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FORMAZIONE LINGUISTICA ITALIANI NEL MONDO...E NON SOLO - DALL'ACCADEMIA DELLA CRUSCA:"CONOSCERE ED USARE PIU' LINGUE E' FATTORE DI RICCHEZZA"

(2013-06-17)

  "Conoscere e usare pi? lingue ? fattore di ricchezza" Lo afferma come primo firmatario Tullio De Mauro, in una lettera inviata a diversi Ministri oltre che al Presidente del Consiglio Enrico Letta che riporta un documento  approvato dalle principali associazioni linguistiche che si occupano dell?italiano e dai partecipanti al convegno Citt? d?Italia: ruolo e funzioni dei centri urbani nel processo postunitario di italianizzazione (per i cinquanta anni della Storia linguistica dell?Italia unita di Tullio De Mauro), che si ? tenuto a Firenze presso l?Accademia della Crusca il 18 e 19 aprile 2013.

Il documento  ? stato elaborato anche da Silvana Ferreri e Miriam Voghera e sottoscritto, oltre che dai presidenti degli istituti e delle associazioni, anche da tutti i relatori al convegno.

"Dalla riflessione degli studiosi riuniti in occasione del Convegno Citt? d?Italia: ruolo e funzioni dei centri urbani nel processo postunitario di italianizzazione  ? emersa con forza la necessit? di riaffermare alcuni principi fondamentali  per una politica ed educazione linguistica efficace e democratica  sulla base di principi che derivano dalle acquisizioni scientifiche  di numerose discipline.

- Conoscere e usare pi? lingue ? un fattore di ricchezza e un ausilio potente per la crescita cognitiva , intellettuale e sociale dell?individuo e dell?intera comunit?. I dati provenienti dalle scienze del linguaggio  da tempo concordano sul fatto che il plurilinguismo non solo ? un dato fisiologico della specie umana, ma ?  anche un fattore di sviluppo e crescita.

-  Le dinamiche che si instaurano tra le varie lingue, anzich? divenire motivo di separatezza, esclusione o conflitto sociale, possono essere guidate e indirizzate per ottenere risultati, prima di tutto educativi, che non solo permettano relazioni positive tra le culture di cui sono portatrici, ma garantiscano il pieno sviluppo linguistico e cognitivo individuale.

- Tutto ci? non pu? essere affidato all?improvvisazione n? pu? gravare su una scuola lasciata a se stessa. Gli insegnanti, che pure hanno affrontato spesso positivamente la pluralit? idiomatica nella loro attivit? quotidiana, devono essere sistematicamente formati all?adozione di una prospettiva didattica plurilingue e in secondo luogo sostenuti nella pratica didattica attraverso  risorse umane e materiali appropriate.

-  Perch? ci? avvenga ? necessaria una politica linguistica che incida sul piano nazionale e locale e favorisca sia la conoscenza e la diffusione delle lingue e delle diverse realt?  idiomatiche  sia la ricerca sulle molteplici entit? linguistiche che ormai si intrecciano sul territorio. Anche sul piano internazionale ? opportuno che le istituzioni favoriscano forme di promozione della lingua e della cultura italiana coerenti con la realt? plurilingue del nostro Paese.

- Ci? deve in primo luogo coinvolgere le istituzioni preposte alla ricerca, che devono diventare luoghi privilegiati di elaborazione teorico-descrittiva e applicata e di formazione su questi temi, e tutte le agenzie educative che oltre a essere naturale luogo di contatto e integrazione  tra le varie lingue e culture presenti nella societ? italiana, devono garantire un?adeguata formazione linguistica.

  Per questo motivo gli studiosi e le istituzioni e societ? che li rappresentano (Accademia della Crusca, Societ?  di Linguistica Italiana, Societ? italiana di Glottologia, Associazione per la Storia della Lingua Italiana, Associazione Italiana di Linguistica Applicata, Societ? Italiana di Didattica delle Lingue e Linguistica Educativa, Societ? Internazionale di Linguistica e Filologia italiana, Gruppo di intervento e Studio di Intervento e Studio nel Campo dell?Educazione Linguistica, Gruppo di Studio per le politiche linguistiche) chiedono con determinazione al Parlamento, al Presidente del Consiglio, ai Ministri dell?Economia, dell?Istruzione e della Ricerca, dei Beni culturali, dell?Integrazione e degli Esteri di considerare la questione formativa a tutti i livelli come elemento indispensabile per la ripresa economico-produttiva del Paese e, nello specifico, la formazione plurilingue come condizione prima per l?esercizio dei diritti di cittadinanza: mezzo di coesione e crescita sociale."(17/06/2013-ITL/ITNET)

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