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ITALIANI ALL'ESTERO - ON.FARINA(PD/ESTERO):"LA STAGIONE DELLE RESPONSABILITA'"
(2013-05-25)
"Care democratiche e cari democratici, Cari e care connazionali,
il quadro politico italiano, nonostante i limiti di un risultato elettorale non risolutivo e le tensioni nate intorno all?elezione del Presidente della Repubblica, si va ricomponendo. Per quanto possibile, naturalmente, in una situazione ancora tanto precaria, sul piano interno e su quello internazionale. E? nato il Governo Letta di ampia coalizione, una soluzione frutto della necessit? e della responsabilit?. "E' l'on. Gianni Farina nella sua ultima newsletter agli italiani all'estero affronta gli ultimi avvenimenti alla luce che si sono via via succeduti in questi ultimi mesi.
"La necessit? di mettere mano ai problemi pi? urgenti, soprattutto il lavoro, prima di cadere in una deriva irreversibile; la responsabilit? di mettere la forza ricevuta dall?elettorato ? il PD primo partito grazie ai voti dei cittadini italiani all?estero! ? al servizio del Paese, anche quando sarebbe pi? comodo ripararsi in ridotte propagandistiche e coltivare gli orticelli dei sondaggi.
Certo le distanze tra le forze che sostengono il nuovo governo sono evidenti e ampie. Avanti, dunque, con impegno, generosit? e quel senso di responsabilit? che il Presidente Napolitano ha indicato come segno distintivo di questa transizione politica e di questa legislatura. Una legislatura che avr? vita e durata solo se si riveler? capace di sciogliere alcuni nodi molto intricati e rispondere alle attese pi? stringenti."
"Quanto agli italiani all?estero nel programma di Enrico Letta Farina afferma: "Le domande che all?inizio di ogni legislatura gli italiani all?estero si pongono, almeno da quando nel 2006 ? entrata a regime la circoscrizione Estero, sono sempre le stesse: quale spazio occuper? la comunit? italiana all?estero negli orizzonti strategici della classe dirigente italiana? si capir? che l?Italia ha nelle mani una formidabile leva per la sua proiezione internazionale, purch? la sappia utilizzare con convinzione ed intelligenza? dopo l?orribile sequenza dei tagli alle risorse destinate alle politiche emigratorie, ci sar? finalmente il riconoscimento della ?produttivit?? degli interventi necessari a promuovere l?italianit? nel mondo? Il Presidente Letta, nel discorso fatto alle Camere in occasione della fiducia, ha detto che il suo governo si propone di valorizzare i ?nuovi italiani? e gli italiani all?estero. Importante affermazione, soprattutto perch? fatta in un contesto di annunci programmatici. Ma ora si tratta di vedere come questi buoni propositi si traducono in fatti.
A partire dalla legge di stabilit? finanziaria che tra pochi mesi approder? in Parlamento. Devo dire, ad esempio, che nell?attribuzione della delega per gli italiani nel mondo, affidata, sembra, al viceministro Bruno Archi, forse il ministro degli esteri poteva fare di meglio. Francamente, per?, avrei preferito una responsabilit? politica piena e non a mezzo servizio con altri incarichi, per di pi? affidata a un diplomatico, abituato a considerare gli italiani all?estero pi? utenti di servizi amministrativi che una forza sociale e culturale da valorizzare in un quadro di espansione del Paese. Ma, ripeto, aspettiamo i fatti.
Credo, cos?, che da quando in Parlamento siedono i rappresentanti espressi dai cittadini italiani all?estero, ? arrivato il tempo di superare atteggiamenti di pura rivendicazione e di assumere l?iniziativa per mettere al centro dell?agenda politica le migrazioni, tutte le migrazioni: quella storica degli italiani, quella di chi arriva in Italia per viverci e lavorare, quella di chi oggi attraversa i confini per cercare un lavoro qualificato. Per fare questo, occorrono strumenti istituzionali nuovi che ci consentano di dialogare da pari a pari. Per questo ho proposto di istituire una Commissione bicamerale forte, capace di diventare un osservatorio parlamentare sulle migrazioni e di richiamare l?attenzione del governo, dei gruppi politici e dell?opinione pubblica sulla necessit? di costruire politiche adeguate in questo campo. Sulla Bicamerale torner? prossimamente, per ora mi basta ribadire che le esortazioni non bastano pi?, ci vogliono strumenti incisivi e riconosciuti....."
Ed il parlamentare chiude:
"noi del Partito democratico ci siamo fatti carico negli ultimi due anni di grande senso di responsabilit? per permettere all?Italia di uscire dall?emergenza. Il risultato elettorale non ci ha permesso di assumerci pienamente il carico del governo. Ora siamo impegnati in un governo di grande coalizione, con un mandato preciso, perch? non possiamo e non vogliamo rinunciare ad alcuni punti essenziali delle nostre idee e della nostra missione. L?ambizione del Partito democratico non ? il governo delle larghe intese, ma il governo del cambiamento, perch? il Paese ha bisogno di riforme!" (25/05/2013-ITL/ITNET)
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