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FISCO - ITALIANI E ITALIANI ALL'ESTERO - GOVERNO - LA "RIDUZIONE FISCALE SENZA INDEBITAMENTO" FRA GLI ASSI DEL GOVERNO LETTA. CASA (STOP ALL'MU) STOP INCREMENTO IVA. RIDUZIONE TASSE SUL LAVORO..."

(2013-04-29)

  "La situazione economica dell'Italia ? ancora grave. Abbiamo accumulato in passato un debito pubblico che grava come una macina sulle generazioni presenti e future, e che rischia di schiacciare per sempre le prospettive economiche del Paese. Il grande sforzo di risanamento compiuto dal precedente Governo, guidato dal senatore Mario Monti, ? stato premessa della crescita in quanto la disciplina della finanza pubblica era e resta indispensabile per contenere i tassi di interesse e sventare possibili attacchi finanziari. Il mantenimento degli impegni presi con il Documento di Economia e Finanza ? necessario ad uscire, quanto prima, dalla procedura di disavanzo eccessivo e per recuperare margini di manovra all'interno dei vincoli europei. Nelle sedi europee e internazionali l'Italia si impegner? poi per individuare strategie per ravvivare la crescita senza compromettere il processo di risanamento della finanza pubblica."  Lo ha affermato il Presidente del Consiglio Letta nel suo discorso alla Camera per la fiducia.

Ma - ha ammesso Enrico Letta - Di solo risanamento l'Italia muore. Dopo pi? di un decennio senza crescita le politiche per la ripresa non possono pi? attendere. Semplicemente: non c'? pi? tempo. Tanti cittadini e troppe famiglie sono in preda alla disperazione e allo scoramento. Pensiamo alla vulnerabilit? individuale che nel disagio e nel vuoto di speranze rischia, di tramutarsi in rabbia e in conflitto, come ci ricorda lo sconcertante fatto avvenuto ieri stesso dinanzi a Palazzo Chigi.
Senza crescita e coesione l'Italia ? perduta. Il Paese, invece, pu? farcela. Ma per farcela deve ripartire. E per ripartire tutti devono essere motori di questa nuova energia positiva. L'architrave dell'esecutivo sar? l'impegno a essere seri e credibili sul risanamento e la tenuta dei conti pubblici. Basta coi debiti che troppe volte il nostro Paese ha scaricato sulle spalle e la vita delle generazioni successive. Quelle nuove, di generazioni, hanno imparato sulla propria pelle e non faranno lo stesso con i propri figli.

Dunque: "riduzione fiscale senza indebitamento"  sar?, per il Governo Letta,  un obiettivo continuo e a tutto campo. Anzitutto, quindi, ridurre le tasse sul lavoro, in particolare su quello stabile e quello per i giovani neo assunti. Poi una politica fiscale della casa che limiti gli effetti recessivi in un settore strategico come quello dell'edilizia, con includere incentivi per ristrutturazioni ecologiche e affitti e mutui agevolati per giovani coppie. E poi bisogna superare l'attuale sistema di tassazione della prima casa: intanto con lo stop ai pagamenti di giugno per dare il tempo a Governo e Parlamento di elaborare insieme e applicare rapidamente una riforma complessiva che dia ossigeno alle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti.

Misure ulteriori dovrebbero essere il pagamento di parte dei debiti delle Amministrazioni pubbliche; l'allentamento del Patto di stabilit? interno; la rinuncia all'inasprimento dell'IVA; l'aumento delle dotazioni del Fondo Centrale di Garanzie per le piccole e medie imprese e del Fondo di Solidariet? per i mutui. Ma questi provvedimenti - sebbene necessari nel breve termine - non sono sufficienti.

La crescita economica di un paese richiede una strategia complessa, che eviti dispersione a pioggia delle poche risorse e che possa innescare meccanismi virtuosi. Per questo ? necessario una sintonia tra le azioni del Governo e quelle delle banche e delle imprese, che debbono essere mirate ad una crescita di lungo periodo degli attori economici per superare gli annosi ritardi dell'Italia in termini di crescita della produttivit? e della competitivit?. Il Governo deve accompagnare questa crescita e rimanere a fianco delle imprese anche e soprattutto quando queste si impegnano all'estero nell'arena globale....."(29/04/2013-ITL/ITNET)

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