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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO – PICCININI(PRES.INCA):"MOMENTO GRANDI CAMBIAMENTI IN ITALIA E ESTERO. ATTIVITA' PATRONATO: DI ACCOMPAGNAMENTOTUTELA DIRITTI ESPRESSI E INESPRESSI."
(2010-07-22)
Ha assunto da poco tempo la responsabilità del più grande patronato sindacale in Italia ed all’estero e proviene da un’intensa esperienza sindacale come Segretario Confederale della CGIL, Morena Piccinini, neo Presidente dell’INCA CGIL, che delinea in un' intervista video-in line ad Italialavorotv/Italiannetwork (http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=19865) le linee sulle quali intende indirizzare il Patronato della CGIL, in un momento complesso sia dal punto di vista economico che sociale, come quello che sta attraversando il Paese.
“Un momento di grandi cambiamenti, sia nel nostro Paese che nell'Europa e nel Mondo, nell'ambito di tutto il sociale, con l’esigenza di una profonda riorganizzazione che in alcuni ambiti si traduce in grandi tagli ed in altre situazioni in grandi mutamenti strutturali. Il che non necessariamente significa perdita di diritti” afferma la Presidente, evidenziando come il patronato si debba “caratterizzare nel rappresentare tutte le persone in un nuovo esercizio dei diritti sia sul versante nazionale che locale.” In sostanza “Abbiamo bisogno di riuscire a “tradurre la contrattazione in diritti esigibili per le persone. E da questo punto di vista è importantissimo per noi dedicarci ai giovani in modo tale che siano consapevoli del loro futuro pensionistico, del fatto che la pensione si costruisce nel corso di tutta una vita lavorativa” “E’ importante – afferma - il ruolo di accompagnamento del Patronato e la sua capacità di intercettare i bisogni espressi ma anche quelli inespressi in una società che cambia”
Quanto ai molti i giovani italiani che si trasferiscono all'estero “Purtroppo si parla poco del fatto che numerosi giovani italiani trovano opportunita' di lavoro all’estero, mentre è importante mantenere questa attenzione sia verso gli immigrati dai Paesi terzi, che verso gli italiani che vanno all'estero” . Il ruoo del Patronato è, in questo senso, quello di “mantenere un contatto con loro attraverso le nostre sedi all'estero in modo tale che possano usufruire della tutela derivante dalla legislazione del loro Paese d'origine e della tutela dei Paesi in cui svolgono attività lavorativa.” Per questo suggerisce ai giovani “di rivolgersi alle nostre sedi prima della partenza in modo tale che potremo meglio rappresentarli nel Paese in cui svolgeranno l'attività lavorativa”.
Ma come avverrà, puntando maggiormente sugli accordi con i sindacati esteri ?
”Certamente” risponde la Presidente dell’INCA, che tuttavia tiene a sottolineare “Noi comunque non possiamo e non vogliamo invadere il ruolo di rappresentanza delle organizzazioni sindacali all'estero alle quali è giusto che anche i nostri cittadini all'estero si rivolgano nella misura in cui svolgono in quei Paesi il loro lavoro. Contemporaneamente, però, siccome parliamo di un’attività di tutela, è importante che questa attività sia svolta in una reciproca collaborazione anche con il mondo associativo sindacale strutturato in quei Paesi.”
Tornando alla manovra finanziaria ed ai tagli anche sul fronte dei Patronati, che finirebbero per incidere anche sui lavoratori…
“Un grave danno non soltanto per il Patronato in quanto tale, ma soprattutto per il welfare di questo Paese, perche' deve essere chiaro che i Patronati svolgono in questo Paese in modo gratuito un'attività importante dal punto di vista sociale: un'attività di promozione del diritto, di promozione e di accompagnamento del welfare e di grande collaborazione con tutti gli istituti pubblici. “ E Piccinini spiega “Gli enti previdenziali non riuscirebbero ad essere efficienti come sono se non fossero affiancati da una rete di patronato così efficiente e così capillare. La stessa pubblica amministrazione non riuscirebbe ad essere puntuale, quando lo è puntuale nell'erogazione delle sue prestazioni se non avesse al suo fianco una struttura di Patronato di questo tipo. Il togliere risorse ai patronati, dunque, non significa soltanto ridurre quella che è una rete di tutela per il cittadino ma significherebbe creare dei danni anche alla stessa pubblica amministrazione ed agli stessi enti previdenziali. Ecco credo che sarebbe importante che il Governo ci ripensasse”.
Inoltre la Presidente dell’INCA fa rilevare “Aggiungo che le risorse destinate ai Patronati non influiscono sul bilancio dello Stato . Se questa è una manovra che deve portare, e che porta a risparmiare sul bilancio dello Stato, proprio per questo motivo non ci sarebbe alcun bisogno di intervenire sulle risorse dei Patronati che non derivano dal bilancio dello Stato ma derivano in modo mutualistico e solidale dalla contribuzione dei lavoratori e delle imprese e nulla hanno a che vedere con il bilancio dello Stato”. Dunque “Il mantenere quel taglio sarebbe, da quel punto di vista, anche inefficace rispetto all'idea ed al bisogno stesso della manovra.
Quanto alle carenze in termini di diritti oggettivi anche negli altri Stati Europei….”Siamo in un momento di rivisitazione profonda di tutto il sistema sociale in tutta Europa. C’è un importante processo di trasformazione sull’insieme dei diritti sociali. Sarebbe importante se in questo momento, oltre a pensare in Europa a regole uniformi per quanto riguarda il tema finanziario ed il tema economico, cioè la regolamentazione dei mercati, pure auspicabile nella misura in cui si addivenisse a regole uniformi, si cominciasse a pensare in modo più approfondito a quali possono essere le reti dei diritti universali per tutti i cittadini europei” e Piccinini aggiunge “Per i cittadini che per primi hanno fatto parte dell’Europa ed anche per i cittadini dei Paesi che successivamente sono entrati a far parte dell’Europa allargata”.
“Diritti universali – sostiene la neo presidente dell’INCA - nei quali la rete dei patronati possa rappresentare un supporto fondamentale nell’esercizio di questi diritti . L’Europa non può crescere nemmeno economicamente se non investe in modo molto rilevante sul tema dei diritti delle persone della universalità dei diritti e della esigibilità di questi diritti . Non è possibile che in un momento come questo la crisi economica si porti dietro, anche sbarazzandosene, un modello sociale europeo che ha fatto grande differenza tra Europa ed altri modelli di stato che erano in mano soltanto al mercato. Se gli Stati Uniti stanno pensando, e lo stanno facendo, di investire di più sul sociale , come leva attraverso la quale creare maggiore parità di trattamento, e quindi anche maggiori opportunità di sviluppo, non può l’Europa che ha avuto una maggiore condizione di democrazia ma anche una maggiore condizione di diritti, disperderli affrontando questa crisi.”
Ma quali diritti intende puntare in termini di tutela nell’immediato, sia in Italia che all’estero ?
“C’è il grande tema delle discriminazioni. Ci sono moltissime sentenze europee che intervengono sulle norme protezionistiche che si stanno creando in vari Stati in materia di discriminazione. Se, come dicevo prima, c’è bisogno di arrivare ad un diritto universale, e ad una gamma di tutele universali, è altrettanto evidente che da questo punto di vista il Patronato deve caratterizzarsi soprattutto nel fare in modo che tutti gli atti di discriminazione che vengono messi in campo vengano perseguiti.”
E Morena Pccinini aggiunge “ Quando parlo di discriminazioni non intendo solo quelle pur presenti e molto pesanti per quanto riguarda il tema dell’immigrazione. Un tema peraltro essenziale. Ma parlo anche di temi che vengono praticati in nome della parità. Oggi si parla molto, ed è un tema attualissimo, della esigenza di realizzare una parità tra uomini e donne. Mai raggiunta fino in fondo. Ebbene, questo tema si deve coniugare al fatto che non possa esserci soltanto una parità formale, che si rivela un’evidente discriminazione verso un soggetto debole nel mercato del lavoro e nella società. Ragionare sulle moderne discriminazioni in una società attuale è il grande tema di questo Patronato.”
Scendendo ancora di più nel particolare, come intende tutelare i diritti delle donne ?.
Premettendo che “il Patronato INCA si è sempre occupato della tutela dei diritti delle persone e delle donne, in particolare, nella società e nel mercato del lavoro e sul versante dei diritti sociali” la Presidente dell’INCA ricorda “ci sono molte sentenze della Corte Costituzionale sul tema delle pari opportunità e della parità di trattamento che nascono proprio dall'attività di questo Patronato. Quindi anche nel nome di questa storia sarà mio impegno cercare di concentrare iniziative ed energie per mantenere questa forza del Patronato INCA.
Nello specifico, poi, afferma Piccinini “ è assolutamente indispensabile riuscire ad accompagnare un'azione che veda l'affermazione della parità prima di tutto sul lavoro e nell'affermazione professionale, che passa in primo luogo per l'affermazione dei diritti nella sfera della riproduzione del sociale. Quando assistiamo al fatto che leggi importantissime e avanzatissime siano in realtà non applicate nel nostro Paese per effetto di resistenze che non sono solo nel mondo imprenditoriale e rimangono inapplicate per una scarsa conoscenza anche in capo alle stesse famiglie: questo è un tema importantissimo”.
E qui una sottolineatura “L'attività del Patronato non è da questo punto di vista solo quello del fare le "pratiche" e quindi realizzare la prestazione. Ma si realizza prima di tutto nel rendere edotte le persone e nell'accompagnarle nei loro diritti. Spesso abbiamo un ostacolo nella realizzazione alle Pari opportunità per il fatto che le donne spesso non sono consapevoli dei diritti che insieme abbiamo conquistato. L'esigibilità di questi diritti è elemento essenziale per poter realizzare una pari opportunità che cresca nel tempo, accompagni le persone e le faccia arrivare al momento del pensionamento. Occuparsi delle pari opportunità. Occuparsi di parità di trattamento soltanto per quanto riguarda l'età pensionabile è una dispersione di energie e di tempo ed è anche una dispersione di risultati.”
Ecco perché “ Le pari opportunità e la condivisione delle opportunità va costruita durante tutta la vita lavorativa. Ecco perchè il patronato deve accompagnare le persone in questo cammino di cosnoscenza e di esercizio dei loro diritti per tutta la vita”.
Tornando al versante estero dell’attività del Patronato, qual’è la Sua riflessione sulla mancata firma della Convenzione tra MAE e Patronati del CEPA. ?
“Peccato che non siamo riusciti ad arrivarci anche se eravamo ad un passo dalla firma. Peccato perché siamo convinti che il MAE si potrebbe avvantaggiare moltissimo della collaborazione dei Patronati. Ognuno naturalmente nel proprio ambito, senza entrare nell’ambito delle competenze istituzionali, ma per il radicamento che hanno i Patronati del CEPA in moltissimi Paesi in tutto il mondo, l’accordo potrebbe permettere un grande snellimento delle procedure che fanno capo al Ministero degli Affari Esteri. Noi ci auguriamo che si possa ripartire al più presto un confronto che possa portare alla firma di quella convenzione che ritenevamo una buona mediazione anche tra diverse esigenze e che si possa divenire ad ufficializzare una collaborazione più stretta di quanto non sia oggi.” .(22/07/2010 – ITL/ITNET)
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