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ITALIANI ALL'ESTERO - CRISI - COSA PERCEPISCONO ITALIANI ALL'ESTERO CRISI PROFONDA CHE ATTRAVERSA L'ITALIA ? COME INTENDONO PARTECIPARE SORTI DEL PAESE ? A COLLOQUIO CON ON. FEDI (PD/ESTERO).
(2013-04-17)
Riproponiamo il testo di una intervista pubblicata nei giorni scorsi , che apre ad ulteriori elementi del dibattito rilanciato oggi dalla FCLIS in Svizzera e dal Consigliere del CGIE Fatiga (17/04/2013)
Una crisi profonda che ci avvicina alla situazione drammatica , speriamo di no, di altri Paesi europei, e ci fa ripercorrere una condizione che hanno conosciuto molti nostri connazionali in altri continenti, parlo del Sud America e dell?Argentina, in particolare.
Alla luce di una situazione cos? complessa che riguarda non solo l?aspetto economico ma anche politico e sociale, quale il ruolo degli italiani all?estero ? Quale il significato di questo collegamento, anche sul piano istituzionale ? E? di oggi il documento consegnato dai saggi al Presidente della Repubblica che cancella la Circoscrizione Estero, pur lasciando il voto per corrispondenza. Quale la riflessione. Quale la sua riflessione ed ancora gli italiani all?estero hanno una percezione di una situazione italiana cos? complessa sotto tutti i punti di vista ?
Lo abbiamo chiesto all'on. Marco Fedi, esponente del PD all'estero. Altri punti di vista seguiranno nei prossimi giorni. L'attuale condizione del nostro Paese, del quale gli italiani all'estero sono, rivendicano e si sentono parte integrante, impone, infatti, un cambiamento profondo nel dibattito e nelle sue modalit? sugli e con gli italiani all'estero. E' quello che stiamo realizzando e che intendiamo sempre pi? portare avanti nei prossimi mesi. (la redazione di Italialavorotv.it/italiannetwork.it)
"Assolutamente ? ! Gli italiani all?estero. Personalmente l?ho testimoniato nella campagna elettorale nei momenti in cui ho avuto occasione di parlare con le comunit? ed anche ai colleghi del PD in Italia ho partecipato del senso di partecipazione degli italiani nel mondo alla crisi economica italiana. Ma se vogliamo essere precisi non ? tanto sulla partecipazione agli effetti della crisi che si ripercuotono automaticamente agli italiani all?estero, che pure ci sono (l?IMU, aumenti tariffari, ecc..) ma quello cui faccio riferimento ? l?effetto indiretto. Nell?economia globale se la crisi italiana dovesse peggiorare e si dovesse verificare il cosiddetto contaggio nessuno ne sarebbe immune, nemmeno gli australiani ed a maggiore ragione gli italiani che vivono in Australia. Tutti sentirebbero il peso della crisi italiana e di conseguenza di quella europea. Questo ? abbastanza ovvio ed anche se ? scontato dirlo ma va detto. In questo senso, dunque, c?? una partecipazione degli italiani nel mondo alle esigenze del Paese Italia e quindi gli italiani nel mondo sono pienamente consapevoli del momento che stanno attraversando.
Detto questo, per?, ci sono alcune cose che gridano vendetta, nel senso che l?Italia negli ultimi venti anni si ? andata impoverendo. La ricchezza si ? andata sempre pi? concentrando nelle mani di pochi e quindi non ? da oggi che viviamo questa esperienza che ? , poi, abbastanza simile in tutti i Paesi occidentali. In tutti i Paesi avanzati dell?impoverimento economico ed anche sociale e quindi le politiche che sono state messe in campo dal centro-destra in questi ultimi venti anni in cui ha governato sicuramente pi? del centro-sinistra che ha avuto pochi segnali di governo ed alcuni segnali li abbiamo gi? visti nei 18 mesi del Governo Prodi in cui ci sono stati alcuni segnali sulla spesa? Ci? non ? avvenuto nei cinque anni del Governo Berlusconi ed abbiamo quindi peggiorato la situazione sotto il profilo economico.
Da parte degli italiani nel mondo non c?? stata alcuna pretesa di avere un trattamento privilegiato. C?? per? da tenere conto che se dobbiamo uscire dalla crisi dobbiamo uscire insieme ed affermando alcuni principi come quello della parit? di trattamento. Quindi, a mio avviso,. Nel momento in cui discriminiamo un cittadino italiano che vive all?estero, che ad esempio paga l?affitto della casa all?estero dove? stato costretto a trasferirsi per lavoro ed ha la sua prima ed unica casa in Italia ed ? costretto a pagare la casa come seconda casa, semplicemente perch? ? temporaneamente residente all?estero ed ? iscritto all?AIRE per motivi di lavoro, questa ? una profonda ingiustizia. Ingiustizia che denota come nei confronti degli italiani all?estero ci siano delle discriminazioni che vanno sanate. Ed allora il senso della rappresentanza diretta, cio? di avere n Parlamento esponenti delle comunit? italiane nel mondo che abbiamo la residenza in quei Paesi ? un modo per collegare l?Italia a quelle realt?, per conoscerle meglio ed in questo senso ? voglio dirlo francamente ? anche i saggi hanno dimostrato di essere molto superficiali. Hanno parlato di circoscrizioni estere, quando la Circoscrizione ? solo una, facendo notare cos? una mancanza di approfondimento del tema perch? leggendo la costituzione avrebbero capito che la Circoscrizione Estero ? una e che le Ripartizioni sono state fissate dalla legge ordinaria, dalla 459 del 2001, e facendo un minimo sforzo di approfondimento avrebbero capito che la legge ordinaria ? quella che va modificata perch? le situazioni legate alla mancanza di trasparenza, segretezza, personalit? del voto che si sono verificati legando questi problemi al tema del voto per corrispondenza . Ed. invece, il voto per corrispondenza i saggi lo vogliono mantenere diretto, per?, sui collegi italiani . In buona sostanza, da questa relazione dei saggi emerge, per quanto ci riguarda come italiani all?estero, un quadro pi? confuso. Voglio comunque sottolineare che almeno un elemento positivo c?? ? e lo voglio sottolineare. Comunque si sono posti il problema: pur eliminando la rappresentanza diretta degli eletti all?estero, occorra mantenere la partecipazione dei cittadini italiani all?estero al voto politico attraverso l?esercizio in loco del diritto di voto, senza dover venire in Italia. Ponendo questo problema hanno capito che non basta abrogare qualcosa per sostituire qualcos?altro. Ed allora discutiamo di che cos?? questo qualcos?altro perch? mi pare di aver capito che nelle loro idee c?? molta confusione."
Nell?auspicio che il dibattito parlamentare riesca a chiarire questa confusione, o quantomeno questa opinione, dei saggi, vorrei approfondire l?aspetto economico della questione. Nei giorni scorsi il Consiglio dei Ministri ha approvato il documento economico-e finanziario per i prossimi anni, che tende a rassicurare ma che anticipa anche la possibilit? di ulteriori manovre economiche. Il che porterebbe ad un ulteriore appesantimento della situazione socio-economica italiana, come ha fatto notare il responsabile economico del PD Fassina. Lei poche ore prima ha fisso un comunicato stampa nel quale si sottolineavano alcuni elementi delle proposte riguardanti anche aspetti economico-finanziari riguardanti cittadini, lavoratori ed istituzioni che insistono sugli italiani all?estero. Ritiene che l?Italia nell?ambito di un peggioramento della crisi possa sostenere quelle ipotesi di promozione delle iniziative indirizzate alle comunit? italiane all?estero sulle quali il dibattito si ? soffermato con insistenza pi? volte. Non ultimo il Seminario promosso dal CGIE e dal Ministero degli Affari Esteri ? Per dirla in breve si tratta di pura utopia o intravede qualche possibilit? ?
?Noi non lavoriamo sulle utopie, ma su fatti concreti ! E la maggior parte delle nostre proposte di legge sono a costo zero, nel senso che abbiamo ben presente il quadro economico e sociale di riferimento, e per questa ragione alcune delle considerazioni che facciamo sono proprio relative a un diverso orientamento della spesa. E ci? perche' in alcuni settori possiamo risparmiare e investire in altri, ? questo l'esempio classico della Farnesina. Noi riteniamo che, ad esempio, in una ipotesi di ulteriore riduzione della spesa si possa guardare ad una riduzione - che abbiamo indicato nell'ISE- e che riguarda l?indennit? di sede che va ai diplomatici e al personale di ruolo. Non ? mai stata messa in discussione ma c'? stata una spending review rispetto alla quale la Farnesina non ha adottato neanche un decimo delle raccomandazioni. Le spiego: noi abbiamo messo su un comitato con una partecipazione anche parlamentare che ha dato delle indicazioni su come rimodulare la spesa della Farnesina che ha ignorato la spending review proposta da quel comitato.
Ora dobbiamo parlare di una fase due e noi, quindi, torniamo alla carica, indicando un percorso che faccia ottenere risparmi e potrebbe anche prevedere un aumento di risorse per alcuni capitoli di spesa per gli italiani nel mondo senza, per?, gravare ulteriormente sulla finanza pubblica. Abbiamo anche indicato una proposta di legge per questo percorso. Quindi siamo ben consapevoli di questo fatto.
Altre proposte, come la riforma della legge 91 del 92 sulla cittadinanza, ? una proposta che ci trova assolutamente d'accordo su un percorso di riconoscimento della cittadinanza ai nuovi italiani, che lo sono gi? a tutti gli effetti, se non di passaporto: i migranti nati in Italia. Ebbene, c'? una proposta di legge che porta la prima firma del segretario Bersani alla quale noi abbiamo aderito, e poi abbiamo presentato anche noi delle proposte, per recuperare la discriminazione nei confronti delle donne, che oggi ? anche sentenza della corte di Cassazione, e abbiamo anche chiesto la riapertura dei termini. Tutto questo ? a costo zero ! Perch? riconoscere la cittadinanza a qualcuno che risiede all'estero non comporta dei costi!. Si obietter? che comporta un lavoro amministrativo e per questo la linea diplomatica consolare ? poco attrezzata, ma a questa obiezione rispondo che la rete diplomatico consolare nel mondo - che con il sottosegretario Mantica che allora si vantava di voler modernizzare attraverso l'elettronica - ? invece ancora molto indietro. Questo a dimostrazione del fatto che le parole sono una cosa e i fatti sono altro. Quindi dobbiamo assolutamente fare un lavoro di ammodernamento della rete diplomatica consolare nel mondo e le nostre proposte a partire dall'IMU - discriminazione che dobbiamo assolutamente superare- , cittadinanza (per recuperare il rapporto con chi ha dovuto perdere la cittadinanza italiana mai per propria scelta ma perch? forzato, e si tratta di pochi casi ai quali riconoscere questo diritto a costo zero, tutta la rete diplomatica consolare nel mondo, personale a contratto che ha visto e vede i propri salari erosi dalla perdita valutaria nei confronti dell'euro, senza aumenti negli ultimi 5 anni e comunque con situazioni contrattuali pessime. Ebbene , tutto questo non significa aumentare i costi ma significa rivedere tutto il sistema, perch? esistono delle sacche di sprechi all'interno del Ministero degli affari esteri che danno bene il segno di quello che possiamo ancora fare e quindi siamo consapevoli di questo fatto per cui andiamo avanti con il nostro lavoro.
Vede , non abbiamo nessun senso di difficolt? per la semplice ragione che siamo consapevoli della situazione e stiamo lavorando nel contesto di una situazione oggettiva che stiamo anche affrontando come Partito Democratico per risolverla, per tornare a crescere, perch? l'Italia torni ad essere un paese che produce e spera in un futuro migliore?.
Tra le proposte che stanno circolando in questi giorni si legge dell?esigenza di resuscitare il ruolo del Ministro per gli italiani nel Mondo, cosa ne pensa ?.. ?Sono assolutamente contrario ! E? assolutamente inutile ! Noi abbiamo bisogno di un ministro della diaspora o delle migrazioni: una figura assolutamente nuova, che faccia la sintesi tra le esigenze degli italiani nel mondo e quindi di una emigrazione che si ? stabilita all'estero da molti anni, l'immigrazione in Italia, ovvero i nuovi flussi migratori verso l'Italia, e il nuovo esodo - fenomeno con punte molto acute - di giovani che lasciano l'Italia verso l'estero. Consentirebbe di avere un quadro completo della situazione, di mettere a raffronto politiche tra loro molto diverse, quelle a favore della diaspora e quelle a favore delle politiche di integrazione in Italia, e di favorire anche un coordinamento e uno scambio di opinioni tra i soggetti protagonisti dei due lati della medaglia, l'emigrazione e l'immigrazione, sotto il cappello dei fenomeni migratori. Di questo avremmo veramente bisogno, e di togliere molte responsabilit?, purtroppo assolte molto male, alla Farnesina, e trasferirle in altro settore. Quindi un Ministro degli italiani nel mondo che lavori dalla Farnesina sarebbe un disastro !. Un ministro che sia una piccola dimensione scollegata dai fenomeni migratori sarebbe un disastro altrettanto grave ! Finch? le competenze rimangono tutte alla Farnesina, noi abbiamo bisogno di un sottosegretario che abbia peso, quindi di un viceministro, come avvenne con Prodi, ma in vista di un obiettivo decisamente superiore dal punto di vista qualitativo: quello di avere un ministro della diaspora.
Abbiamo incontrato la delegazione della Georgia in questi giorni e loro hanno un ministro della diaspora. Stanno realizzando una riforma che e' molto simile alla nostra che consentir? il voto ai propri cittadini nel mondo. Quindi una Repubblica che si impegna in questa direzione mentre l'Italia vuole quasi liberarsene e tornare indietro. Mi pare che sia emblematico di come il mondo si stia muovendo in questi momenti !?
Una battuta sull?auspicio di un prossimo Governo?
?Ricevo messaggi di questo tipo: tutti vorrebbero un governo ma non vorrebbero assolutamente una commistione di interessi politici, il cosiddetto inciucio. Ricevo ogni giorno messaggi che mi dicono sostanzialmente che oggi e' assolutamente improponibile formare un governo con il PDL quindi dubito che si possa formare un governo credibile con il PDL. Sono invece consapevole che un governo, anche di minoranza, che lavori su obiettivi precisi, per poi tornare alle urne, sarebbe la soluzione migliore nelle condizioni oggettive che abbiamo di fronte a noi, e l'appello agli elettori agli italiani nel mondo ? quello di valutare bene nelle prossime occasioni elettorali, i candidati e le persone che vengono scelte perch? credo che sia un momento importante per l'Italia. E credo, inoltre, che al di l? di tutto le regole della politica sono quelle che conosciamo, cio? per governare occorre avere una maggioranza solida. Combinare pasticci non aiuta a fare quel cambiamento che ? necessario! Infine, l?esponente del PD all?estero concluse ? ?? un peccato che il movimento cinque stelle - che ? nato e si ? trasformato in forza politica - non abbia colto questa occasione per cambiare davvero l'Italia?.(17-15/04/2013-M.F.-ITL/ITNET)
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