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LAVORO - MIN.LAV.GIOVANNNINI: "AVVIARE DIALOGO CON PARTI SOCIALI. DIVERSE RICETTE PER DIVERSE IMPRESE. NUOVA DEFINIZIONE ISEE"

(2013-05-16)

  "I disoccupati, secondo la classificazione e le definizioni ufficiali internazionali utilizzate naturalmente dall'ISTAT, sono circa tre milioni, ma a questi bisogna aggiungere altri tre milioni circa di persone che sono scoraggiate, sono comunque inattive ma vorrebbero in realt? essere attive, quindi una situazione complessiva di sottoccupazione o di disoccupazione che riguarda circa sei milioni di persone. Questo ? un numero enorme, evidentemente, ed ? un numero che - come tutte le analisi ci mostrano - non pu? essere abbattuto significativamente senza una crescita economica che coinvolga anche il lavoro, perch? il rischio che abbiamo davanti a causa dell'innovazione tecnologica, a causa di alcuni cambiamenti strutturali, ? quello del cosiddetto jobless recovery (per usare una definizione inglese), cio? il fatto che il PIL riparta ma questo non generi occupazione. Questo ? il tema che abbiamo di fronte e riguarda i giovani, gli adulti e le persone vicine al pensionamento". Cos? il ministro Giovannini, rivolgendosi  alla Camera dei deputati durante il question time.

"Come molti hanno osservato, le politiche del lavoro in quanto tali da sole non possono risolvere questo problema, ma se sbagliate possono invece ostacolare la soluzione del problema. Questo mi porta alla questione sollevata dal senatore Sacconi che ha proprio notato come o riusciamo ad avere dei volumi ampi di queste politiche oppure non riusciremo a risolvere il problema, da un lato; dall'altro, dobbiamo rimuovere una serie di ostacoli non tanto e non solo alla flessibilit?, ma anche all'utilizzo delle potenzialit?".

"E questo mi porta alla questione sollevata dal senatore Sacconi, che ha notato proprio come o riusciamo ad avere volumi ampi di queste politiche oppure non riusciremo a risolvere il problema e come occorra rimuovere una serie di ostacoli non tanto e non solo alla flessibilit?, ma anche all'utilizzo delle potenzialit?. Questo ? quello su cui il Governo sta lavorando ed ho gi? avuto modo di dire in audizione presso le Commissioni che prevediamo di riuscire a definire entro giugno un pacchetto di interventi, che riguarderanno non soltanto gli aggiustamenti della legge n. 92 del 2012, ma anche nuove idee, che stanno venendo dal confronto, per esempio, con l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, con i partner europei e con la stessa Commissione europea, confronto teso proprio a riuscire a creare questo pacchetto di interventi".

"Tuttavia, lo dico molto apertamente e serenamente, portando tutta gravit? di quello che sto per dire: se anche riuscissimo a fluidificare il mercato, in presenza di una domanda interna cos? negativa non riusciremo mai a generare i volumi di cui ha parlato il senatore Sacconi. Il problema ? quindi molto pi? complesso, come sappiamo. Abbiamo settori che negli ultimi dieci anni hanno investito poco in innovazione, in nuovi prodotti e in nuovi mercati. Una buona notizia ? che molte imprese che erano orientate al mercato nazionale a causa della crisi si sono spostate sui mercati internazionali, superando i limiti della competitivit? di costo che sappiamo essere rilevante. Questo vuol dire che abbiamo ancora settori attivi, capaci di questa riconversione, ma questi da soli non sono in grado di generare i volumi di lavoro di cui abbiamo bisogno".

"La questione allora ? quella che ha posto la senatrice Ghedini: di fronte a questa situazione, di fronte ai limiti finanziari che ancora sono molto forti, evitare la competizione al ribasso tra politiche attive e passive richiede quello che alcuni di voi hanno detto, cio? uno sforzo dei diversi livelli della amministrazione pubblica, non solo del Governo ma, direi, anche e soprattutto delle Regioni, per concentrare i fondi disponibili sulle azioni pi? rilevanti. Per questo - e mi rivolgo di nuovo alla senatrice Ghedini - valutare gli effetti delle politiche vuol dire effettuare non solo monitoraggi, ma assessment specifici e per questo ho chiesto ad Italia Lavoro e al Ministero di organizzare una valutazione particolare delle azioni sperimentali che sono state messe in campo negli anni passati, sono in corso nel 2013 ed in parte si concluderanno nel 2014. Attenzione: sono interventi sperimentali, limitati. Con i pochi soldi investiti in quei progetti non possiamo cambiare, ma possiamo evitare di commettere gli errori del passato".

"Questo mi porta al tema dell'apprendistato e dell'ascolto delle parti sociali. Ho gi? incontrato informalmente molte parti sociali e le convocher? per un dialogo. Ho atteso proprio questa occasione di confronto con il Senato per avviare tale dialogo con le parti sociali, volto a cercare di capire quali siano gli interventi, sia a costo zero, sia costosi, che si ritiene possano essere pi? efficaci. Di nuovo vorrei ricordare che gli studi disponibili a livello internazionale sul tema "defiscalizzazione e decontribuzione" mostrano come vi debbano essere varie condizioni perch? quei programmi abbiano effetto e, di nuovo, in una fase congiunturale negativa non ? detto che siano necessariamente la priorit? numero uno".

"Anche la senatrice Catalfo ha indicato la necessit? di questa valutazione delle politiche e in parte ho gi? risposto. La senatrice ha fatto inoltre riferimento ad un punto molto importante, che ? l'imprenditorialit? giovanile, tema di cui abbiamo sentito tanto parlare. Avete letto forse dagli organi di stampa che anche Francia e Germania stanno pensando di orientare alcuni finanziamenti in particolare verso i giovani, verso le cosiddette nuove imprese o startup. Di nuovo, abbiamo bisogno di valorizzare queste capacit?, ma sappiamo che in un momento di grande difficolt? economiche le startup nascono e rischiano, purtroppo, di morire rapidamente. Allora non pu? essere sostenuta soltanto la fase di lancio. Come irrobustire queste imprese ? un tema di politica industriale che penso il Governo stia affrontando".

"Una parola sul reddito di cittadinanza o di inserimento. Il Presidente del Consiglio nelle comunicazioni al Parlamento, sulle quali ha ottenuto la fiducia, ha fatto riferimento all'intenzione di studiare questo aspetto. ? quello che il Governo conta di fare, perch? anche in questo caso abbiamo bisogno di chiarire di cosa stiamo parlando. Vorrei richiamare a questo proposito la sperimentazione, che sta partendo, perch? il relativo decreto ? stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei giorni scorsi, di una nuova social card - forse avremmo dovuto trovare un nome diverso - che riguarda i grandi Comuni, orientata alle famiglie numerose i cui componenti abbiano perso il lavoro o che abbiano redditi estremamente bassi".

"Da questo punto di vista vorrei ricordare, e ne riparleremo in futuro, l'assoluta necessit? di approvare il prima possibile la nuova definizione dell'ISEE, che riguarda poi molte prestazioni. Spero che tra Governo e Parlamento e, soprattutto, all'interno della Conferenza unificata, si trovi un accordo su questo tema. Signor Presidente, mi avvio alla conclusione. Il tema del precariato sollevato dal senatore Ichino richiede una risposta molto articolata che non ho il tempo di dare adesso. Ma l'indicazione ? quella di non tornare indietro, bens? di andare avanti, come lui diceva. Sul come andare avanti - non ? semplicissimo - ci sono varie proposte in campo ed ? quello che noi contiamo di valutare".

"Il senatore Ichino ha usato la parola chiave, cio? "sperimentazione", che vorrei richiamare perch? pensare al nostro sistema produttivo come monolitico ? profondamente sbagliato. Il settore dell'export, con piccole, medie e grandi imprese, riscontra dati positivi, mentre altri settori sono in difficolt?. Bene, immaginare che la stessa ricetta valga per tutti i settori e tutte le tipologie di imprese, ? sbagliato".

"Abbiamo bisogno di sperimentare, anche in nome di una grande opportunit? che si presenta a questo Paese e che non possiamo perdere: l'Expo del 2015, un evento che si presenta una volta in un secolo. Attenzione, non mi sto riferendo soltanto ai sei mesi dell'Expo, ma anche alla preparazione dell'Italia per poter poi assorbire i milioni di visitatori che verranno e per costruire l'immagine dell'Italia che tutto il mondo avr? attraverso questo evento. Quest'anno e mezzo che abbiamo davanti pu? essere l'occasione per sperimentare nuove iniziative, anche in funzione di questo evento".

"Concludo, Presidente, e spero di non essere stato lungo, con un riferimento al Mezzogiorno e all'osservazione del senatore Ferrara. Uno dei vincoli principali all'utilizzo dei fondi ? il cofinanziamento, cio? il fatto che le finanze pubbliche italiane debbano fare la loro parte per poter attivare i fondi europei. I vincoli all'utilizzo in generale della spesa pubblica che derivano dal Patto di stabilit? e crescita limitano la possibilit?, ad esempio, di anticipare la spesa futura. Se non riusciamo a risolvere questo problema non riusciamo neanche attivare le risorse monetarie".

"Ed ? per questo che ? cos? importante, come il Governo si aspetta, spera e per cui sta lavorando, la chiusura della procedura dei deficit eccessivi di fine maggio, perch? quella chiusura consentirebbe di attivare pi? facilmente una serie di fondi". (16/05/2013-ITL/ITNET)

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