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FISCO- EUROPA- PRESSIONE FISCALE ITALIANA AL 42,5% DEL PIL CONTRO MEDIA EUROPEA AL 38% - DATI EUROSTAT

(2013-04-29)

  La pressione fiscale sul lavoro in Italia nel 2011 ? stata del 42,3%, in leggero calo rispetto al 2010 (42,7%). Il dato, reso noto nel rapporto Eurostat sull'evoluzione della fiscalit? in Europa nel 2011, mette il nostro paese al secondo posto tra i 27, superato solo dal Belgio (42,8%) con cui condivideva il primato nell'anno precedente. Tra i grandi paesi europei, il carico totale di imposte sul lavoro dipendente in Francia ? al 38,6%, in Germania al 37,1%, in Spagna al 33,2%, nel Regno Unito al 26,0%.

L'onere fiscale varia in modo significativo tra gli Stati membri, che vanno nel 2011 da meno del 30% in Lituania (26,0%), Bulgaria (27,2%), Lettonia (27,6%),  Romania (28,2%), Slovacchia (28,5%) e Irlanda ( 28,9%), per oltre il 40% in Danimarca (47,7%), Svezia (44,3%), Belgio (44,1%), Francia (43,9%), Finlandia (43,4%), l'Italia (42,5%) e Austria (42,0% ).

Non si ferma, inoltre, la corsa delle tasse nell'Unione Europea con un livello di incidenza del fisco salito nel 2011 al 38,8% del Pil. Ma il dato rivela forti differenze a livello nazionale, con l'Italia nettamente al di sopra del livello europeo al 42,5% del Pil, stesso dato del 2010.

Tra il 2010 e il 2011, i maggiori incrementi nel rapporto entrate fiscali e PIL sono stati registrati in Portogallo (dal 31,5% al 33,2%), Romania (dal 26,7% al 28,2%) e Francia (dal 42,5% al 43,9%), e la cascate pi? alte in Estonia (dal 34,1% al 32,8%), Svezia (dal 45,4% al 44,3%) e Lituania (dal 27,0% al 26,0%). (29/04/2013-ITL/ITNET)

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