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PENSIONATI ITALIANI NEL MONDO - EUROPA - A DUE ANNI DAL LIBRO BIANCO SU PENSIONI PRIMO BILANCIO: LAVORATORI ANZIANI RESISTITO MEGLIO ALLA CRISI. PERSISTONO DIFFERENZE DI GENERE - PROSSIMA DIRETTIVA LAVORATORI MIGRANTI
(2014-03-25)
I progressi compiuti dopo la pubblicazione del febbraio 2012 della Commissione Europea Libro bianco "Una Agenda per adeguate, pensioni sicure e sostenibili" , e le prospettive di ulteriori riforme, saranno oggetto di una conferenza organizzata domani dalla Commissione a Bruxelles con l'UE e i vertici nazionali dei Paesi UE, esperti e rappresentanti delle parti interessate ad alto livello.
Nel contesto del rapido invecchiamento della societ? europea e la crescente pressione delle pensioni sui bilanci nazionali, il Libro bianco del febbraio 2012 ha presentato una serie di iniziative politiche per sostenere le riforme dei sistemi pensionistici degli Stati membri. Uno degli aspetti pi? evidenti ? stato l'innalzamento dell'et? per accedere alla pensione in quasi tutti i Paesi UE . Le persone vivono pi? a lungo, dunque secondo il libro Bianco, la durata della vita lavorativa deve crescere in linea con l'aspettativa di vita permettendo cos? alle pensioni di essere pi? adeguata e sostenibili in futuro.
Nel quadro del 2012 e 2013 semestri europei, 17 e 15 Stati membri rispettivamente hanno ricevuto raccomandazioni specifiche per ciascun paese sulle pensioni. A seguito di una serie di riforme pensionistiche negli ultimi anni, 24 dei 28 Stati membri (tutti tranne Belgio, Lussemburgo, Finlandia e Svezia) hanno ormai legiferato aumenti attuali o futuri dell' et? pensionabile. Danimarca, Grecia, Italia, Cipro, Paesi Bassi, Slovacchia e il Regno Unito hanno deciso di collegare direttamente l'et? pensionabile alla speranza di vita. Finlandia e Svezia hanno introdotto un'et? pensionabile flessibile.
In particolare, per quanto riguarda le donne, si ? sottolineato il fatto che le carriere lavorative pi? brevi sono uno dei motivi per cui le donne percepiscono pensioni sostanzialmente inferiori rispetto agli uomini in tutta l'UE. Pertanto, gli Stati membri stanno prendendo misure per garantire la parit? di genere in termini di et? pensionabile. 26 di 28 Stati membri (tutti tranne la Bulgaria e la Romania) hanno gi? applicano le stesse et? pensionabile per uomini e donne o la legislazione approvata che prevede l'equalizzazione graduale in futuro (anche se in alcuni casi, la piena convergenza sar? raggiunta solo dal decennio del 2040). La Romania sta per adeguare la sua legislazione a tal fine.
Secondo la Commissione le recenti riforme hanno migliorato in modo significativo la sostenibilit? a lungo termine delle prestazioni pensionistiche. Come il Rapporto sull'invecchiamento 2012 ha osservato, grazie alle riforme avviate nel periodo 2009-2012, il previsto aumento della spesa pensionistica pubblica dell'UE entro il 2060 ? stato ridotto dal 2,5% del PIL al solo 1,5% . Da allora, dunque, sono stati compiuti ulteriori progressi in molti Stati membri. Progressi che saranno riesaminati nella relazione 2015 sull'invecchiamento.
Tuttavia, un'et? pensionabile superiore non si traduce automaticamente in una vita di lavoro pi? lunga, e dunque ? anche necessario proteggere l'adeguatezza delle pensioni. Perch? ci? avvenga, i lavoratori anziani devono essere in grado di rimanere sul mercato del lavoro, mentre l'accesso al pensionamento anticipato ? limitato o gradualmente eliminato. Ci? implica investimenti sociali per rafforzare la capacit? delle persone di assuemere rischi, migliorare le proprie prospettive occupazionali e consentire loro di svolgere un ruolo nell'economia e nella societ? per tutta la vita. Luoghi di lavoro sani e sicuri, che tengano conto di una quota crescente dei lavoratori pi? anziani, sono indispensabili per il prolungamento della vita lavorativa.
Sorprendentemente, l'occupazione dei lavoratori anziani e l'et? effettiva di uscita hanno continuato a crescere o retto bene nella maggior parte degli Stati membri, nonostante la crisi. Nel 2012, il tasso di occupazione medio annuo dei lavoratori di et? compresa tra 55-64 anni nell'Unione europea ? stato del 48,9%, con un miglioramento di 10 punti percentuali negli ultimi dieci anni. Nel 3 ? trimestre del 2013, era aumentato fino al 50,7%. Allo stesso tempo,per?, le significative differenze di genere e di fondo rimangono.
IL Rapporto sulle Pensioni del 2012 ha dimostrato che molte riforme pensionistiche volte a migliorare la sostenibilit? porteranno a tassi di sostituzione pi? bassi a meno che le persone lavorino pi? a lungo. Allo stesso tempo, molte riforme hanno rafforzato le misure di protezione dalla povert? che dovrebbero far beneficiare in particolare quelli che non possono lavorare fino al raggiungimento dell'et? ordinaria di pensionamento.
Per tutelare i diritti pensionistici dei lavoratori mobili (migranti), il Parlamento europeo e il Consiglio dei Ministri dell'UE hanno raggiunto un accordo su una direttiva per l'acquisizione e la salvaguardia di diritti a pensione complementare , sulla base della proposta della Commissione presentata nel 2005. L'adozione definitiva della direttiva ? prevista all'inizio di aprile 2014. La direttiva stabilisce che i diritti pensionistici professionali dei lavoratori che si spostano in altri paesi dell'UE devono essere concesse entro e non oltre i tre anni del rapporto di lavoro e stabilisce norme rigide per garantire che i diritti continuano ad essere conservati in modo equo (rispetto ai diritti acquisiti di coloro che rimangono in azienda), dopo aver lasciato il regime pensionistico.
Alla luce dei risultati la Commissione intende proseguire nell'intervento sulla sostenibilit? e adeguatezza delle pensioni nella UE intervenendo con un Rapporto 2015 sulle pensioni ed una Relazione 2015 sull'invecchiamento e la preparazione di queste relazioni ? gi? iniziata nell'ambito della cooperazione con gli Stati membri.(25/03/2014-ITL/ITNET)
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