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ITALIANI E ITALIANI ALL'ESTERO - ELEZIONI EUROPEE - EUROPARLM.COSTA(S&D): "QUESTA VOLTA E' DIVERSO IL PARLAMENTO EUROPEO AVRA' PIU' VOCE IN CAPITOLO PER CONCRETIZZARE DIRITTI E TUTELA DEI CITTADINI"
(2013-09-14)
"Solo il 50% della partecipazione dei cittadini a Roma " fra i dati delle ultime elezioni e le stime di Eurobaromestro al ribasso" le prime battute da parte degli europarlamentari intervenuti alla presentazione della prima fase della campagna europea per le elezioni del maggio 2014 non possono che essere preoccupate. Eppure, "Questa vlta ? diverso perch? il Parlamento Europeo avr? piu? voce in capitolo giacch? dal 2010 per il Trattato di Lisbona il Parlamento Europeo sar? colegislatore e non solo un organo consutivo" sottolinea l'europarlamentare Silvia Costa (S&D).
E Vosta fa, inoltre, presente: "sempre grazie al Trattato di Lisbona stiamo entrando fortemente in materie che erano in precedenza estrabee al Trattato quanto alla possibilit? di legiferare. Penso alla giustizia, alla sicurezza, alla libert? di circolazione, di cittadinanza. Ed a questo proposito vorrei dire che sarebbe molto bello andare ? ed ? nel nostro programma ? andare nel 2014 alle elezioni avendo risolto il problema che vede oggi i bambini, figli di persone regolari immigrate in Italia che non diventano cittadini italiani, a differenza di altri Paesi europei. Sarebbe bello che nell?anno della cittadinanza europea questo probelam fosse risolto anche in Italia."
Se, poi, guardiamo alle donne, prosegue Costa, il vecchio trattato prevedeva la parit? solo salariale ? e non l?abbiamo ancora conseguita ? ma finalmente con il trattato di Lisbona si parla di Pari opportunit?, di lotta alla disuguaglianza, di lotta alla tratta di essere umani. C?? una base legale in pi? sulla quale si possa decidere. Nella risoluzione del Parlamento europeo sulle elezioni ? ovvero gli indirizzi che sono stati dati ? a cui tutti i Paesi devono adeguarsi, si dice che ci deve essere un riequilibrio nella rappresentanza di genere sia nelle liste che nella possibilit? di essere elette concretamente : come l?accesso ai media che risulta pi? di fficile alle donne." E comunque, Silvia Costa sottolinea come il PE abbia il 30% di donne risultando un?assemblea con una presenza ben maggiore di altre".
Sar? poi un'Europa diversa rispetto all'oggi potendo eleggere il Presidente della Commissione il che significher? che dovr? rispondere al Parlamento ed ai cittadini e non ai Governi ed ? un importantissimo salto in avanti per un ?Europa differente che deve guardare in prospettiva al la costruzione degli Stati Uniti d?Europa, per arrivare ad una unione politica ma anche ad una Unione della solidariet?"
Quanto all'euroscetticismo. "Qui che si gioca la differenza ! Eurobarometro ha messo in evidenza che per la prima volta i cittadini italiani sono meno europeisti della media europea. Non era mai accaduto. Qualcosa di grave ? successo ! Per Silvia Costa ? andata avanti l?immagine din un?Europa matrigna e non materna. Ed ? successoanche perch?c' ? stata tanta predicazione in Europa che non ha saputo distinguere anche fra le diverse famiglie politiche europee".
Nondimeno la parlamentare ha ricordato come, nonostante l'impulso costante del Parlament Europeo ad andare avanti "in questi ultimi cinque anni abbiamo vissuto la pi? grande crisi del dopo guerra e le ricette non sono state sempre quelle che dovevano essere". Silvia Costa stigmatizza "Noi come gruppo parlamentare sono due anni che chiediamo di smetterla e andare avanti verso la crescita".
Dunque "che i cittadini si documentino sulle posizioni politiche in Europa: sono diverse.. Dobbiamo dare forza alle forze politiche che credono davvero ad una spinta in avanti e non alla conservazione. Affermare "piccolo ? bello" vuol dire avere paura di affrontare la globalizzazione ed illudersi che con la piccola differenza territoriale e di categoria si possa vincere la globalizzazione . E? una follia. Mentre ? nell?unione che si fa la forza".
Nondimeno per l'europarlamentare italiana "c?? un altro euroscetticismo: quello che viene dai giovani, dalle imprese ed anche dall?associazionsimo che chiedono pi? Europa. Ovvero affermano ci piace l?ideale europeo ma non lo vediamo tradotto in realt?. Per esempio, i ragazzi si sentono gi? europei ma sono insofferenti al fatto che i crediti formativi non vengono riconosciuti in un altro Paese, che fanno l?Erasmus e non gli riconoscono il titolo quando ritornano a casa , che hanno meno opportunit? di essere cittadini Europei. Ebbene, gli stati membri, noi parlamentari e le istituzioni europee devono far s? che in nome della cittadinanza europea e di questi diritti che tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti: di esercitare la cittadinanza europea. Questo ? il vero obiettivo e questo, credo, che i ragazzi lo capirebbero e con questa prospettiva sarebbero pi? motivati a partecipare alla stessa campagna elettorale." ha concluso l'esponente dell'Italia al Parlamento Europeo.(14/09/2013-ITL/ITNET)
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