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LAVORO - ESODATI - MIN. LAV. GIOVANNINI:" SALVAGUARDATE 62.000 PERSONE. VALUTAZIONI INTERGENERAZIONALI. MIGLIORAMENTO SISTEMA INFORMATIVO"
(2013-05-16)
"I quesiti che sono stati posti riguardano in particolare il tema dei cosiddetti esodati o dei cosiddetti salvaguardati, ossia le persone che al momento, attraverso i tre decreti-legge che sono stati approvati, sono in realt? coperte da alcune tutele. Vi sono, poi, anche altre questioni a cui cercher? comunque di dare una risposta". Cos? il ministro rispondendo ai quesiti posti durante il Question time che si ? tenuto alla Camera.
"Il primo punto - ha osservato Giovannini - riguarda l'efficacia della prima salvaguardia, cio? il decreto-legge relativo ai 65.000 soggetti. Ebbene, proprio la scorsa settimana ho sollecitato l'INPS a pubblicare per la prima volta i dati dettagliati sulla copertura di questo primo decreto, che indicano come, a fronte dei 65.000 soggetti teorici che dovevano essere salvaguardati, ne sono stati salvaguardati 62.000. Ci? non significa che le risorse relative a questi ulteriori 3.000 soggetti verranno perdute, perch? i decreti successivi indicano chiaramente che le eventuali economie possono essere impiegate in essi".
"Ricordo che i tre decreti-legge approvati fino adesso coprono circa 130.000 lavoratori. Alla domanda della senatrice Gatti su quanti siano i pensionati, cio? coloro i quali effettivamente hanno gi? iniziato a percepire una pensione, rispondo che si tratta di circa 7.000 soggetti; non perch? l'INPS sia in ritardo rispetto al trattamento degli altri casi, ma perch? si tratta di salvaguardati che andranno in pensione progressivamente. Questo ci consente di capire subito la prima difficolt? di questo tema: avere cognizione degli accordi intervenuti tra le imprese e i lavoratori ? estremamente difficile. Per esempio, infatti, anche con riferimento al secondo decreto, le imprese avrebbero dovuto comunicare entro il 31 marzo le liste dei soggetti che si prevede verranno licenziati (quindi perderanno il posto di lavoro) entro il 31 dicembre, ma in realt? non l'hanno fatto".
"Perch? non l'hanno fatto? Perch? c'? incertezza, anche dal punto di vista delle imprese, se questi soggetti effettivamente verranno espulsi dal sistema produttivo entro quest'anno o se, invece, si andr? all'anno prossimo. Riporto questo come esempio per dire che, indubbiamente, dobbiamo migliorare il sistema informativo. Ed ? questa la richiesta che ho fatto all'INPS, immediatamente, per realizzare, al di l? dei numeri, quella che ho chiamato una mappa concettuale (o delle mappe concettuali)".
"Infatti, le caratteristiche di questi soggetti sono estremamente variegate e, talvolta, cambiano per settore, cambiano naturalmente per et?, cambiano per condizione soggettiva. Penso che la prossima settimana, completati questi approfondimenti, riusciremo a fornire questa mappa di cui ho parlato. Qui, per?, vorrei fare una distinzione estremamente chiara: dobbiamo distinguere, infatti, tra i cosiddetti esodati in senso stretto (cio? coloro i quali hanno effettivamente perso il lavoro o sono incappati nel meccanismo) e quelli che, invece, potremmo chiamare esodandi (cio? persone che in futuro si troveranno in questa condizione). Dobbiamo poi distinguere queste due categorie dai cosiddetti bloccati cio? coloro i quali non rientrano nella categoria che prevedeva al 31 dicembre 2011 certe caratteristiche, ma che, a causa del perdurare della crisi economica, a causa della crisi di aziende, sono destinati a perdere il posto di lavoro e non avranno ancora maturato i requisiti per la pensione. Attenzione, per?: i soggetti di questa categoria non ha nulla a che vedere con gli esodati in senso stretto, perch? sono molto pi? vicini alle categorie a cui si riferiva, per esempio, il senatore Ichino, cio? persone che sono, o saranno, in difficolt? ma che non rientrano nella categoria in senso stretto".
"Ecco perch? - e ho fatto solo questo esempio - la definizione di questi soggetti, al di l? della quantificazione, ? estremamente complessa. Io ho visto gi? delle elaborazioni preliminari, ma ho chiesto ulteriori verifiche, proprio per avere, intanto, certezza sulle platee e poi una stima dei dati. E qui voglio essere estremamente chiaro, basando quanto sto per dire anche sulla mia esperienza precedente. Dal momento che si tratta di una situazione futura e incerta, dobbiamo parlare di stime: non possiamo dire che il numero ? esattamente un dato. La buona notizia, da questo punto di vista, ? che l'INPS sta prendendo in considerazione, in ogni caso, anche tutte quelle domande che, pervenute spontaneamente da lavoratori che si sono sentiti in qualche modo di appartenere a questa categoria, non avevano ugualmente i requisiti. Ebbene, l'INPS sta analizzando in ogni caso tutte le condizioni, anche di questi soggetti, per riuscire a capire, rispetto ad altre platee, eventualmente di salvaguardandi, come si pu? intervenire, di che entit? stiamo parlando e, quindi, il relativo costo".
"Naturalmente, come ? stato rilevato dal senatore Sacconi, e anche da altri, il punto non ? soltanto quello della tutela degli esodati, ma ? quello della transizione a un sistema pensionistico che, a causa della riforma, ha subito un brusco cambiamento, un cambiamento imposto - vorrei ricordarlo - da esigenze di contenimento a medio termine della spesa pubblica e, quindi, dalla stabilizzazione finanziaria; ? un cambiamento che per?, come ? stato sottolineato da varie proposte, presentate nella precedente e attuale legislatura e anche nel discorso del Presidente del Consiglio, ? possibile rimodulare in maniera tale da ridurre questa discontinuit?. Questo ? uno dei punti che ho illustrato alle Commissioni lavoro, sia di Camera che di Senato, e una delle piste su cui il Governo sta lavorando, naturalmente valutando anche i costi associati (perch? i costi possono essere estremamente rilevanti)".
"Per cui, anche in questo caso, noi stiamo lavorando sul tema, ma il tema ha bisogno anche di valutazioni di carattere economico. Il tema della flessibilit? dell'andata in pensione - uso questo termine generale, in quanto il Presidente del Consiglio ha proprio fatto riferimento a questo riferimento con possibili penalizzazioni - richiede un disegno che va modellato in modo molto attento, per le implicazioni sia sulle persone, sia sugli elementi finanziari di sostenibilit? del sistema. ? infatti indubbio che la drammaticit? della situazione di molte persone, al di l? del fatto di essere esodati, esodandi, o comunque in difficolt?, ? un dato di fatto di cui il Governo ? pienamente conscio e su cui intende lavorare. Per ci? che concerne il patto intergenerazionale, con riferimento all'osservazione del senatore Ichino, devo dire che, anche in questo caso raccogliendo alcune proposte, una delle proposte che mi sentir? di fare (ma non vale naturalmente solo per questo provvedimento), ? l'allargamento delle relazioni tecniche alla legislazione per considerare i cosiddetti conti intergenerazionali. Si tratta di uno strumento utile al Parlamento nel momento in cui vota una nuova legge, per capirne l'impatto a seconda delle generazioni. Spesso, nel passato, la tematica dell'impatto intergenerazionale non ? stata presa in considerazione e sappiamo i guasti che ci? ha prodotto".
"? vero, sono state realizzate - ahim? - situazioni di persone che si sentono molto simili, ma in alcuni casi sono tutelate e in altri casi no. Questo fa parte proprio del discorso che ha fatto anche il senatore Uras per ci? che concerne la definizione delle platee. Si tratta di un elemento di ingiustizia di cui, come il Presidente del Consiglio ha detto di fronte al Parlamento, dobbiamo farci carico. Dal momento che credo che il tempo a mia disposizione si stia esaurendo, vorrei avviarmi a concludere, rispondendo alla domanda del senatore Ferrara. L'uso dei fondi europei per gli esodati in generale, o - pi? in generale - con riferimento alla possibilit? di fronteggiare l'emergenza occupazionale, ? naturalmente una possibilit?, in particolare per il Mezzogiorno, come il senatore ha ricordato. Dobbiamo per? anche ricordare che, accanto a questa, vi sono anche altre necessit?, quali quelle che sono state ricordate da alcuni senatori. Occorre creare nuovo lavoro e non soltanto tutelare - giustamente - chi ha perso il lavoro: occorre tutelare in modo attivo, spingendo chi ha perso il lavoro a cercare e a trovarne uno nuovo, magari attraverso una imprenditorialit? diversa".
"Quindi, come al solito, sappiamo che, come si suol dire, la coperta ? corta. Problemi altrettanto importanti sono infatti rappresentati dalla disoccupazione giovanile, dalla disoccupazione degli ultra cinquantenni o cinquantacinquenni e dalla disoccupazione che si sta registrando in alcuni settori a causa della riconversione profonda o della perdita di competitivit? di interi settori. Questa ? quindi la ragione per cui il Governo, intanto in Europa, come ha dichiarato il Presidente del Consiglio, sta operando concretamente perch? il Consiglio europeo di fine giugno sia tutto focalizzato su questo tema. Tra l'altro, io stesso mi recher? a Bruxelles nei prossimi giorni per incontrare il commissario europeo, ma direi che tutta la diplomazia italiana sta lavorando in questa direzione. Inoltre, come avete visto da alcuni articoli di questi giorni, anche altri Paesi, comprese la Francia e la Germania, stanno immaginando nuovi interventi proprio per l'occupazione giovanile. Il nostro impegno in questa direzione ? - quindi - assolutamente forte".
"Rispondo poi alla domanda del senatore Panizza in merito alla cassaintegrazione e agli ammortizzatori sociali in deroga. La riunione di domani del Consiglio dei ministri prevede all'ordine del giorno proprio questo tema. ? stata fatta una valutazione estremamente attenta delle risorse disponibili nel brevissimo termine perch? sappiamo che il problema ? strutturale ma sappiamo anche che non pu? essere affrontato semplicemente come ? stato fatto fino adesso, rifinanziando cio? uno strumento senza ulteriori ripensamenti".
"Ed ? per questo che l'orientamento del Governo, anche in questo caso, ? volto ad effettuare un monitoraggio molto pi? puntuale dei comportamenti dei soggetti che poi erogano questi fondi, al fine di capire di cosa stiamo parlando: dobbiamo avere chiaro infatti se stiamo parlando di lavoratori che, a causa di una crisi, sono ancora in qualche modo legati ad un'attivit? produttiva oppure di soggetti che hanno ormai perso il contatto con il posto di lavoro. Se ci troviamo di fronte al secondo caso, allora dobbiamo forse immaginare altri strumenti, altri ammortizzatori, e non semplicemente continuare a rifinanziare. Questo per? non pu? accadere domani: parlo naturalmente di una prospettiva che riguarda i prossimi mesi o il prossimo anno".
"Vorrei infine svolgere una considerazione di carattere generale che ho gi? avuto modo di fare nei giorni scorsi. La riforma sia del mercato del lavoro che delle pensioni ? intervenuta in un momento ciclico straordinariamente negativo che purtroppo tuttora perdura. Vorrei essere estremamente chiaro su questo punto. Tutte queste problematiche in un periodo di espansione economica sarebbero state affrontate in modo molto diverso. Per questo la priorit? assoluta del Governo, ma direi anche dell'intero Paese, deve essere quella di invertire la rotta in termini di crescita economica, movimentando fondi presso le famiglie e presso le imprese per incentivare lo sviluppo. Sappiamo che il timore del futuro sta bloccando piani di investimento, anche piani di spesa delle famiglie. Dobbiamo riuscire a ritrovare questo slancio in modo da mobilizzare in modo positivo i fondi disponibili".
"Concludo, signor Presidente, ricordando che il tema dell'occupazione giovanile, a mio parere, ? particolarmente rilevante perch?, come ci dimostrano gli studi dell'economia comportamentale, essere per tanto tempo a quell'et? fuori dal mercato del lavoro pu? produrre effetti negativi di lungo termine sull'approccio alla vita che poi si riflettono sull'intera esistenza. Questa ? la ragione per cui, al di l? degli slogan, il Governo e tutte le forze politiche ed istituzionali devono essere orientati a far s? che questa generazione venga immessa il prima possibile nel sistema produttivo, anche perch? ? la generazione con la migliore formazione di cui questo Paese abbia mai disposto. (16/05/2013- ITL/ITNET)
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