto di vista tecnico e organizzativo, finalizzata ad evidenziare le debolezze, le potenzialit? e i bisogni, potr? cos? aprire la strada alla progettazione dei successivi interventi di formazione, assistenza tecnica o di altro tipo.
La Cantina di Cremisan costituisce un importante punto di riferimento dell?economia della zona perch?, anche nei momenti pi? duri, ha dato lavoro a circa 45 famiglie di palestinesi. Ora ? questa la convinzione e l?intento dei promotori del progetto ? si potrebbe rilanciare la sfida volta a proseguire la produzione di uva da vino, come avviene da millenni, confidando anche in un miglioramento della situazione politica che potrebbe riaprire la ?Terra Santa? ai pellegrini di tutto il mondo.
Il ricordo va subito, infatti, alle evangeliche "nozze di Cana"Anche ed al miracolo di Ges?, che trasform? per i convitati delle nozze di Cana sei giare colme d?acqua in ottimo vino, ma il vino di Cana ? una realt? odierna che rinasce duemila anni dopo in una veste enologica adeguata al gusto degli esigenti consumatori di oggi e commercializzato su mercati pi? vasti. A sostenere la ristrutturazione c'? anche la Regione dell?Umbria e Stefano Cimicchi (gi? sindaco di Orvieto e attuale Amministratore dell?Azienda di Promozione Turistica dell?Umbria) in rappresentanza dell?associazione ?Amici di Itaca?.
Il progetto prevede ?stages? semestrali di formazione anche in Umbria oltre che in Trentino, per tre giovani palestinesi; la ristrutturazione edile della cantina di Cremisan, la sostituzione dei macchinari obsoleti e l?ampliamento delle attrezzature di laboratorio; il recupero ed il ?riterrazzamento? delle zone collinari, la messa a dimora di nuovi vigneti, la costruzione di cisterne per la raccolta dell?acqua piovana e nuovi sistemi d?irrigazione.
Se il progetto ?? una grande idea?, per dare lavoro e speranze ai giovani di una terra martoriata, la ristrutturazione della Cantina di Cremisan ? ? stato sottolineato ieri a Verona nella conferenza-stampa, svoltasi alla presenza di Padre Bruno Cavasin, responsabile della Casa Salesiana in Terra Santa ? ha bisogno del sostegno, oltre che delle istituzioni, di donatori privati: ?Abbiamo scelto il prestigioso appuntamento del ?Vinitaly? ? hanno detto i promotori ?, per lanciare un messaggio al mondo del vino, perch? possa adeguatamente contribuire a sostenere la nostra iniziativa?.
Al progetto di ristrutturazione partecipa anche un gruppo di donatori. (07/04/2008-ITL/ITNET)
|
Altri prodotti editoriali
Contatti

|