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FORMAZIONE ITALIANI ALL'ESTERO - DECRETO SCUOLA ALL'ESAME DEL PARLAMENTO -DAI SINDACATI NETTO DISSENSO : "A RISCHIO FUNZIONALITA' SCUOLE"
(2013-09-19)
In Senato alla Commissione Istruzione Pubblica, Beni culturali ? iniziato il dibattito sul decreto scuola ed ha preso concretezza la questione della scuola italiana all'estero attraverso l'intervento del relatore on. Mazzoni (PdL) che ha ricordato ? Quanto all'articolo 9, fa presente che esso, al comma 1, consente l'assegnazione alle scuole italiane all'estero di un numero predefinito di dirigenti scolastici, docenti per discipline curricolari, lettori e amministrativi, in deroga alle riduzioni previste dalle norme sulla cosiddetta ?spending review?.
Come ricorda la relazione del Governo, ? stata prevista la progressiva riduzione del personale di ruolo della scuola in servizio all?estero: entro l?anno scolastico 2016-17 si dovr? infatti arrivare a un contingente pari a 624 unit?, previsto dalla normativa vigente. Vengono cos? disposte alcune deroghe, all'interno della revisione annuale del contingente del personale della scuola in servizio all?estero in modo da conservare un limitato numero di posti vacanti e disponibili sui quali possono essere assegnati unit? di personale nonch? dirigenti scolastici.
Detta previsione - precisa il relatore - non incrementa le dotazioni di personale ma rende possibile la partenza ogni anno di un numero predefinito di dirigenti, docenti, lettori e amministrativi in deroga al blocco delle partenze, dato che si sono verificate una drastica diminuzione di dirigenti scolastici, la mancanza di alcuni profili professionali di docenza, la necessit? di ricorrere a supplenti dall'Italia e l'inosservanza di impegni internazionali. La disposizione decorre dall'anno scolastico 2013-2014 e ha come finalit? espressa quella di far fronte a specifiche ed insopprimibili esigenze didattiche o amministrative, che non trovino gradatamente idonea soluzione attraverso il ricorso al personale a contratto reclutato in loco o alle operazioni di mobilit? del personale scolastico a tempo indeterminato, gi? collocato fuori ruolo all'estero. Si sofferma inoltre sul comma 2, che consente di avvalersi anche di personale italiano a contratto locale, residente nel Paese ospitante da almeno un anno, oltre che straniero, per l'insegnamento delle materie obbligatorie nei Paesi esteri. In secondo luogo, il comma autorizza - per gli insegnamenti di materie obbligatorie nelle scuole italiane - la conclusione di contratti con personale italiano o straniero, con conoscenza adeguata dell'italiano e residente nel Paese da almeno un anno, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa italiana.
Mazzoni ha fatto notare che le disposizioni riguardano materie obbligatorie diverse (rispettivamente nell'ordinamento estero e in quello italiano) e si presentano in parte analoghe (in entrambi i casi si consentono affidamenti a personale straniero o italiano e si prevede altres? una retribuzione annua), differenziandosi in alcuni punti: nel primo caso gli affidamenti possono essere dati per tutte le materie obbligatorie e solo a condizione dell'assenza del personale di ruolo; nel secondo caso gli affidamenti possono essere dati solo con contratto, solo per certe materie obbligatorie (da individuare) e non ? presente la condizione dell'assenza del personale di ruolo." Immediato l'intervento della UIL Scuola che assieme alle altre organizzazioni sindacali "la Uil scuola e le altre OO.SS. hanno espresso netto e totale dissenso, chiedendo un immediato confronto con il Parlamento; nei prossimi giorni saranno presentati gli emendamenti al testo che saranno messi successivamente in votazione al Senato.
Al contrario di quanto ha dichiarato il Portavoce del Ministro degli esteri, Aldo Amati, se non sar? soppresso dal Parlamento, il provvedimento relativo all?ulteriore assunzione del personale docente in loco, mette a rischio proprio la funzionalit? delle nostre scuole all?estero, oltre ad essere palesemente in contrasto con l?art.629 del D.L.vo 297, che obbliga il Mae a garantire alle scuole italiane all?estero l?ordinamento delle scuole statali del territorio nazionale. Se, a parere del Min. Amati, la riforma del nostro sistema scolastico si realizza con l? aumento indiscriminato di forme di contrattismo locale, altro che servizio di eccellenza, altro che salto di qualit? per le nostre scuole all?estero!" (19/09/2013-ITL/ITNET)
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